domenica 17 dicembre 2023

Corpi civili di pace, per uscire dal tunnel

Fine dicembre a Gorizia all'insegna della pace. La sera dell'ultimo dell'anno ci sarà l'annuale "marcia", promossa dalla Conferenza episcopale italiana. Per la prima volta sarà transfrontaliera, partendo da Oslavia e raggiungendo la con-Cattedrale di Nova Gorica. Si parlerà di giustizia  e di accoglienza e sono previsti interventi mirati, con testimonianze online dalla Palestina e dall'Ucraina.

La mattina del 31, come ogni anno, si rifletterà sull'intrigante tema "intelligenza artificiale e pace", sulla base del ricorrente messaggio del Papa per la Giornata della pace dell'1 gennaio.

Per i Goriziani, l'appuntamento più importante sarà il 30 pomeriggio, presso il Conference Center della sede goriziana dell'Università di Trieste. Si parlerà di corpi civili di pace europei, riprendendo un'intuizione dell'inizio degli anni '90 del ventesimo secolo. 

Ci si propone infatti di sottolineare come proprio Nova Gorica e Gorizia possano essere i luoghi ideali per avviare le trattative tra i popoli in guerra. E anche di pensare a questo territorio come lo spazio per formare i corpi civili di pace europei, giovani competenti e professionalmente preparati che possono inserirsi nei meandri delle guerre attuali per offrire la possibilità della trattativa piuttosto che del massacro. E, con i tempi che corrono, davanti al genocidio di Gaza e all'interminabile guerra in Ucraina, potrebbe proprio essere la centratura di una nuova possibilità. Sulla destra, il programma completo del convegno. 
 

domenica 10 dicembre 2023

10 dicembre 1948-10 dicembre 2024. Il testo integrale della Dichiarazione.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI 

Preambolo Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo; Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo; Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione; Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti amichevoli tra le Nazioni; Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà; Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni; L'ASSEMBLEA GENERALE proclama la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione. 

Articolo 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. 

Articolo 2 Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità. 

Articolo 3 Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. 

Articolo 4 Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma. 

Articolo 5 Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti. 

Articolo 6 Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica. 

Articolo 7 Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione. 

Articolo 8 Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge. 

Articolo 9 Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato. 

Articolo 10 Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta. 

Articolo 11 1. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa. 2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso. 

Articolo 12 Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni. 

Articolo 13 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato. 2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese. 

Articolo 14 1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni. 2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite. 

Articolo 15 1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza. 2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza. 

Articolo 16 1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento. 2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi. 3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato. 

Articolo 17 1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri. 2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà. 

Articolo 18 Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti. 

Articolo 19 Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. 

Articolo 20 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica. 2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione. 

Articolo 21 1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese. 3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione. 

Articolo 22 Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità. 

Articolo 23 1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione. 2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. 3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale. 4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi. 

Articolo 24 Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite. 

Articolo 25 1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. 2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale. 

Articolo 26 1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. 2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. 3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli. 

Articolo 27 1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici. 2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore. 

Articolo 28 Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati. 

Articolo 29 1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. 2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. 3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite. 

Articolo 30 Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

sabato 9 dicembre 2023

Senza il dubbio non c'è il dialogo

Pace. Certo, invochiamo con tutte le forze: "Pace".

E' difficile dirlo senza cadere nella retorica osservando le immagini dei bambini trucidati a Gaza, i prigionieri palestinesi orribilmente vilipesi in diretta planetaria o ascoltando le testimonianze degli israeliani sopravvissuti agli attentati del 7 ottobre.

Il problema è che dopo averla invocata, ci si divide radicalmente quando si cerca di trovare un percorso per realizzare la pace. In questo modo, anche nei dibattiti quotidiani, che spesso ricalcano quelli incessanti dei salotti televisivi, ognuno prende una posizione ritenendo la propria "ragionevole" e quella di chi la pensa diversamente "folle". Così non se ne viene fuori, come dimostrano le terribili e sanguinose guerre croniche che seminano morte e distruzione un po' ovunque. Ognuno dei contendenti è convinto di avere tutte le ragioni e che l'avversario abbia tutti i torti e sulla base di questo postulato giustifica ogni sorta di violenza, sopraffazione e umiliazione dei propri simili.

Il bipolarismo sta soffocando due elementi fondamentali del pensiero e della relazione tra esseri umani. Il primo è il dubbio, il secondo è il dialogo che, per essere costruttivo, presuppone contemporaneamente e paradossalmente sia la convinzione che l'incertezza.

