domenica 11 ottobre 2026

Dan Soče, la Giornata dell'Isonzo a Fiumicello

Il 15 ottobre 1844 nasceva a Vrsno, paesino incastonato nell'affascinante massiccio del Krn, Simon Gregorčič, prima pastore di pecore, poi pastore di anime, inquieto sacerdote e straordinario poeta, cantore della bellezza della natura, della patria e dell'amore. Insomma, un uomo straordinario, la cui più nota composizione poetica, intitolata Soča, insieme a una romantica descrizione dello spettacolare fiume, sembra profeticamente profetizzare i giorni tragici della prima guerra mondiale.

E' morto a Gorizia, il 24 novembre 1906, dopo aver svolto il ministero in diverse parrocchie dell'allora ben più ampia Arcidiocesi di Gorizia. Sul prossimo numero della rivista Isonzo Soča, in uscita nella settimana entrante, un suggestivo articolo racconta gli eventi che hanno accompagnato le sue esequie, seguite da migliaia di Goriziani.

Tutto ciò per ricordare che da diversi anni viene organizzata, in concomitanza con l'anniversario della nascita, una "Giornata" particolare, dedicata all'Isonzo e al suo cantore. Da qualche tempo, inoltre, tale commemorazione si svolge alternativamente in Slovenia e in Italia, in paesi toccati dalle fresche e limpide acque. E così, dopo l'espereinza dello scorso anno a Deskle, quest'anno l'iniziativa passa a Fiumicello-Vlilla Vicentina, con un ricco programma di approfondimenti culturali, musicali e artistici. Il programma è descritto a lato, per chi transita per la Bassa Friulana è sicuramente un appuntamento da non perdere!

Un "cammino goriziano", per una nuova visione del confine

Sabato 17 ottobre, con inizio alle ore 10.00, in Piazza Transalpina – Trg Evrope, si terrà un'interessante iniziativa, in prolungamento della Capitale europea della Cultura, intitolata “Cammino Goriziano – Una nuova visione del confine”. Partirà da lì infatti una bella camminata, sulle tracce del nuovo "Iter Goritiense". 

La passeggiata, organizzata dalla Basilica Patriarcale di Aquileia insieme all’Associazione intercomunale dei ciechi e degli ipovedenti di Nova Gorica, con il sostegno di PromoTurismoFVG e il supporto dell’Unione Italiana Ciechi – Sezione di Gorizia, sarà aperta a tutti e accessibile anche alle persone con disabilità visiva.

E' un’iniziativa di particolare valore, perché unisce la promozione dei cammini, e in particolare del Cammino Goriziano, a un impegno concreto per renderli sempre più accessibili e inclusivi. Sarà una camminata transfrontaliera in tutti i sensi, con la partecipazione, di camminatori non vedenti e ipovedenti, provenienti sia dall’Italia sia dalla Slovenia.

Ci saranno i rappresentanti delle comunità di Nova Gorica e Gorizia. 

Al termine del percorso, presso EPICenter intorno alle ore 13, è previsto un brindisi con i vini del Brda, offerto da Klet Brda e per la degustazione di ottimi dolci, preparati dagli abitanti di Brda.

giovedì 8 ottobre 2026

Nel Museo sul Confine, "Ponti, muri e poi di nuovo ponti"

Sul sito internet del Museo sul confine (https://www.go-epic.eu/it/), sono riportati tutti gli appuntamenti e le notizie riguardanti Mesto na meji, l'interessantissimo Museo sul confine allestito nell'ambito di Epicenter, nei capannoni ex depositi ferroviari della stazione della Transalpina.

In particolare sono da sottolineare in questo periodo le proposte mensili Zodbe meje, Storie di confine. E' una bella rassegna, promossa in questi mesi dalla responsabile del museo e del progetto Kaja Širok, nell'ambito del suggestivo allestimento dell'esposione sul Novecento nel Goriziano. Si tratta di una serie di incontri con personaggi di Nova Gorica e Gorizia che accompagnano i visitatori, raccontando loro la propria "visione" del XX secolo.

