Ancora guerra...! Tristezza infinita. Si ha l'impressione di essere del tutto impotenti, davanti a ciò che sta accadendo. Una masnada di governanti avidi, imbecilli e disumani sembra aver preso in mano le sorti del Mondo.
Non che le cose andassero granché bene, dalla seconda guerra mondiale a oggi decine di conflitti hanno seminato milioni di morti in tutti i Continenti. Tuttavia non si aveva mai la piena sensazione di essere sull'orlo di una catastrofe planetaria, quanto in questo periodo. In ogni caso c'erano sprazzi di arcobaleno, folle che scendevano in massa sulle strade, personaggi della politica disposti a rischiare la strada del dialogo, anche in momenti di estrema delicatezza, caratterizzati dalla paura della catastrofe nucleare. Abbiamo assistito - sia pur con l'animo trepidante e in mezzo a sibili di bombe e sirene inquietanti - a dialoghi ritenuti impossibili, a rovesciamenti di sistemi totalitari, alla sottoscrizione di trattati contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, perfino alla fiducia nelle potenzialità dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Soprattutto abbiamo avuto la sensazione di contare qualcosa. Qualcosa, senz'altro non molto. Ma sembrava che la discesa in piazza, la petizione popolare, il sacrificio personale potessero avere una qualche sia pur minima rilevanza, nelle decisioni dei governanti del Pianeta. Si pensava che - sia pur molto da migliorare - la democrazia avesse un senso, che la sovranità appartenesse davvero alle cittadine e ai cittadini del mondo, che attraverso il voto si potesse in qualche modo orientare le scelte da una parte o da un'altra.
Questa è la novità più preoccupante e triste del momento, la percezione dell'estrema debolezza della democrazia. Anzi, serpeggia la triste constatazione che l'attuale situazione non sia dovuta soltanto all'incoscienza o meglio al dispotismo avido e squallido di alcune élite, ma anche - e forse soprattutto - alla responsabilità di ogni elettore. Trump, Netanyahu, Von der Leyen, Orban, Meloni, come pure Macron, Zelensky, Putin e molti altri, non si sono installati da soli nelle stanze del Potere, ci sono arrivati perché l'internazionale degli interessi finanziari (leggi turbocapitalismo) sembra aver vinto sull'Internazionale dei popoli e delle persone (leggi autentico socialismo). In questo modo la dea Propaganda, accompagnata dalla sorella Sicurezza, è riuscita a convincere metà degli elettori ad andare a scrivere una x fatale sui nomi degli attuali padroni del mondo e a costringere l'altra metà a una silenziosa, rassegnata o preoccupata ritirata.
Al fondo di tutto ciò rimane la questione delle questioni. La fine del Medioevo - propugnata dai filosofi dal cogito cartesiano, ma giunta a matura consapevolezza a livello generale solo negli ultimi decenni - ha privato di fatto l'essere umano di punti di riferimento. Se l'oggettività dell'unica verità e di un unico criterio di bontà e bellezza - nel bene e nel male - aveva dato forza al sistema liberticida dell'assolutismo religioso, la rivalutazione della soggettività - nel bene e nel male - ha di fatto sconvolto ogni possibilità di individuare un criterio condiviso. E sulla base di questo, ciascuno ritiene non solo di avere la "sua" ragione, ma anche - nel momento in cui ne abbia i mezzi - di doverla imporre sull'unica squallida base dell'essere militarmente più forte. Fedro (I sec. d.C.), probabilmente traducendo Esopo (VII-VI sec. a.C.), sintetizzava tutto ciò in modo semplice ed efficace:
Una mucca, una capra, una pecora e un leone decisero di mettersi in società per procurarsi da mangiare. Dopo aver catturato la loro prima preda, un bel cervo, il leone disse: “bene io mangerò la prima parte perché sono il leone”. La mucca, la capra e la pecora, così, andarono a prendersi la seconda parte ma il leone, che aveva già finito di mangiare la sua parte, si avventò anche su questa e disse: “Io sono il leone e sono più forte di voi quindi la seconda parte spetta a me”. E non appena ebbe pronunciato queste parole, aggiunse: “Visto che valgo più di voi mi spetta anche la terza parte!”. Allora la mucca, la capra e la pecora si avvicinarono alla quarta e ultima parte, ma proprio quando stavano per cominciare a mangiare arrivò il leone che aveva già finito anche la terza parte e disse loro: “Chi proverà a mangiare la quarta parte dovrà vedersela con me”. Si porto via così tutta la preda e lascio gli altri tre animali a pancia vuota.
La questione delle questioni è dunque filosofica. Sì, sento già la protesta di molti - con i tempi che corrono, non c'è tempo per filosofeggiare. Ma se non risolviamo il conflitto tra medioevo e ultramodernità, tra oggettivismo e soggettivismo, non potremo dare fondamento alla nascita dell'homo planetarius, l'unico che potrebbe salvare il destino apparentemente suicida dell'homo sapiens. Altrimenti, anche ammesso e non concesso che sia ancora possibile sovvertire l'attuale quadro, non si potrebbe fare molto di più che sostituire un sistema oppressivo con un altro. Occorre trovare il tempo e lo spazio dove costruire un ponte, all'incrocio tra Oriente e Occidente, tra Settentrione e Meridione, dove individuare un progetto comune, sul quale edificare - ciascuno, nessuno escluso, con la propria tesserina - l'immenso meraviglioso mosaico della Vita sulla terra... sperando che non sia già troppo tardi.