E' difficile proporre il dubbio, si viene tacciati immediatamente di stare da una parte contro l'altra. Se si dice, senza per questo giustificarla, che l'invasione dell'Ucraina ha delle ragioni nella sofferenza dei russi del Donesk e del Donbass e che comunque tale guerra non si potrà mai risolvere con l'invio ininterrotto di armi da parte di Europa e USA, si viene immediatamente accusati di essere filoputiniani da azzittire nel più breve tempo possibile. Se si pone in dubbio la crudeltà e l'opportunità dell'azione dell'esercito russo, si viene tacitati immediatamente come guerrafondai incantati dal pifferai magico Zelen'sky. Se si protesta contro contro Israele per il massacro di bambini, donne e uomini a Gaza e si sottolinea il diritto dei Palestinesi a essere liberi e indipendenti, si viene accusati di favorire il terrorismo, se non addirittura di voler risuscitare i fantasmi spaventosi dell'antisemitismo. Se si stigmatizza un atto terrificante come  quello del 7 ottobre e si solidarizza umanamente con le migliaia di vittime e con gli ostaggi trattenuti da Hamas, c'è subito qualcuno che ti accusa di essere un sionista peggiore di Netanyahu. In precedenza, se ci si dichiarava di essere a favore dei vaccini contro il covid, subito arrivava la freccia di chi sosteneva che chi la pensava così altro non fosse che un servo del Potere. Al contrario, se si esprimeva anche un minimo ragionevole dubbio, si veniva collocati dalla parte dei novax, additati alla pubblica deplorazione e collocati sulla colonna dell'ignominia.

Insomma, ciò che si vuol dire è che se non ci si comincia ad ascoltare, a compiere l'ammirevole sforzo di comprendere (attenzione, ciò non vuol dire giustificare) le ragioni dell'altro, non se ne uscirà mai. La virulenza del dibattito televisivo si ripercuote nell'incapacità di affrontare serenamente i temi nelle case e questa drammatica impotenza non farà altro che alimentare la sicurezza degli uni e degli altri, gli uni contro gli altri armati. Se non saremo capaci di confrontare i nostri pensieri cercando di trovare delle ragioni comuni che ci permettano di andare avanti, non ne usciremo mai. 

Sì, ma per confrontare i pensieri occorre averne e la fatica di trovare soluzioni nobilmente politiche è espressione di quello che sembra essere oggi il problema dei problemi, ovvero la mancanza di una filosofia, o meglio, di più filosofie all'altezza dell'urgenza dei tempi. Solo la Filosofia può salvare il mondo. Ma questo è un altro argomento...

venerdì 8 dicembre 2023

La morte di Dario Stasi, un grande vuoto in città

Con la morte di Dario Stasi, Gorizia perde un punto di riferimento molto importante. Al di là della sua vita familiare e lavorativa, è stato un autentico protagonista del cammino verso l'abbattimento dei muri - fisici e mentali - esistenti tra Nova Gorica e Gorizia.

Fine conoscitore della storia e grande comunicatore, ha lanciato l'intuizione della rivista Isonzo/Soča. Grazie alla sua ferrea volontà, è riuscito a creare una rivista bilingue in tempi molto lontani da quelli attuali, oltre 110 fascicoli pregni di vicende del territorio, raccontate dai maggiori studiosi, esperti e appassionati, del territorio. Fin quando ha potuto, ha percorso in bicicletta i più remoti angoli della zona, i suoi itinerari sono confluiti nel bellissimo libro "Intorno a Gorizia". Ha sensibilizzato tutti su alcuni aspetti particolari, si deve a lui la proposta e la realizzazione della lapide dedicata ai capi della rivolta dei Tolminotti, assai opportunamente collocata nella piazza delle esecuzioni. Ha amato profondamente Aquileia, leggendo tutto ciò che è stato finora pubblicato e proponendo sempre interpretazioni originali, anche se spesso legittimamente discusse e discutibili. Da questo punto di vista, ha cercato di unire i mondi che fanno capo ad Aquileia, sostenendo anche l'affascinante tesi secondo la quale la via che univa Aquileia con Lubiana, la romana Emona, fosse la via Gemina. Il suo progetto di scrivere un libro sull'argomento e di produrre un documentario non era solo un'espressione di erudizione, ma un atto di amore nei confronti di una terra da lui descritta come crogiuolo di popoli, lingue e culture chiamate a essere in reciproco ascolto e fraterna condivisione.

