Si parla molto della DAG di Gorizia, in questi giorni, nel bene e nel male. Non avendo ancora visto la performance artistica, rinvio ad altro momento un'analisi più puntuale. Le file chilometriche che ogni fine settimana si formano per entrare nella galleria Bombi testimoniano un successo totalmente inatteso e sorprendente, un fenomeno sociale da prendere in considerazione. E anche il fatto che se ne discuta tanto - sul piano delle sensazioni, dei giudizi estetici, dei rilievi economici e finanziari, delle problematiche legate ai permessi, delle difficoltà tecniche, della mancanza di spiegazioni in lingua slovena, ecc. - dimostra un interesse che va oltre al semplice istante della visita. Mi viene alla memoria l'intuizione di Dario Stasi, il primo ad aver immaginato un futuro espositivo per la Galleria Bombi, nel lontano anno 2009.
Sollecitati dal direttore e dai redattori di Isonzo Soča, con altri compagni d'avventura, si andò allora a verificare la possibilità di realizzare l'idea, scoprendo così il fascino delle Gallerie di Piazza Piedicastello, a Trento, che dall'ottobre 2007 ospitano interessanti mostre temporanee e permanenti racconti, relativi alla storia e all'arte della zona.
Come si vede nella foto, un tunnel è bianco e l'altro nero, cosicché le manifestazioni espositive corrispondono al colore, suggerendo pensieri oscuri alternati ad altri, pieni di speranza. E' un bel modo per inserirsi nel cuore vitale di un territorio pieno di significativi personaggi, eventi, esperienze di una comunità che a buon diritto può fregiarsi anch'essa del titolo "di confine".
A gestire il tutto è la Fondazione Museo storico del Trentino, un'istituzione di ricerca relativamente giovane dedicata alla formazione e divulgazione della storia e della memoria della città di Trento, del Trentino e del Tirolo storico. La missione è quella di fornire una lettura del passato che permetta anche la comprensione del presente.
Le Gallerie sono una parte del progetto scientifico della Fondazione, che, oltre a ereditare il Museo del Risorgimento, comprende anche la gestione del Forte di Cadine e del Museo dell'areonautica Gianni Caproni.Dal punto di vista architettonico, l'adattamento culturale riguarda due gallerie di una superstrada ipertrafficata (quanti ricordi!!!), sostituita quasi trenta anni fa da una più comoda circonvallazione autostradale. Si trovano in una zona periferica di Trento, molto valorizzata dalla realizzazione degli allestimenti museali, spesso caratterizzati da vere e proprie opere d'arte. Naturalmente, senza quell'intervento, sarebbero rimasti due tetri tronconi, del tutto inutili, non congiungendo centri abitati, zone cittadine o punti nevralgici. Quindi, l'intervento, sostenuto dalla Provincia autonoma di Trento, dal Comune di Trento, da una ventina di Comuni e altre istituzioni della Provincia, è organizzato in modo da potersi, almeno in parte, automantenere anche attraverso la corresponsione di una tariffa per le numerose visite guidate che vengono organizzate nel corso dell'anno.
I temi trattati sono molteplici, con una particolare accentuazione degli aspetti paesaggistici e storiografici del territorio. Le proiezioni di importanti capolavori si alternano a schede e tabelle, riassuntive dei momenti salienti della vita trentina. Non mancano sintetiche biografie delle donne e degli uomini che hanno caratterizzato la vicenda della bella città sull'Adige. Molto importante è il ruolo del Consiglio di amministrazione e soprattutto del Comitato d'indirizzo che decide l'orientamento annuale e gli oggetti da esporre. Per saperne di più, basta consultare il molto accessibile accessibile sito museostorico.it.Problemi? Uno su tutti, l'umidità. La collina, quando piove, si impregna di acqua che in qualche modo "buca" i rivestimenti e interagisce con il delicato sistema di illuminazione interno. Occorre sostenere una spesa notevole per il cambio di lampadine e di centraline, danneggiate frequentemente a causa delle intemperie. Almeno, così ci hanno raccontato quella volta. Dato che le "Gallerie" quindici anni dopo funzionano ancora e sembrano essere sempre più frequentate e ammirate, si suppone che in qualche modo siano riusciti a risolvere anche questo problema, essenzialmente legato a cause naturali.








.png)