E' accaduto invece l'impensabile, con un clamoroso 2-2 che potrebbe provocare un vero terremoto politico. L'unico quesito con valenza giuridica vincolante, relativo all'istituzione di commissioni di inchiesta parlamentari, è stato vinto dal "PROTI" con una differenza del 2,5%. Delle altre tre richieste - con valore soltanto consultivo - una, molto importante, è stata anche vinta dal "PROTI", anche se di un soffio. Secondo la maggioranza dei votanti, il canone televisivo non deve essere abolito, per garantire imparzialità e libertà ai media di Stato. Molto meno entusiasmante il risultato delgi ultimi due referendum, in questo caso con vittorie schiaccianti di chi sostiene di non consentire ai cittadini extracomunitari residenti il voto alle elezioni amministrative (55,3-44,7) e di chi vuole l'introduzione dei lavori socialmente utili come condizione per accedere al welfare (60,5-39,5).
Gli osservatori notano come, a fronte di un non eccessivo impegno dei partiti, ci sia stata un'autentica sollevazione della società civile. In effetti, da parecchi anni, senz'altro prima del covid, le cittadine e i cittadini - soprattutto di Lubiana, ma anche di altri centri numericamente meno significativi - scendono in piazza indipendentemente dalle organizzazioni partitiche, senza per questo escluderle. Basta partecipare ai cortei del venerdì sera per accorgersi quanto sia efficace una protesta di base, ricca di contenuti costruttivi e spesso rivoluzionari, in grado di arrivare fino a condizionare non soltanto il governo sloveno, ma anche quello europeo. Occorre guardare con molta attenzione a ciò che sta accadendo nella capitale slovena, ricordando anche la recente grande manifestazione organizzata contro l'apertura dell'ambasciata di Israele in Slovenia.
Un altro aspetto significativo riguarda la localizzazione del voto. Là dove la cosiddetta società civile ha incontrato il favore dei partiti d'opposizione, in particolare Levica e Svobo.da, il PROTI ha ottenuto un netto 4-0. Ciò vale per la parte meridionale della regione Primorska e per le città capoluogo. Nel centro di Lubiana, a Maribor, a Trbovlje, a Koper e soprattutto a Nova Gorica non c'è stata storia, le posizioni governative sono state bocciate senza appello. Per il resto, ritorna un particolare che si nota anche in Italia e più in generale in Europa. Sembra che le zone più tradizionalmente acculturate e agiate votino con convinzione verso sinistra, mentre le altre, soprattutto quelle legate alla campagna, tendano verso destra. Questo è un problema che prima o poi deve essere preso in considerazione da chi dovrebbe proporre una visione della politica attrattiva e rappresentare anche, se non soprattutto, i diritti dei più deboli e di chi è ai margini della società.



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