14.04.2015, presentazione in Senato: Grasso Stasi Romoli Marini Fasiolo 
L'attenzione alle vicende relative al confine l'hanno portato a realizzare un altro grande progetto, quello della mostra sul "secolo lungo" goriziano, presentata a Gorizia, Nova Gorica e perfino nella prestigiosa sede del Senato della Repubblica Italiana. Da quella esposizione, che era riuscita a mettere insieme sensibilità politiche e culturali assai diverse fra loro, sono derivati anche i cartelloni illustrativi del Novecento Goriziano, che tuttora possono essere contemplati, con ammirazione per l'intelligenza della scelta dei temi e dei testi, presso i Giardini pubblici di Corso Verdi e davanti alla facciata della chiesa di Sant'Ignazio. Da no dimenticare sono le numerose gite, organizzate e guidate da Dario, anche in questo caso pionieristiche uscite alla conoscenza di Nova Gorica, Kromberk, Solkan e le valli dell'Isonzo/Soča e del Vipacco/Vipava.

Dal punti di vista politico Dario Stasi, dai tempi delle contestazioni studentesche del '68 goriziano fino ai giorni nostri, è sempre stato uomo di sinistra, ma sempre controcorrente. Vivace sostenitore delle proprie idee, si è sempre dimostrato aperto al confronto e al dialogo con tutti, anche con chi la pensava in modo diametralmente opposto al suo. Il suo orgoglioso libero pensiero non gli ha portato soltanto simpatie e adesioni, ma anche forti contrapposizioni, da lui sempre superate in vista dell'obiettivo fondamentale di riconoscere in Nova Gorica e Gorizia un'unica città unita nelle sue diversità. In fondo la proclamazione della Capitale europea della Cultura 2025 porta dentro di sé tanto dell'opera, a volte silenziosa a volte eclatante, del nostro "direttore". se dal punto di vista giornalistico, il suo capolavoro è stato Isonzo/Soča, dal punto di vista culturale e politico non si può dimenticare la co-fondazione del Forum per Gorizia nel 2005 come pungolo costruttivo nei confronti dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittorio Brancati. L'impegno di un centinaio di persone entusiaste, riunite di fatto proprio intorno a Dario Stasi nelle elezioni amministrative del 2007, ha portato il candidato sindaco del Forum a un passo da un possibile ballottaggio con il primo Ettore Romoli, nonché ben sei consiglieri nell'assise comunale. In questo senso, e non solo, il pensiero e l'azione di Dario hanno inciso anche sui cambiamenti esistenziali che hanno riguardato molti di noi. E di questo, personalmente, non finirò mai di conservare un pensiero colmo di gratitudine e di rispetto.

Caratterialmente, Dario Stasi è stato persona molto forte, con la quale non era difficile trovare anche momenti delicati, se non di scontro, almeno di assai vivace dialettica. Ciò che era comunque bello con lui, era la capacità di perdonarsi, andando oltre anche agli eccessi delle discussioni più accese, per sorriderci sopra riconoscendo che da ogni confronto si usciva arricchiti e ci si decideva a impegnarsi ancora più profondamente per la causa comune.

Cosa dire infine, sapendo di aver tralasciato tanto, in questo ricordo immediato, colmo di tristezza e di emotività. E' difficile immaginare la cultura della città senza Dario Stasi, anzi quasi impossibile. L'unico auspicio è che molti dei semi da lui gettati, coltivati e fatti crescere, siano portati a maturazione da chi con lui ha condiviso prospettive, battaglie culturali e azioni politiche. 

Un abbraccio a Nadia e agli altri suoi familiari e amici. E' difficile scrivere "che riposi in pace" a una persona che non è mai stata tranquilla e che ha investito tutto il suo tempo e le sue energie al servizio del Bene! Forse, Dario, basta dire che ci mancherai tantissimo e che lasci un grande spazio vuoto nella nostra città.

giovedì 7 dicembre 2023

Perché si cammina (realmente o metaforicamente) nella vita?

