Mentre il Medio Oriente è in fiamme, viene in mente una figura come quella di Ghandi. C'è un bisogno estremo, oggi, di persone che sappiano interpretare il presente alla luce dei criteri di umanità, verità e giustizia. Che nostalgia!
I commenti politici sull'intervento statunitense e israeliano in Iran hanno suscitato l'impressione diametralmente opposta. Solo il premier spagnolo Sanchez ha ribadito cose che dovrebbero essere ovvie per tutti. Ha detto in pratica che non c'è altro da fare, in questo momento, che fermarsi: stop immediato ai missili, ai bombardamenti, ai droni, alle ritorsioni. La miccia che si è accesa rischia di far saltare ogni equilibrio e di condurci verso la catastrofe.
E in Italia? C'è davvero da mettersi le mani nei capelli... Un ministro della difesa, beccato in vacanza nel momento della massima tensione internazionale, si arrampica sugli specchi offrendo l'unico sprazzo di tragicomicità in un tempo che di comico non ha proprio nulla. Il ministro degli esteri, che sembra aver saputo dai telegiornali dell'attacco, si preoccupa dei turisti italiani invitandoli a non affacciarsi alla finestra. Invitato a dire la posizione del governo italiano, si trincera dietro al generico allineamento "con gli altri stati europei". La presidente del consiglio Meloni, definisce "ingiustificabili" gli attacchi iraniani dopo i raid che avevano ucciso i capi religiosi e centinaia di persone di quel popolo, tra le quali i bambini di una scuola. Ritiene invece comprensibile la palese violazione di qualsiasi regola internazionale da parte di USA e Israele, sostenendo che in fondo anche tanti altri, prima, hanno compiuto le stesse violazioni. Come bambini che litigano dicendo che "è stato prima lui", si dimostrata totalmente incapace di una parola di saggezza e di approfondimento, di una condanna senza condizione della guerra, della violenza preventiva, delle vere motivazioni macroeconomiche e macropolitiche che stanno alla base di un atto dissennato e pericolosissimo. E' incredibile e inquietante, essere governati da una simile superficialità, da un così mediocre gruppo di personaggi, capaci di dire tutto quando sono all'opposizione e il contrario di tutto quando sono al potere. Ma come fa, chi ha creduto sinceramente nelle loro campagne elettorali, a continuare ad avere fiducia in loro?
Già sento nelle orecchie l'obiezione, un ritornello già udito mille volte, in particolare prima delle guerre in Afghanistan e in Iraq che hanno destabilizzato totalmente la zona. Come allora, quando fecero credere che Saddam Hussein fosse il capo occulto del terrorismo planetario o l'uomo del monte avesse le armi di distruzioni di massa, anche ora c'è chi pensa che l'interesse di Trump sia quello di "liberare" gli iraniani dal regime degli ayatollah e che con la morte di Khamenei sia arrivata la democrazia! Ma non si vedono le macerie fumiganti e il disastro degli episodi precedenti, dei quali hanno giovato soltanto i trafficanti di petrolio e di armi? I gendarmi del mondo, autodefiniti cavalier della libertà, seminano dovunque non solo morte e distruzione, ma anche la devastazione dei tessuti sociali, secondo la più moderna riedizione del "divide et impera" dell'Impero Romano.
Allora, che ci possiamo fare? Dobbiamo tollerare regimi oppressivi come quello iraniano? Dobbiamo consentire che costruiscano la bomba atomica? Certamente no. Ma sono intollerabili anche i regimi cosiddetti democratici che uccidno decine di migliaia di bambini a Gaza, che fomentano ribellioni e colpi di stato, che affamano sistematicamente i Paesi più poveri. E la bomba atomica? Perché doverebbe essere permessa a qualcuno e proibita gli altri? Non sarebbe ben più ovvio affermare e fare in modo che nessuno, proprio nessuno l'abbia?
Ecco perché c'è tanto bisogno di persone come Ghandi, capaci di indicare ai loro Paesi e al Mondo una nuova strada, del tutto alternativa a quella della guerra. E' la strada della nonviolenza attiva, dominata da un nico interesse, la crescita di umanità dell'homo "planetarius".






