lunedì 17 agosto 2026

L'eclissi dell'umano in un'estate difficile

L'eclissi di Sole, pur essendo una meraviglia della Natura, è un po' un simbolo dell'eclissi dell'umano, ma anche dell'attesa spasmodica di un futuro migliore. 

Un'estate decisamente difficile. Il caldo estremo e lo scioglimento dei ghiacciai hanno messo in discussione anche i più scettici negazionisti del cambiamento climatico. Gli incendi in Europa non si contano, con vittime e devastazioni impressionanti. L'ultimo, in casa regionale, sta ancora distruggendo la bellissima montagna Amariana e minaccia gli abitati ai suoi piedi. Ci sono stati alcuni terribili terremoti, in Ecuador, in Colombia, ora in Indonesia. E, oltre a queste sciagure nazionali, gli esseri umani ci mettono del loro, e anche fortemente. Basti pensare all'ormai lunghissima guerra fra Russia e Ucraina, che si trascina nel sostanziale disinteresse generale, ma nel grande dolore di milioni di persone convolte. Basti pensare a Gaza, alla Cisgiordiania, al sud del Libano e a tanti altri Paesi dove la guerra infuria. C'è poi il capitolo migranti, con le impressionanti immagini giunte da Ceuta, l'intensificazione dell'egoismo dell'Occidente opulento, sempre più chiuso nei propri sedicenti "sacri" confini. Anche Gorizia evidenzia il suo tributo, scandalizzandosi, invece di accorrere per aiutare e sostenere le centinaia di richiedenti asilo costrette a dormire all'addiaccio, nei parchi della città, perché la politica non è in grado di dare risposte concrete a persone povere e inermi, che cercano soltanto di poter intraprendere una vita migliore.

Insomma, è abbastanza per auspicare che questa stagione finisca presto e che ci attenda un autunno più aperto ai motivi della speranza e del cambiamento.

giovedì 23 luglio 2026

Scusandomi per l'insistenza... Con éStoria ad Assisi, dal 4 al 6 settembre 2026

Perché partecipare alla gita organizzata da éStoria sui luoghi della vita di san Francesco, da venerdì 4 a domenica 6 settembre?

Mi scuso per l'insistenza, ma ritengo che l'occasione sia troppo interessante per farsela sfuggire.

E' un momento compatibile con gli impegni lavorativi, un breve fine settimana, che consente una piena immerisone nella storia e nella spiritualità francescana.

Saranno visitati i luoghi più importanti della storia di Francesco e Chiara: ad Assisi le due basiliche dei santi, poi san Damiano e la Porziuncola e infine La Verna. Ci sarà spazio per riflettere anche su altre figure antiche e moderne, come Angela da Foligno e Carlo Acutis.

Particolarmente importante è la guida ai punti più significativi gestita direttamente dai francescani, un modo per conoscere dal di dentro il passato ma anche il presente del movimento che ha contribuito e continua a contribuire al rinnovamento della chiesa cattolica, ma anche della società europea.

Sì, perché il viaggio avrà anche un carattere molto laico (così come laico ha sempre voluto essere lo stesso amante di Madonna Povertà), cercando criticamente i segni del passaggio di Francesco nel cinema, nella letteratura e nelle istituzioni politiche e sociali.

Ci sarà molto spazio, durante il viaggio e nelle serate, per discutere insieme sul lascito francescano, sulla situazione del cristianesimo attuale e ovviamente sulle complesse problematiche del mondo attuale, prime fra tutte quelle legate alla pace, alla giustizia, all'accoglienza e ai sistemi economici.

Insomma, ci sono tanti motivi per non mancare. Informazioni e iscrizioni presso la sede di éStoria, con le modalità indicate nella locandina sulla destra del blog. 

martedì 21 luglio 2026

Poveri Cristi...

I casi di Mario Roggero e di Fakir Abdherraim hanno in comune l'uso spregiudicato della violenza. 

Il primo inaugura la stagione di un nuovo far west, sostenendo che la minaccia ricevuta (con una pistola giocattolo, ma in effetti chi lo può sapere?) possa giustificare la rincorsa, l'assassinio di due persone e il ferimento dell'altra. Sembra di assistere a un film di Sergio Leone, dove il sottile confine tra la giustizia della collettività e quella del singolo individuo passa attraverso la dimostrazione di non aver attaccato per primo. Ma qui non si tratta di un film, bensì della realtà quotidiana. Ciò che inquieta è la solidarietà di tanti, anche politici molto noti a caccia di facili voti, nei confronti del pistolero, chiaro e pericolosissimo atto di sfiducia nei confronti dello Stato di diritto. E' anche vero che la tragedia ha aperto gli occhi a molti elettori di destra. Non tutti sono nostalgici del fascismo o ammiratori degli inaccettabili spot alla Vannacci. La parte moderata - un tempo discepola di Berlusconi, poi di Salvini e infine di Meloni - di fronte al sostegno dell'insostenibile, sembra tendere a scendere dal carro e di conseguenza a rinunciare, colma di delusione, all'impegno elettorale.