La Francigena, partenza del tratto dal San Bernardo a Roma
Mai come in questo tempo le persone camminano. La stragrande maggioranza non lo fa per motivi religiosi, culturali o sportivi. Lo fa per necessità, affrontando lunghissimi e pericolosi percorsi per fuggire dalla fame, dalle guerre, dalle persecuzioni ideologiche. Lo fa perché spera in un futuro migliore e per questo è disposta a rischiare di perdere tutto e di morire, come ben sanno coloro che attraversano a piedi il deserto del Sahara, salgono sulle carrette che hanno trasformato il Mediterraneo in cimitero, attraversano i monti, i boschi e i fiumi dei Balcani.

Sono loro i veri camminatori, i pellegrini del nostro tempo. Tuttavia è degno di nota il fatto che, anche nel ricco e opulento Occidente, i viandanti si siano moltiplicati. Non quelli che investono tutta la loro esistenza percorrendo le strade del mondo, ma quelli che per una settimana o un mese smettono il vestito gessato, lasciano gli uffici rinfrescati dai condizionatori, abbandonano i soffici letti ordinari per vivere un’esperienza del tutto diversa. Per una settimana o per un mese ci si mette in gioco, si fa fatica portando lo zaino di dieci chili sulle spalle – anche se oggi i pulmini consentono di trasferire i bagagli da una parte all’altra – si accettano le vesciche sui piedi, si dorme in cameroni con altri cinquanta, sessanta, addirittura cento (a Roncisvalle) colleghi, iscritti di solito al campionato dei russatori. Anche qui, c’è da dirlo, ormai molti si portano dietro una buona carta di credito con la quale si possono aprire porte di alloggi ben più confortevoli dei comunque suggestivi “ostelli” disseminati un po’ ovunque.

Nel 2005, ai tempi del “mio” primo lungo percorso, erano molto conosciuti soltanto il “Cammino” di Santiago de Compostela, la Francigena verso Roma e forse il Cammino di San Francesco tra Umbria e Toscana. Oggi è diventata una moda, non soltanto decidere di iniziare un cammino, ma anche di idearlo e proporlo alla massa di sedicenti (nel senso che così amano essere definiti) pellegrini, viandanti, esploratori, ecologisti e chi più ne ha più ne metta. A livello europeo, ai classici si sono aggiunti la via Postumia, la Romea Strata, quelli di San Martino di Tours dall’Ungheria alla Francia, dei Santi Cirillo e Metodio, il Cammino Celeste – da me e altri amici fondato nel 2006, sicuramente tra i primi dieci “nuovi” in Italia - la Via Flavia, la Via d’Allemagna, dalla Germania a Roma, ora la Via della Capitale Europea della Cultura, da Aquileia a Sveta Gora, solo per citare quelli che hanno a che fare con Aquileia e con il Friuli Venezia Giulia.

Tutti questi percorsi, qualcuno più qualcuno meno, hanno sempre più interessato sociologi, filosofi, ma anche operatori turistici ed economici. Ciò che un tempo sembrava un’eccentricità di pochi, passare le vacanze camminando o andando in bicicletta, armati di tenda o del coraggio di bussare a una porta per chiedere ospitalità, oggi è diventata un’opzione sempre più gettonata, anche grazie alla comprensione di una serie di elementi ovvii: marciare o pedalare, possibilmente su strade sterrate o comunque poco trafficate, fa bene alla salute, favorisce la contemplazione della natura e la bellezza degli incontri con i propri simili, consente abbastanza anche se non troppo di risparmiare, per chi ha maggiore sensibilità, contribuisce a migliorare la qualità dell’aria e a combattere i cambiamenti climatici, senza inondare di anidride carbonica il Pianeta.

Per questo, fiutato l’affare, attorno ai cammini è fiorita una vera e propria industria turistica che da una parte ha reso possibile la pubblicizzazione e la diffusione di questo modo ormai non più alternativo di andari in vacanza, dall’altra ha affievolito l’istanza ideale, avventurosa e pionieristica dei primi tempi.

Ma, al di là delle opportunità e dell’indotto portato dall’organizzazione sistematica dei cammini moderni, se ci chiediamo quale sia il motivo del loro straordinario successo, arriviamo paradossalmente a chiudere il cerchio con le tesi iniziali. Premesso che questi che chiamo “cammini moderni” sono riservati a pochissimi privilegiati appartenenti a quel 20% di abitanti del Pianeta che se lo possono permettere in quanto dotati di sufficienti risorse fisiche ed economiche, la domanda più profondo è: perché piace “camminare”? perché utilizzare le ferie in questo modo, dopo un anno di lavoro svolto in condizioni spesso difficili e stressanti?

