martedì 20 ottobre 2026

Chi sarà il prossimo sindaco di Nova Gorica? Isonzo Soča intervista i candidati

Colpo di fulmine o fuoco di paglia? 

Con una copertina di forte effetto, è uscito ieri il numero 124 della rivista Isonzo Soča. Uno spettacolare fulmine si abbatte sul castello di "Gorici", delle due Gorizia. E il titolo che l'accompagna è Amore, Ljubezen. All'interno ci si domanda cosa sia stata la Capitale europea della Cultura per il passato, il presente e il futuro dei rapporti tra Nova Gorica e Gorizia.

Di questo e di molto altro hanno discusso lunedì sera al Trgovski dom di Gorizia i candidati sindaco alle elezioni amministrative che si terranno a Nova Gorica nell'ormai vicina domenica 15 novembre 2026.

All'invito, rivolto loro proprio dalla rivista Isonzo Soča, hanno risposto tutti cinque. Già questo è un segnale incoragginante, i futuri potenziali sindaci - in ordine alfabetico Bogdan Česnik, Damjana Pavlica, Marko Rusjan, Samo Turel e Matevž Vidmar - hanno accettato con entusiasmo di essere presenti e di raccontare il loro punto di vista.

I numerosi partecipanti all'incontro, soprattutto gli italiani abituati a conversazioni talmente animate da non consentire spesso una corretta comprensione delle riflessioni, sono rimasti colpiti dalla serenità, dalla gentilezza e dal fair play che ha caratterizzato tutti gli interventi. 

Incalzati da tre domande - uno sguardo al recente straordinario 2025, le prospettive per il rapporto fra Nova Gorica e Gorizia, l'incidenza della questione "storica" dell'antifascismo e il problema della chiusura attuale del confine - i relatori, sia pur con accenti diversi, hanno evidenziato ciò che unisce più di ciò che divide.

Sulle relazioni transfrontaliere tutti hanno sottolineato il buon percorso portato avanti finora e la ncecessità, senza dubbio, di proseguirlo, anche superando le peraltro inevitabili difficoltà tecniche, burocratiche e culturali. Tutti i candidati si sono trovati d'accordo sul fatto che le simboliche ideologiche del passato non debbano essere sostituite, perché "fanno parte della storia di questo territorio", ritorvandosi nella necessità di un chiaro pronunciamento antifascista.

Per tutti, è scandaloso che restino ancora in piedi i controlli sul confine, voluti "per inibire l'arrivo dei migranti sulla rotta balcanica", in un tempo in cui invece si dovrebbero affrontare insieme i grandi nodi globali e locali, che riguardano i cambiamenti climatici, la pace, le migrazioni dei popoli.

Tra le altre, una proposta concreta, portata dall'attuale sindaco Turel, ma condivisa da tutti i convenuti: piuttosto che pensare a un nome unico per le due città (ma a tutti è piaciuta l'idea del duale "Gorici"), sarebbe già un buon obiettivo mettersi d'accordo e dare un unico nome alla piazza che unisce le due parti, per il momento chiamata "Trg Evrope" e "Piazza della Transalpina". Tutti d'accordo anche sulla necessità che si arrivi quanto prima almeno al bilinguismo passivo: ognuno parla la sua lingua e comprende quella dell'altro.

sabato 17 ottobre 2026

Isonzo Soča incontra i candidati sindaco di Nova Gorica.

Lunedì 19 ottobre, alle ore 18, presso il Trgovski dom, in Corso Verdi 52 a Gorica, si svolgerà l'atteso incontro tra candidati sindaco, all'inizio della campagna elettorale in vista delle prossime "amministrative" che si terranno in tutta la Slovenia e anche nel comune di Nova Gorica.

I candidati sono cinque: in ordine alfabetico, Bogdan Česnik, Damjana Pavlica, Marko Rusjan, Samo Turel e Matevž Vidmar.  

La rivista Isonzo Soča promuove questa iniziativa per far conoscere agli abitanti di Gorizia che cosa si muova al di là del vecchio confine. Il ragionamento è questo: se vogliamo veramente camminare insieme, uniti nella bellezza della diversità di lingue, storie e culture, dobbiamo almeno conoscere problemi e prospettive degli uni e degli altri.

