Chi si trova a Roma è invitato a partecipare a un importante incontro di musica e fraternità, giovedì 29 ottobre, dalle ore 17 in poi, nella Grande Moschea di Roma, secondo il programma nella foto accanto.
Sono stati due intensi anni, quelli che hanno accompagnato il progetto europeo Polyverse, promosso da Basilica di Aquileia, Sinagoga di Atene, Monastero di Kloster Lehnin e Grande Moschea di Roma. Il dialogo interreligioso non è anzitutto un "problema", un oggetto da studiare o un programma di iniziative da mettere in campo, ma più semplicemente è vivere insieme, ciascuno offrendo all’altro ciò che gli è più caro e prezioso. E ciò può avvenire cantando insieme, visitando luoghi bellissimi, condividendo allegramente la quotidianità, lavorando intensamente per portare al pubblico il meglio delle proprie capacità.
Ci sono anzitutto persone appartenenti alla medesima famiglia umana. E poi ci si rallegra perché questa famiglia umana è composta da sorelle e fratelli diversi, con i quali si scrive una storia “naturale e spontanea” di dialogo, di confronto, di comune costruzione della pace, in Europa e nel Mondo intero. E, date le attuali circostanze, non è certo poco!
Ed è proprio nella moschea di Roma che si conclude con entusiasmo e soddisfazione la prima tappa di questo impegnativo cammino. Si sono vissuti momenti molto belli, dal primo emozionante incontro ad Aquileia alle indimenticabili giornate ad Atene, fino alla suggestiva accoglienza nel monastero di Kloster Lehnin. Si sono mescolate armonicamente l’arte, l'architettura, la musica, le parole, le suggestioni.
Si è centrato pienamente l’obiettivo, dimostrare all’Europa e al Mondo come la diversità di religioni, culture, lingue non sia un ostacolo, ma una meravigliosa condizione per costruire una società aperta, democratica, nonviolenta e intensamente solidale.
Quello che è andato al di là dei nostri ragionamenti e dei programmi è stato il nascere di una profonda amicizia. L’incontro con delle persone straordinarie, donne e uomini di pace come il rabbino Gabriel Negrin, la pastora Almuth Wisch e l’imam Nader Akkad, ci ha permesso di respirare una ventata di accoglienza, di rispetto e di valorizzazione reciproca.
Si è cantato il Corano in sinagoga, i salmi biblici in ebraico nella cattedrale protestante, si è scritto un manifesto insieme nel quale ognuno ha offerto all’altro la bellezza della propria tradizione e della propria storia. Si è realizzato un bellissimo concerto, con la valorizzazione di ogni tradizione culturale e religiosa e con un'eccezionale brano costruito insieme per l'occasione, grazie alla competenza e alla delicatezza di grandi compositori, Maria Beatrice Orlando, Aaron Dan e Sakis Negrin, quest’ultimo anche direttore del coro insieme a Mateja Černic e a Gerhard Oppelt.
Dentro questa cornice affascinante e coinvolgente, siamo rimasti tutti colpiti dalla nascita di nuove relazioni non solo di collaborazione, ma anche di vera amicizia, tra tutti i componenti del progetto, soprattutto tra i coristi, molti dei quali giovani, all’inizio consapevoli dell’importanza del progetto, poi sempre più trascinati dalla bellezza e dalla gioia di stare insieme, di costruire insieme qualcosa di grande.
E' la conclusione di una tappa, ma il percorso di arte, musica, dialogo interreligioso e comunicazione intra ed extraeuropea non finisce qui. Continua con nuovi orizzonti e nuove prospettive, grazie all'entusiasmo e alla passione dei protagonisti aquileiesi, Sara Zamparo e Mattia Vecchi e all'inesauribile competenza e simpatia di Andrea Donda e della sua Agenzia di progettazione europea Argo.