Altrettanto, se non ancor più tremendo, è il caso di Bologna. Proprio nel pieno della discussione sulla legittima difesa e sulla necessità che sia lo Stato a provvedere alla sicurezza dei suoi cittadini, un giovane viene fermato dalle forze di polizia, ammanettato e maltrattato, al punto da morire dopo aver gridato invano le sue ultime richieste di aiuto. Sembra che tutto ciò che è stato scritto sul conto della vittima sia falso, non avrebbe avuto alcuna pendenza nel certificato penale. Ma anche se l'avesse avuta, nulla, ma proprio nulla, potrebbe giustificare il trattamento a lui riservato e che si è potuto facilmente verificare, attraverso i filmati riproposti ovunque in rete. Da una parte si pretende che lo Stato legittimi la violenza individuale dandole l'improbabile nome di legittima difesa e contestando la sacrosanta decisione di un giudice all'interno di un regolare processo. Dall'altra si applaude alle forze di polizia che in casi come questi travalicano il loro mandato e diventano a loro volta una grave minaccia nei confronti dei cittadini.

Non poteva mancare una reazione, da parte di qule settore della società italiana che non può accettare la violenza sistematica, sia essa perpetuata dai singoli cittadini che dalle forze al servizio della collettività. Sembra che il Governo Meloni, pressato dai sondaggi negativi e dall'ascesa di figure estremiste, voglia innalzare il livello dello scontro, rendendosi colpevole di una polarizzazione dei consensi che a breve potrebbe rivelarsi non solo controproducente per la premier, ma anche - e ciò interessa e preoccupa di più - pericolosa per tutti.

Insomma, tempi duri per i poveri Cristi, per quelli che per un loro errore vengono puniti con la pena di morte comminata da un killer privato, per quelli che vengono arrestati e calpestati fino a morire, senza neppure un briciolo di pietà.

venerdì 17 luglio 2026

Goriški Camino, un itinerario a piedi per costruire insieme la pace

La guida del cammino, in sloveno, italiano e inglese
E' stato un incontro straordinario quello che si è tenuto giovedì 16 luglio al Kulturni dom di Gorizia. L'occasione? Il riconoscimento dell'Iter Goritiense (Goriški Camino o Cammino Goriziano) come parte della rete dei cammini del Friuli-Venezia Giulia. E' una tappa molto importante, ma anche una notrvole soddisfazione per i due soggetti promotori, la Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia e il Santuario di Sveta Gora, sopra Nova Gorica. Proposto e voluto come proposta di giustiziae solidarietà, il "cammino" ha già visto l'impegno di oltre 1500 viandanti, veri e propri portatori di un messaggio di amicizia e pace nella valorizzazione delle diversità culturali e linguistiche.

E cosa c'è di straordinario? Non ci sono già altri sette percorsi riconosciuti? Sì, ma in questo caso, all'incontro di presentazione al Kulturni, oltre alla rappresentante di Promoturismo e al vicedirettore del GECT/EZTS, si sono presentati praticamente tutti gli amministratori dei Comuni - italiani e sloveni - e degli enti del turismo afferenti al tragitto da Aquileia a Sveta Gora: Aquileia, Fiumicello, San Canzian d'Isonzo, Turriaco, San Pier d'Isonzo, Fogliano, Sagrado, Sovodnje ob Soči, Miren Kras, Šempeter Vrtojba e Nova Gorica. 

L'apprezzamento per l'itinerario è stato unanime. Tutti hanno compreso e rilevato quanto sia importante un cammino che unisce non soltanto il Friuli e la Primorska, ma anche gli abitanti del territorio e i viandanti provenienti da tutta la Slovenia, l'Italia e da numerosi altri Paesi europei. 

Ciò che ha colpito maggiormente è vedere così tanti rappresentanti dei cittadini, uniti nella diversità delle culture e delle lingue, pronti a collaborare per portare avanti con entusiasmo e convinzione un progetto che unisce la storia alla natura, le radici alle ferite e alle rinascite di un territorio davvero unico nel suo genere. Ovviamente particolare soddisfazione è stata espressa dai referenti del GECT/EZTS, ente gestore degli smart projects della Capitale europea della Cultura, che hanno riconosciuto quello del Cammino Aquileia - Sveta Gora come uno dei più riusciti tra quelli approvati oltre due anni fa, in vista dell'appuntamento del 2025.

In effetti, come rilevato anche dalla rappresentante del Comune di Gorizia, la garanzia di continuità dimostrata dal progetto, si inserisce pienamente nello spirito e nella lettera dell'Evropska prestolnica kulture e prospetta un roseo futuro di incontri e amicizia tra popoli, come anche un approfondimento delle sue potenzialità culturali, spirituali, ma anche imprenditoriali.

Goriški Camino, Cammino Goriziano, ad multos annos...

domenica 12 luglio 2026

Sedanjost in prihodnost, presente e futuro di Gorizia in Nove Gorice

Martedì 14 luglio, alle ore 19 presso la knjgarna kavarna Maks in Delpinova a Nova Gorica, ci sarà la presentazione del numero 123 di Isonzo Soča.