Per questo lunedì sera incontreremo a Gorizia i candidati sindaco di Nova Gorica e in primavera proporremo un simile incontro a Nova Gorica per i candidati sindaco di Gorizia. Il tutto sarà rigorosamente bi e anche trilingue (la terza è il friulano), ciascuno parlerà nella propria lingua e poi si troverà il modo di consentire a ciascuno di comprendere quella dell'altro.

E' un segnale forte, aperto al futuro. 

Al termine dell'incontro verrà donato ai presenti una copia del nuovo numero - il 124 - di Isonzo Soča, dedicato al romantico, ma anche politico tema dell'Amore.

Veramente, per chi può, un incontro da non perdere!

giovedì 15 ottobre 2026

Referendum in Slovenia: considerazioni a margine dei risultati

Il risultato dei quattro referendum in Slovenija è stato sorprendente. Veniva dato per scontato uno schiacciante 4-0 del "ZA", cioè in pratica del sostegno alle linee dell'attuale comapgine governativa di destra.

E' accaduto invece l'impensabile, con un clamoroso 2-2 che potrebbe provocare un vero terremoto politico. L'unico quesito con valenza giuridica vincolante, relativo all'istituzione di commissioni di inchiesta parlamentari, è stato vinto dal "PROTI" con una differenza del 2,5%. Delle altre tre richieste - con valore soltanto consultivo - una, molto importante, è stata anche vinta dal "PROTI", anche se di un soffio. Secondo la maggioranza dei votanti, il canone televisivo non deve essere abolito, per garantire imparzialità e libertà ai media di Stato. Molto meno entusiasmante il risultato delgi ultimi due referendum, in questo caso con vittorie schiaccianti di chi sostiene di non consentire ai cittadini extracomunitari residenti il voto alle elezioni amministrative (55,3-44,7) e di chi vuole l'introduzione dei lavori socialmente utili come condizione per accedere al welfare (60,5-39,5).

Gli osservatori notano come, a fronte di un non eccessivo impegno dei partiti, ci sia stata un'autentica sollevazione della società civile. In effetti, da parecchi anni, senz'altro prima del covid, le cittadine e i cittadini - soprattutto di Lubiana, ma anche di altri centri numericamente meno significativi - scendono in piazza indipendentemente dalle organizzazioni partitiche, senza per questo escluderle.  Basta partecipare ai cortei del venerdì sera per accorgersi quanto sia efficace una protesta di base, ricca di contenuti costruttivi e spesso rivoluzionari, in grado di arrivare fino a condizionare non soltanto il governo sloveno, ma anche quello europeo. Occorre guardare con molta attenzione a ciò che sta accadendo nella capitale slovena, ricordando anche la recente grande manifestazione organizzata contro l'apertura dell'ambasciata di Israele in Slovenia.

Un altro aspetto significativo riguarda la localizzazione del voto. Là dove la cosiddetta società civile ha incontrato il favore dei partiti d'opposizione, in particolare Levica e Svobo.da, il PROTI ha ottenuto un netto 4-0. Ciò vale per la parte meridionale della regione Primorska e per le città capoluogo. Nel centro di Lubiana, a Maribor, a Trbovlje, a Koper e soprattutto a Nova Gorica non c'è stata storia, le posizioni governative sono state bocciate senza appello. Per il resto, ritorna un particolare che si nota anche in Italia e più in generale in Europa. Sembra che le zone più tradizionalmente acculturate e agiate votino con convinzione verso sinistra, mentre le altre, soprattutto quelle legate alla campagna, tendano verso destra. Questo è un problema che prima o poi deve essere preso in considerazione da chi dovrebbe proporre una visione della politica attrattiva e rappresentare anche, se non soprattutto, i diritti dei più deboli e di chi è ai margini della società.

E allora i marò?

Uno degli aspetti che ostacolano l'accettazione di un linguaggio di pace è fare di ogni erba un fascio.

Tipica è l'espressione, divenuta ormai scherzosamente proverbiale, "e allora i marò?", in tutte le sue varie declinazioni.

