Secondo i vangeli, in quel famoso mattino, c'erano molti marciatori lungo le strade di Gerusalemme. Era finito da poco il grande sabato pasquale e ci si poteva incamminare verso il sepolcro.
Le prime erano senz'altro le amiche di Gesù, ansiose di onorare il suo corpo con aloè e unguenti profumati. Non si voleva una sepoltura di re, ma soltanto esprimere riconocenza e soprattutto tanto Amore.
Secondo Giovanni, la prima viandante fu Maria Maddalena. E' una delle figure più belle del Secondo Testamento, protagonista indiscussa di quelli che da un certo punto in poi sono stati relegati nel cassetto dei cosiddetti "apocrifi". Ha visto per prima il Risorto, perché a differenza di chi fonda la propria fede sulla ragione e si perde nei meandri dell'immenso Dolore, lo ha accolto in una fede del tutto indimostrabile, soltanto sentendosi chiamare per nome. Che dalla morte si possa risorgere non è una certezza, è una speranza, non è un oppio per dimenticare la spaventosa ingiustizia che grava sul Mondo, ma un balsamo d'amore che non richiede preghiere, ringraziamenti o richeste di perdono.
Gli altri a camminare, anzi a correre, furono i discepoli, Pietro e "quello che Gesù amava", che arriva per primo al sepolcro, ma lascia rispettosamente entrare il collega. E' di nuovo un messaggio d'amore, che travalica l'ansia di certezze e accomuna ogni essere umano che accetta di trascendere stesso: il Risorto è l'uomo che esce dalla croce del tribalismo cavernicolo ed entra nello spazio della pace universale. Il Risorto è l'umano, anzi il vitale, che oltrepassa la sfera dell'apparenza per ricongiungersi con la consapevolezza dell'Essere. Il Risorto è chi cancella le armi dalla faccia della Terra e le trasforma in strumenti di vita, di salute e di giustizia. Il Risorto è chi non rivendica improbabili radici cristiane, ma riconosce Dio nel povero, nel sofferente, nel semplice, nel mite di cuore, nell'operatore di pace. Il Risorto è chi abbandona la priorità degli aggettivi (italiano, sloveno, pakistano o americano..., ma anche musulmano, cristiano, ebreo, buddhista o confuciano) ma celebra la bellezza della diversità affermando il fondamento del sostantivo "Homo".
Il Risorto è il viandante, che cammina su questo misterioro filo teso sull'abisso e sostenuto da un "inizio" almeno quanto misterioso che la "fine". E' il pellegrino universale, sospeso tra la Luce e le Tenebre, tra il Logos e l'Eikon, capace di sintetizzarli in un ascolto che silenzia la parola e lascia parlare il silenzio.
Buona Pasqua, viandanti della Vita, con le gambe, con la mente e soprattutto con il Cuore.