Ha iniziato lo scorso mese il filosofo Mirt Komel, scegliendo tre particolari momenti e declinandoli in chiave di pensiero, alla ricerca di un'eventuale possibile specifica identità.

Continuerò io, Andrea Bellavite, domani, venerdì 9 ottobre, alle ore 17, con una lettura del territorio, in lingua italiana, dedicata alla costruzione, distruzione e ricostruzione dei ponti - reali e metafisici - sull'Isonzo/Soča.

Proseguirà il venerdì successivo, 16 ottobre, Marko Klavora, in lingua slovena, con il suo punto di vista spiegato attraverso i "suoi" speciali momenti.

Il titolo della conversazione di domani, Ponti, muri e poi di nuovo ponti, ricalca idealmente quello di uno splendido film del regista coreano Kim Ki-Duh, Primavera, Estate, Autunno, Inverno e poi di nuovo Primavera. E' un'allegoria della vita individuale e dell'intero cosmo, caratterizzata dalle emozioni e dalle preoccupazioni delle quali le stagioni assumano un valore paradigmatico e allegorico. E' un immagine coinvolgente che può essere proiettata sulla complessa, drammatica e affascinante realtà che affonda le sue radici nella vicenda antica di Aquileia e trova una tappa fondamentale nella proclamazione e celebrazione di Nova Gorica e Gorizia, cpaitale europea della Cultura 2025.

Vale veramente la pena partecipare, seguendo sul sito internet di Epic Center il calendario di questi e dei prossimi eventi, insieme a tante speciali notizie sul dopo EPK. Ricordo ancora il link: https://www.go-epic.eu/it/

mercoledì 7 ottobre 2026

La nonviolenza attiva è l'unica soluzione

TONE KRALJ, Salome
Il 7 ottobre di tre anni fa è una di quelle date impossibili da dimenticare. I miliziani di Hamas hanno seminato morte tra giovani colpevoli solo di partecipare a una festa e preso in ostaggio oltre mille persone, trattate poi come merce di scambio in un'estenuante e disumana trattativa. La reazione all'attentato da parte dell'Israele governato dall'ultradestra di Benjamin Netanyau è stata terribile, un'azione di stampo genocidario, con il sistematico bombardamento della terra di Gaza, l'assassinio di decine di migliaia di palestinesi, tra i quali bambini, donne e anziani del tutto inermi e la distruzione dell'intero Paese.

Quando si discute su questi tragici eventi, si hanno ordinariamente due reazioni, rimanendo nell'ambito delle posizioni più o meno razionali. Da una parte si dice che gli israeliani hanno esagerato, che non esiste proporzione fra l'offesa e la ritorsione, che un genocidio non può essere in alcun modo giustificato, ma che in ogni caso la loro reazione è la conseguenza del terribile atto terroristico di Hamas. Dall'altra parte, sottolineando anche le sempre più numerose inquietanti prove di autorevoli, volutamente ignorati, preavvisi da parte dei servizi segreti, si sottolinea come il 7 ottobre non sia nato dal nulla, ma sia stato invece a sua volta una reazione a quasi ottanta anni di vessazioni e persecuzioni violente attuate dallo Stato di Israele nei confronti dei Palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.

Come in tutte le situazioni conflittuali, la ricerca della responsabilità affonda nel passato. C'è chi riscontra il sistema di provocazione - azione - ritorsione finalizzato a soffocare il dissenso anche nelle cosiddette democrazie occidentali e c'è chi risale alla notte dei tempi per sostenere l'insostenibile. In temi moderni lo fece Mussolini tentando di rinverdire i fasti dell'Impero Romano per soffocare le nazionalità non italiche e lo sta facendo la cricca di Netanyahu scomodando addirittura la tradizione biblica per rivendicare un presunto "diritto" nei confronti dei naturali abitanti della Palestina. Ben sapendo che sono gli interessi macroeconomici a manovrare il corso della storia, i reggitori delle sorti del mondo utilizzano l'elemento identitario pseudoreligioso per sollevare gli animi degli uni contro gli altri e per scatenare guerre terrificanti.