Si sta parlando degli orrori perpetutati dagli italiani in Jugoslavija e dell'importanza della Liberazione dal nazifascismo e qualcuno alza la mano e dice: "e allora le foibe?". Si sta parlando della prima guerra mondiale e dell'immane inutile strage, c'è subito chi ha da dire qualcosa sullo (sciagurato) intervento coloniale italiano in Libia. C'è chi esprime perplessità nei confronti di Zelensky e subito qualcuno interviene per dire "e allora Putin?" (o viceversa...). In questo modo, allargando l'orizzonte della discussione, essa perde di efficacia, rendendo impossibile affrontare i fatti uno accanto all'altro, prima di collegarli fra loro.  

Si dice questo per proporre, da un punto di vista del tutto personale, un pensiero su questo modo di valutare gli eventi, rifuggendo sia da un'analisi puntuale di ciascun evento, sia dalla assoluamente necessaria contestualizzazione. Così non si fa altro che rafforzare o sminuire - spesso inconsapevolmente - una determinata tesi e non si offre alcun serio contributo alla comprensione della storia.

Durante il bel momento vissuto in questi giorni con oltre 1000 studenti di Gorizia e Nova Gorica che hanno marciato per invocare pace e giustizia nel mondo, si è passati davanti alla sinagoga. Si è ricordata la comunità ebraica di Gorizia, sterminata dai nazisti nel 1943. E subito qualcuno ha detto: "ecco, i perseguitati sono diventati persecutori". No, non si può in alcun modo affrontare la tragedia spaventosa della Shoah, leggendola con gli occhiali del presente. La Shoah del popolo ebraico e di tutte le altre vittime del nazifascismo, le deportazioni di massa e i campi di sterminio sono un evento che non ammette paragoni e similitudini. Così come non ammette paragoni o similitudini il genocidio perpetuato oggi da Israele nei confronti dei gazawi e in generale del popolo palestinese. Sono entrambe realtà terribili, ma non si può neppure lontanamente suscitare l'impressione che i milioni di vittime inermi di oltre ottanta anni fa possano essere in qualche modo collegate all'azione criminale che stanno portando avanti i loro pronipoti e bisnipoti. 

Denunciamo senza esitazione ogni atto di violenza compiuto contro gli abitanti della Palestina dal secondo dopoguerra a oggi, ma non tocchiamo la memoria di chi ha pagato con la propria vita il fatto di essere riconosciuto ebreo, rom, disabile, omosessuale, testimone di Geova e via dicendo.

domenica 11 ottobre 2026

Dan Soče, la Giornata dell'Isonzo a Fiumicello

Il 15 ottobre 1844 nasceva a Vrsno, paesino incastonato nell'affascinante massiccio del Krn, Simon Gregorčič, prima pastore di pecore, poi pastore di anime, inquieto sacerdote e straordinario poeta, cantore della bellezza della natura, della patria e dell'amore. Insomma, un uomo straordinario, la cui più nota composizione poetica, intitolata Soča, insieme a una romantica descrizione dello spettacolare fiume, sembra profeticamente profetizzare i giorni tragici della prima guerra mondiale.

E' morto a Gorizia, il 24 novembre 1906, dopo aver svolto il ministero in diverse parrocchie dell'allora ben più ampia Arcidiocesi di Gorizia. Sul prossimo numero della rivista Isonzo Soča, in uscita nella settimana entrante, un suggestivo articolo racconta gli eventi che hanno accompagnato le sue esequie, seguite da migliaia di Goriziani.

Tutto ciò per ricordare che da diversi anni viene organizzata, in concomitanza con l'anniversario della nascita, una "Giornata" particolare, dedicata all'Isonzo e al suo cantore. Da qualche tempo, inoltre, tale commemorazione si svolge alternativamente in Slovenia e in Italia, in paesi toccati dalle fresche e limpide acque. E così, dopo l'espereinza dello scorso anno a Deskle, quest'anno l'iniziativa passa a Fiumicello-Vlilla Vicentina, con un ricco programma di approfondimenti culturali, musicali e artistici. Il programma è descritto a lato, per chi transita per la Bassa Friulana è sicuramente un appuntamento da non perdere!

