Come proposto ormai da almeno un decennio, si ritiene necessario affrontare l'appuntamento elettorale se non presentandosi in modo congiunto, almeno riflettendo insieme. Ciò sta di fatto già accadendo a livello culturale, uno dei più significativi lasciti della capitale europea della cultura è proprio il costante incontro - in ambienti come per esempio il Kulturni dom e Stanza Qudu Michelstaedter a Gorizia, la libreria Maks e il centro Epic con il Museo del Novecento a Nova Gorica, per non parlare dell'ormai più che trentennale esperienza di Isonzo Soča. E anche alcune formazioni politiche cittadine, come il Forum per Gorizia, la Levica e Goriška.si, hanno cominciato ad affrontare insieme tematiche, problemi e prospettive.
Non si conoscono per ora nomi e programmi, per cui, come si suol dire, ogni riferimento a persone e cose è puramente casuale. Come dovrebbe essere il futuro primo cittadino di Gorizia?
Tracciando un identikit, si potrebbe cominciare con una questione di genere. E' ora che ci sia una sindaca, in grado di portare la sensibilità femminile in un ambito finora totale appannaggio di maschi. Indispensabile la conoscenza di due lingue, oltre all'italiano almeno lo sloveno e l'inglese (se poi ci fosse anche il friulano, sarebbe il top), per poter intessere relazioni realmente costruttive e non soltanto di buon vicinato tra le varie componenti linguistiche e culturali del territorio. L'inglese servirebbe anche per l'accoglienza dei nuovi cittadini provenienti da altre parti del mondo. Il candidato o meglio la candidata deve essere abbastanza conosciuta e presente nella vita cittadina, sia a livello di frequenza degli ambiti vitali che di partecipazione mediatica. Ciò perché la maggior parte dei votanti non scrive la x sulla scheda per particolare effinità ideologica, ma perché ha visto per strada chi si candida e perché in qualche modo ha ricevuto una positiva impressione umana. Se poi si volesse far vincere qualcuna/o appartenente al centro sinistra e alla sinistra, matematicamente parlando si dovrebbero convincere parecchi tradizionali elettori di centro destra e destra. E questo sarebbe possibile non attraverso la rinuncia alle proprie specifiche posizioni - il che allontanerebbe il proprio ordinario elettorato - ma attraverso la scelta di persone che, pur anche molto convinte delle proprie idee, abbiano buone relazioni con "l'altra parte", magari al di fuori dell'ambito strettamente politico e partitico. Sarebbe assai utile, anche se non condizione imprescindibile, un'esperienza pregressa, da amministratore, consigliere comunale o provinciale o comunque da soggetto impegnato. Tale forma di continuità non dovrebbe essere in contraddizione con una giovane età. Non guasterebbe affatto un/una sindaca/o sotto i cinquanta anni, anche per capire meglio come rendere attrattivo il territorio per la nuove generazioni, autentica speranza non tanto per il domani, quanto per l'oggi.
Ecco, un piccolo vademecum di desideri. Si realizzeranno? Non si realizzeranno? Mah, c'è ancora poco tempo da attendere... Chi vivrà vedrà.










