In estrema sintesi, il contenuto del (grande) film di Simone Manetti sul caso Regeni coincide con il titolo: Tutto il male del mondo.
E' la frase pronunciata da Paola davanti al corpo martoriato del figlio. Cosa ti hanno fatto? Tutto il male del mondo...
Uscire di casa e andare a vedere questo straordinario documentario non è solo un diritto, ma un vero e proprio dovere civile. Sì, perché in esso, attraverso una documentazione rigorosa e un linguaggio scevro da qualsiasi sensazionalismo, si affrontano un'infinità di tematiche. Certo, al centro sono l'estrema sofferenza e l'accanimento subiti dal giovane ricercatore di Fiumicello. Nella sua esperienza si percepiscono anche il mistero della cattiveria e crudeltà dell'essere umano, le fragilità imbarazzanti di sistemi politici sedicenti "democratici", la forza e il coraggio di familiari indomiti, la competenza di avvocati liberi da ogni condizionamento, la potenza della voce di un intero popolo che non si stanca di chiedere verità e giustizia, sperando contro ogni speranza.
Esattamente dieci anni fa, il 3 febbraio 2016, il corpo di Giulio Regeni è stato trovato, ai margini di un'autostrada nella periferia del Cairo. Il lungometraggio racconta con molti particolari la storia dell'ultima settimana di vita, dalla sparizione, la sera del 25 gennaio, fino all'epilogo. Si sofferma poi sul lungo e accidentato percorso di ricerca della verità, con l'avvio e lo sviluppo di un processo che ha portato fino all'individuazione di quattro colpevoli, funzionari ai vertici dei servizi segreti egiziani. Si nota anche il quasi completo disinteresse dei cosiddetti mondi politici e imprenditoriali che - dopo un iniziale opportuno richiamo in patria "per consultazioni" dell'ambasciatore - sembrano molto più attenti agli affari che al tragico destino di un connazionale rapito, torturato, ucciso e umiliato anche post mortem con una serie di incredibili depistaggi.
E' molto impressionante il video che accompagna a più riprese la narrazione della storia. Giulio viene ripreso a sua insaputa da quello che riteneva essere un amico e collaboratore. Con intelligenza e prudenza non cade nella rete della provocazione ordita dal capo dei sindacati degli ambulanti, ma sono inquietanti le parole confidenziali, l'offerta del the, il linguaggio ammiccante di chi - quasi contemporaneamente - trasmette il filmato agli assassini. Emerge una rete spaventosa di ingiustizie, silenzi e paure, una ragnatela di corruzione e violenza nella quale il Regeni rimane impigliato. E' accaduto a lui, potrebbe succedere a chiunque in un Paese con un regime totalitario come quello di Al Sisi, ma - ahimé - anche in Stati sedicenti democratici come quello italiano, dove episodi di tortura fino alla soppressione fisica non sono assolutamente esclusi.
In questo contesto scaturisce la forza civile dei familiari di Giulio, dell'avvocata Ballerini e - insieme a loro - dell'intero "popolo giallo". Centinaia di migliaia di persone, dietro allo striscione che invoca Verità e Giustizia, hanno marciatio e continuano a farlo, in tutto il Mondo. Hanno reso di fatto possibile ciò che appariva impossibile. Il film documenta molto bene tutto ciò che è accaduto. Dallo scetticismo iniziale degli "esperti", dagli inviti a lasicar perdere e rassegnarsi, "Mai si arriverà a mettere in discussione il sistema", si è arrivati fino al raggiungimento della Verità. Oggi a tutti è chiaro ciò che è accaduto, i tradimenti, l'arresto, le torture da parte dei servizi segreti ufficiali dell'Egitto, i depistaggi anche violenti, la campagna d'odio orchestrata dai media locali, i silenzi e le ritrosie del Governo italiano, i compagni di prigionia, i coraggiosissimi testimoni oculari, i nomi dei quattro direttamente responsabili. Contro tutto l'apparato e contro tutti gli interessi di parte si è arrivati alla Verità. Ora sembra manchi poco alla conclusione del processo, al termine del quale la sentenza dichiarerà anche il raggiungimento della Giustizia. Anche se i colpevoli non saranno puniti - hanno già fatto perdere le loro tracce - è l'immagine del sistema di potere in Egitto ad aver subito un impressionante deterioramento, Nausea di fronte all'ennesima dimostrazione del sopruso, enorme ammirazione per chi ha lottato e continua a lottare per affermare la giustizia, la verità, la forza dell'autentica democrazia.





.png)