Un "cammino goriziano", per una nuova visione del confine

Sabato 17 ottobre, con inizio alle ore 10.00, in Piazza Transalpina – Trg Evrope, si terrà un'interessante iniziativa, in prolungamento della Capitale europea della Cultura, intitolata “Cammino Goriziano – Una nuova visione del confine”. Partirà da lì infatti una bella camminata, sulle tracce del nuovo "Iter Goritiense". 

La passeggiata, organizzata dalla Basilica Patriarcale di Aquileia insieme all’Associazione intercomunale dei ciechi e degli ipovedenti di Nova Gorica, con il sostegno di PromoTurismoFVG e il supporto dell’Unione Italiana Ciechi – Sezione di Gorizia, sarà aperta a tutti e accessibile anche alle persone con disabilità visiva.

E' un’iniziativa di particolare valore, perché unisce la promozione dei cammini, e in particolare del Cammino Goriziano, a un impegno concreto per renderli sempre più accessibili e inclusivi. Sarà una camminata transfrontaliera in tutti i sensi, con la partecipazione, di camminatori non vedenti e ipovedenti, provenienti sia dall’Italia sia dalla Slovenia.

Ci saranno i rappresentanti delle comunità di Nova Gorica e Gorizia. 

Al termine del percorso, presso EPICenter intorno alle ore 13, è previsto un brindisi con i vini del Brda, offerto da Klet Brda e per la degustazione di ottimi dolci, preparati dagli abitanti di Brda.

giovedì 8 ottobre 2026

Nel Museo sul Confine, "Ponti, muri e poi di nuovo ponti"

Sul sito internet del Museo sul confine (https://www.go-epic.eu/it/), sono riportati tutti gli appuntamenti e le notizie riguardanti Mesto na meji, l'interessantissimo Museo sul confine allestito nell'ambito di Epicenter, nei capannoni ex depositi ferroviari della stazione della Transalpina.

In particolare sono da sottolineare in questo periodo le proposte mensili Zodbe meje, Storie di confine. E' una bella rassegna, promossa in questi mesi dalla responsabile del museo e del progetto Kaja Širok, nell'ambito del suggestivo allestimento dell'esposione sul Novecento nel Goriziano. Si tratta di una serie di incontri con personaggi di Nova Gorica e Gorizia che accompagnano i visitatori, raccontando loro la propria "visione" del XX secolo.

Ha iniziato lo scorso mese il filosofo Mirt Komel, scegliendo tre particolari momenti e declinandoli in chiave di pensiero, alla ricerca di un'eventuale possibile specifica identità.

Continuerò io, Andrea Bellavite, domani, venerdì 9 ottobre, alle ore 17, con una lettura del territorio, in lingua italiana, dedicata alla costruzione, distruzione e ricostruzione dei ponti - reali e metafisici - sull'Isonzo/Soča.

Proseguirà il venerdì successivo, 16 ottobre, Marko Klavora, in lingua slovena, con il suo punto di vista spiegato attraverso i "suoi" speciali momenti.

Il titolo della conversazione di domani, Ponti, muri e poi di nuovo ponti, ricalca idealmente quello di uno splendido film del regista coreano Kim Ki-Duh, Primavera, Estate, Autunno, Inverno e poi di nuovo Primavera. E' un'allegoria della vita individuale e dell'intero cosmo, caratterizzata dalle emozioni e dalle preoccupazioni delle quali le stagioni assumano un valore paradigmatico e allegorico. E' un immagine coinvolgente che può essere proiettata sulla complessa, drammatica e affascinante realtà che affonda le sue radici nella vicenda antica di Aquileia e trova una tappa fondamentale nella proclamazione e celebrazione di Nova Gorica e Gorizia, cpaitale europea della Cultura 2025.

Vale veramente la pena partecipare, seguendo sul sito internet di Epic Center il calendario di questi e dei prossimi eventi, insieme a tante speciali notizie sul dopo EPK. Ricordo ancora il link: https://www.go-epic.eu/it/