La risposta non superficiale è: camminiamo perché desideriamo sopravvivere. Certo, gli eroi del cammino sono i già citati migranti, che lasciano una terra nella quale la vita è diventata impossibile, per donare una prospettiva di sopravvivenza a sé stessi, alle loro famiglie e ai loro popoli. Portano con sé la forza del rischio, la passione per la vita e la convinzione dell’assoluta necessità e per questo fanno paura a chi è sprofondato nelle sicurezze della falsa ricchezza e a chi non crede ad altro che alla necessità difendere la roccaforte sempre più vuota dei propri privilegi. Il pensiero a loro e alla difficoltà che si ha ad accoglierli (come Rstutus che nel IV secolo venendo dall’Africa era stato accolto ad Aquileia “più che dai suoi stessi genitori”), tuttavia ci rimanda anche al perché si decide di smettere per un mese di essere nel tran tran assillante della vita quotidiana per mettersi in gioco sulle ben più comode vie pedonabili o ciclabili dell’Europa. Si cammina perché si vuole cercare – e possibilmente trovare – un senso nella Vita. I pellegrini antichi camminavano per anni per raggiungere la Terra Santa, Compostela o Roma, perché raggiungendo quei luoghi e toccando il sepolcro vuoto e le reliquie di chi aveva visto, sentito e toccato Gesù, trovavano la forza di ritornare a casa completamente trasformati, con un nuovo senso con il quale affrontare la vita. Lo stesso valeva per i pellegrini dell’Islam alla Mecca, dell’ebraismo, finché è stato possibile, al Tempio di Gerusalemme, degli indù alla Kumbamela, alla confluenza tra Gange e Bramaphutra. Lo stesso vale oggi, qualunque sia la motivazione per la quale ci si mette in cammino. Si cerca per sé una storia diversa da quella che si vive ordinariamente, ci si vuole affrancare da quella sottile insoddisfazione che coinvolge tutti coloro che possiedono i beni materiali ma hanno perso la strada verso la felicità. I cammini moderni, con tutta l’opportunità e i limiti che rivestono, sono delle occasioni per scoprire un altro modo di essere. Si affrontano i (piccoli) rischi e disagi del percorso per raggiungere delle mete preordinate, ma con la consapevolezza che la vera meta è il cammino stesso e non la meta. Quella settimana, quel mese trascorsi a 4 chilometri all’ora, nella condivisione con altri esseri umani portatori di diverse lingue, culture, concezioni della vita, correggono lo sguardo sulla realtà, permettono di scoprire nuovi valori, aiutano a ritrovare una risposta ai tanti perché che ogni vita porta con sé. In una parola, aiutano a tornare, almeno per un po’, cambiati nel profondo, a scoprire che sì, forse vale ancora la pena vivere, vale ancora la pena dedicare il proprio tempo e il proprio spazio a generare ancora Vita e a lottare perché la Vita di ogni nostro simile sia piena di dignità, di giustizia e di bellezza.

martedì 5 dicembre 2023

Da 25 anni Aquileia è sito UNESCO

Aquileia (opera di Valentina Feresin)
Con una solenne introduzione, svoltasi nella Basilica di Aquileia, sono iniziate le celebrazioni del 25mo anniversario della proclamazione del sito UNESCO. La stessa straordinaria Basilica, insieme alle aree archeologiche, è stata inserita quindi nel Patrimonio appartenente a tutta l'umanità.

Per coloro che lavorano ad Aquileia è un onore e una grande responsabilità. Cosa significa che un sito archeologico è "patrimonio dell'umanità"? Che tutti, ma proprio tutti gli esseri umani ne sono in qualche modo proprietari. Per questo il tema dell'accessibilità e dell'inclusività è uno dei temi principali.

Il lavoro degli archeologi e degli studiosi è finalizzato a rendere pubblico tutto ciò che ancora si trova nascosto nelle profondità della terra, offrendo criteri ermeneutici e spiegazioni esaurienti. E' tuttavia assai importante anche l'aspetto infrastrutturale. Se le barriere architettoniche impediscono a una persona con disabilità motorie di entrare in una chiesa, come fa a "godere" di un bene comune che è anche suo? E se una persona non vedente non ha gli strumenti per poter "leggere" le opere d'arte, non è di per sé stessa esclusa da ciò che le appartiene? Ma c'è anche da domandarsi come procedere, per ciò che concerne le nuove sempre più numerose povertà. Può una famiglia permettersi di spendere un centinaio di euro per visitare i siti archeologici, quando già si fa fatica ad arrivare a fine mese? Non si può nemmeno tacere sulla presenza, ovviamente purtroppo assai scarsa, di coloro che provengono dai Paesi più poveri o dei migranti impegnati nella ricerca di una mera sopravvivenza. Come conciliare la necessità di garantire la custodia dei beni, la realizzazione delle necessarie infrastrutture e la soddisfazione dei turisti con quella di permettere a tutti di entrare e partecipare, proprio a tutti indipendentemente dalle capacità professionali ed economiche?