E' l'occasione per presentare la rivista, un numero molto interessante con articoli avvincenti e con una presenza sempre più efficace e gradita di giovani.

Ma è anche un momento di riflessione su Nova Gorica e Gorizia, alla luce anche delle prossime elezioni amministrative nei due capoluoghi, in autunno nella parte slovena, in primavera in quella italiana. 

E' possibile immaginare la/le città insieme? Si possono inserire proposte e prospettive comuni, anche all'interno dei percorsi elettorali di entrambe? Si possono valutare politicamente insieme, anche se con diversi approcci, i nomi di coloro che si presenteranno come candidate/i sindaco?

Soprattutto, è pensabile che Isonzo Soča non identifichi solo un grande giornale fondato e per tanti anni diretto da Dario Stasi, ma anche un intero territorio, dal Passo Vršič a Grado, comprendente anche la Vipavska dolina, parte del Carso e le valli dell'Idrijca e del Natisone?

Di queste e di molti altre idee si parlerà martedì. Tutti sono invitati a contribuire, oggi più che mai ogni cittadina e ogni cittadino è responsabile del destino della propria realtà e, a partire da essa, fondamentalmente della possibile pace in tutto il mondo. 

mercoledì 8 luglio 2026

Polyverse, ovvero un altro mondo è possibile

Ci sono dei momenti nei quali sembra di immergersi in un possibile futuro. Non si tratta di quello che vorrebbero alcuni grandi della terra, un futuro basato sulla forza delle armi e sulla prepotenza della legge della giungla. E' un futuro costituito dall'amicizia, dal rispetto e dalla valorizzazione tra le diverse componenti, dall'armonia di un coro, nel quale le musiche composte da differenti artisti e cantate da differenti voci creano un'emozionante miscela di autentica Pace.

E' quanto accaduto negli scorsi giorni nella suggestiva atmosfera del monastero di Lehnin, a un'ottantina di chilometri da Berlino. Si è svolto il terzo momento dello straordinario progetto Polyverse, promosso da Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia insieme alla Sinagoga di Atene e alla comunità evangelica di Kloster Lehnin, con la attivissima partecipazione della grande Moschea di Roma, nell'ambito del settore di Creative Europe dell'Unione europea. E se nella capitale greca era stato l'imam Nader Akkad a commuovere tutti, mentre cantava il Corano nel luogo di preghiera ebraica, questa volta è stato toccante il rabbino Gabriel Negrin, cantando con voce vibrante un salmo nella chiesa protestante. E' accaduto in una funzione entusiasmante, incentrata sulla parola di Dio, guidata da due pastori, lui sovrintendente di zona, lei - la "nostra" Almuth - parroca del luogo, uniti non solo nella funzione religiosa ma anche nella vita.

Ci sono stati momenti di alta cultura, con ottimi interventi sui temi legati alla musica e al dialogo interreligioso, ma soprattutto c'è stato il coro.

Cosa si può dire di una simile compagine? Costituita in tre occasioni diverse, con esibizioni a distanze non minori di 1500 chilometri le une dalle altre, ha espresso non soltanto un'eccezionale performance artistica, ma anche una straordinaria amicizia. Tra i coristi - otto sloveno-italiano-friulani, otto tedeschi e otto greci, diretti rispettivamente dai bravissimi Maestri Mateja Černic, Gherard Oppert e Sakis Negrin - si è creato un affiatamento fatto di dialoghi filosofici, condivisioni di esperienze, momenti di grande divertimento e naturalmente capacità di comunicazione musicale e artistica.

Tutti insieme hanno cantato brani delle tradizioni religiose corrispondenti e hanno concluso ancora una volta con Polyverse echoes, la straordinaria opera scritta da tre totalmente diversi compositori di fama internazionale, Beatrice Orlando, Sakis Negrin e Aaron Dan. Mentre si sentivano scandire le parole, in latino, greco, arabo, ebraico, italiano, inglese, tedesco, si comprendeva bene un fatto: il progetto non era più una promozione del dialogo tra le diverse religioni, ma aveva centrato, al di là di ogni previsione, un obiettivo molto più importante, ovvero il superamento del "problema" in una nuova modalità di essere in questo mondo. In questa prospettiva, non è tanto importante rispettare e armonizzare le diversità, quanto viverle pienamente, godendo di ogni istante di questa bellissima e così radiclamente umana condivisione di suoni, di esperienze, di storie personali e collettive.

E questo è molto di più di quanto si pensava di realizzare. Non si è solo favorito il dialogo fra le religioni, ma si è creato un vero e proprio lembo di un altro mondo possibile. Grazie a tutte e tutti coloro che lo hanno reso possibile, in particolare a Sara Zamparo e Mattia Vecchi della Basilica di Aquileia e ad Andrea Donda, dell'Agenzia Argo che ha seguito lo svolgersi del progetto complessivo.