C'è una via di uscita alla ricerca di giustificazioni dell'orrore? Sì, una sola ed è la strada indicata da Gandhi e - perché no - anche da altri grandi riformatori religiosi di ogni tempo. E' la strada della nonviolenza attiva, il Sathyagraha del Mahatma o la legge evangelica dell'amore al nemico. Certo, è una via scomoda e forse facile da annunciare quando non ci si trova direttamente coinvolti in una situazione di terrore. Si tratta, come direbbe Gandhi, di riconoscere come la lotta nonviolenta, a fronte della disponibilità a mettere a repentaglio la propria vita, ottenga di gran lunga migliori risultati a fronte di un minor dispendio di esistenze cancellate dalla guerra. "E' più efficace essere colpiti - guardando in volto l'offensore - piuttosto che colpire, cambia il mondo più la possibilità di essere uccisi presentandosi inermi che quella di uccidere". "Se uno ti percuote sulla guancia tu porgi - saggia e mite provocazione! - anche l'altra (sì, ma sempre fissando gli occhi su quelli del violento), chi di spada colpisce di spada perisce..."

Il ricordo dell'orrore del 7 ottobre e di tutto ciò che ne è seguito dovrebbe e potrebbe rafforzare la convinzione secondo la quale la spirale tragica dell'azione-ritorsione possa essere fermata soltanto attraverso la nonviolenza. Ciò vale per la Terra Santa quanto per tutte le altre guerre assurde che si combattono in tutto il Pianeta. La strada che può evitare l'autodistruzione di Homo Sapiens è quella del disarmo generalizzato e della riscoperta dell'intelligenza amorevole come unica "arma" per risolvere i problemi che assillano la famiglia umana e, allargando l'orizzonte, tutti gli esseri viventi. 

sabato 3 ottobre 2026

Francesco, 3 ottobre 1226 - 3 ottobre 2026

800 anni dalla morte di Francesco da Assisi. 

Lo ricordo con la foto di un suo scritto, la benedizione a frate Leone, conservata autografa nella chiesa di Spoleto.

E' un'invocazione di pace, sul fratello nel cammino di santità, su tutta l'umanità.

E' un momento difficile per la storia del mondo. L'esempio e la parola di Francesco siano veramente un'indicazione di strada, affinché il mondo possa incamminarsi sulla strada della vita, della nonviolenza attiva e dell'autentica giustizia sociale.

«Benedicat tibi Dominus et custodiat te;
ostendat faciem suam tibi et misereatur tui.
Convertat vultum suum ad te et det tibi pacem.
Dominus benedicat, frater Leo, te.»

venerdì 2 ottobre 2026

Referendum in Slovenija, 11 ottobre 2026

La Slovenia si appresta a votare, il prossimo 11 ottobre, quattro importanti referendum. Il primo, sostanzialmente vincolante, riguarda le indagini parlamentari. Gli altri sono invece consultivi e riguardano welfare e all'assistenza sociale, canone della televisione pubblica e sistema di voto.

Al di là dei singoli temi, sui quali gli interessati potranno ricevere molte indicazioni dalle trasmissioni televisive previste nei prossimi giorni, è evidente l'importanza politica di  questa chiamata alle urne. Le normative sottoposte al vaglio degli elettori sono infatti le prime espressioni legislative della nuova attuale maggioranza parlamentare della Repubblica di Slovenia. Scrivere "ZA" (a favore) o "PROTI" (contro), significa inviare un forte messaggio - pro o contro - a un governo che, fin dai suoi primissimi passi, ha indicato un percorso politico diametralmente opposto a quello perseguito dall'esecutivo Golob.