La scelta di consentire l'ingresso gratuito a coloro che non abbiano ancora compiuto i 18 anni fa parte della più volte oggi lodata scelta di collaborare insieme, tutti gli enti in Aquileia, per una più efficace promozione del territorio. Ma non è solo una decisione strategica, bensì anche ideale, un messaggio alle giovani generazioni, un modo di far comprendere loro quanto interessi la loro presenza e quanto sia indispensabile che anch'essi recepiscano il messaggio che arriva da chi ci ha preceduto. Certo, è una piccola perdita economica, ampiamente compensata dal significato del gesto. E' solo un inizio, per aprirsi a nuove grandi sfide, tutte legate a trasformare i siti più importanti della storia in altrettanti messaggeri di bellezza, di giustizia ed equità, di profonda pace nel mondo.

Il convegno di Aquileia proseguirà mercoledì e giovedì, trattando temi estremamente interessanti e avvincenti.

Per chi desidera godersi un'ora di immersione nella fede e nella storia di Aquileia, si consiglia la visione di "Sublime Aquileia" su Rai Storia: https://www.raiplay.it/video/2023/11/Italia-viaggio-nella-bellezza---Sublime-Aquileia---04122023-874e3af9-82a8-426d-86ee-f010184ae384.html

venerdì 1 dicembre 2023

Un dicembre assai intenso...

Inizia un dicembre pieno di appuntamenti importanti.

Si comincia con un grande convegno che celebra i 25 anni dalla proclamazione del sito UNESCO della Basilica e delle zone archeologiche di Aquileia. Tra il 5 e il 7 dicembre, con inizio martedì 5 alle ore 10.30 nella prestigiosa cornice della Basilica, si alterneranno politici, economisti, operatori culturali, studiosi di fama internazionale per ricordare in modo concreto e prospettico il significato della nomina ottenuta nel dicembre 1998. Patrimonio UNESCO vuole dire impegno affinché ogni essere umano, in qualunque situazione si trovi, possa conoscere ed entrare in relazione con ciò che gli appartiene.

Interessante serata è quella proposta dall'anpi, martedì 5 dicembre, alle ore 17 presso il Kulturni dom di Gorizia. Il titolo è "Che genere di voto". Si tratta di un'interessante indagine sulla rappresentanza femminile nell'isontino alle prime elezioni del secondo dopoguerra. Verrà inaugurata una mostra e ci saranno numerosi interventi di storiche ed esperte del tema, moderate da Anna Di Gianantonio. 

Nel frattempo a Gorizia Lega Coop Friuli Venezia Giulia, propone per mercoledì 6 dicembre, dalle 9.30 in poi in Palazzo Lantieri, la presentazione del proprio bilancio sociale. E' un'ottima occasione per verificare il percorso verso Nova Gorica con Gorizia capitale europea della cultura 2025. Dialogheranno fra loro i responsabili di istituzioni locali e internazionali, di settori importanti della comunicazione, della cooperazione e del commercio del Friuli Venezia Giulia. 

A fine mese, già da appuntarsi sull'agenda, sarà il convegno internazionale promosso da Pax Christi e dal Comitato per la pace di Nova Gorica e Gorizia. Sabato 30 pomeriggio si parlerà delle due città come luogo di formazione dei corpi civili di pace europei, domenica 31 mattina di intelligenza artificiale e pace. Nel pomeriggio di domenica 31 dicembre, a partire dalle ore 16, si svolgerà la "marcia della pace", annualmente proposta in Italia da Pax Christi e Conferenza Episcopale Italiana. per la prima volta transfrontaliera, partirà da Oslavia per raggiungere la con-cattedrale di Nova Gorica.

Insomma, ecco alcune fra le moltissime occasioni di questo periodo. Se ne riparlerà prossimamente, com maggior approfondimento e analisi. Buon Avvento, intanto...