In altre parole, un'eventuale vittoria del "Proti" potrebbe frenare la decisa sterzata a destra, culminata con l'apertura dell'ambasciata di Israele a Lubiana e contestata anche con settimanali efficaci cortei e manifestazioni di piazza.

martedì 29 settembre 2026

Il film Naza, assolutamente da vedere

Da un disegno di Tone Kralj
Nelle sale cinematografiche, appena finito il film Naza scende un assoluto silenzio.

Sì, perché è difficile presentare in un modo così enorme e coinvolgente l'orrore. I soldati - tecnici informatici, aviatori, agenti dei servizi segreti - raccontano con dovizia di particolari la scelta di assassinare impunmente decine di migliaia di civili. donne, uomini e bambini. C'è un sospetto terrorista? Abbattiamo il grattacielo e se ciò comporta 500 Naza (= vittime collaterali), peggio per loro. Distruggiamo interi quartieri per indurre gli abitanti a trasferirsi al sud? Bene, non c'è problema, se il 50% e il 70% non ce l'ha fatta a mettersi in salvo, colpa loro. C'è la possibilità di avere una scodella di minestra? Bene, che se la guadagnino sfidando il tiro delle pallottole quesi sempre preciso dei cecchini. E i bambini? E le donne? E le 70 e più mila vittime innocenti? Colpa di Hamas... 

La distruzione sistematica della vita di migliaia e migliaia di famiglie, delle quali viene cancellata anche la memoria, procede di pari passo con la testimonianza della quotidianità delle famiglia di Tel Aviv, "spiate" dall'obiettivo del regista, che dimostra quanto sia facile, nell'era della tecnologia informatica, che i comandi militari conoscano ogni minimo particolare della vita di ognuno di noi.

Da una parte, dopo aver visto il film, è impossibile stare dalla parte di Israele e dei suoi criminali governanti. Bisogna fare di tutto perché siano completamente isolati da tutte le Nazioni del Pianeta, assai bene hanno fatto le delegazioni all'ONU a lasciare l'aula nel momento in cui iniziava a parlare il boia Netanyahu. Risulta che siano usciti anche i rappresentanti della Slovenia, forse un ultimo sussulto prima della clamorosa normalizzazione dei rapporti voluta dal neopremier Janez Janša. Non ci può essere alcuna giustificazione etica e politica a un massacro sistematico finalizzato - come esplicitamente affermato - alla completa distruzione di Gaza. Se non è genocidio questa volonta di annientamento è difficile capire cosa altro possa significare questa parola!

Ma c'è un ulteriore pensiero e riguarda ciascuno di noi. Se il governo israeliano e chi lo ha votato, cioè una parte dei discendenti delle vittime della più orrenda strage della storia, la Shoah del popolo ebraico (e dei rom e di tutte le altre categorie per le quali era stata prevista la cancellazione dalla faccia della Terra), si comportano nello stesso modo dei nazisti, la domanda sull'orrore assoluto si trasferisce su ognuno di noi.

La Arendtiana "banalità del male" trabocca dalle pacate parole con le quali i soldati israeliani parlano dei droni e dei missili che procedono nella loro azione devastante contro vecchi e bambini. Riecheggiano le parole dei capi nazisti a Norimberga, "abbiamo solo obbedito agli ordini" e assumono un rilievo ancora più sinistro nel racconto asettico dell'ingegniere informatico che "non ha ucciso nessuno, solo fornito delle coordinate suggerite dagli algoritmi da lui stesso inventati". E' proprio questa squallida quotidianità degli assassini e delle vittime a colpire particolarmente. Da un giorno all'altro chiunque può diventare vittima indifesa di una potenza militare inarrestabile e forse incontrollabile. Ma attenzione! Chiunque, sempre da un giorno all'altro, può diventare uno spietato omicida, pronto a riconoscere proprio sacrosanto dovere quello di cancellare dalla storia chi egli ritenga essere diverso da lui. Sì, occorre una permanente e costante vigilanza, perché quel "chiunque" potresti essere tu oppure, certamente, potrei essere anch'io. Il sonno della ragione continua a generare mostri.