come lead partner a livello continentale la Basilica Patriarcale di Aquileia. Insieme a questa, sito UNESCO dal 1998 e tra i più antichi luoghi di culto cristiano ancora in funzione al mondo, hanno lavorato la Comunità Ebraica di Atene, l’Abbazia
evangelica di Lehnin in Germania e la Grande Moschea di Roma, insieme al Future for Religious Heritage e all’agenzia di progettazione europea Argo.
In due anni di lavoro, resi ancor più complessi dalla situazione internazionale, i partner hanno dato vita ad un progetto che non conosce confini tra le fedi e le confessioni: la creazione di un coro interreligioso e la composizione di un brano – scritto a sei mani e cantato in cinque lingue – che sarà presentato in tutta Europa, a partire proprio dalla Basilica di Aquileia.
“Si tratta di un momento storico molto complesso, e in cui risulta ancor più importante celebrare l’unità dei popoli nelle loro differenze” spiega il direttore della Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia Andrea Bellavite. “Due anni fa, quando è iniziato il progetto Polyverse, non potevamo immaginare che il mondo intorno a noi sarebbe cambiato così drasticamente, anche
a causa di conflitti mascherati da guerre di religione. Questo progetto invece, che vede lavorare fianco a fianco persone di religione cattolica, protestante, islamica ed ebraica, vuole essere un piccolo antidoto all’odio. In più” conclude Bellavite “durante la mattinata di lavori ci uniremo nel ricordo delle vittime del terremoto del 1976, nel cinquantesimo anniversario del sisma e a poche ore dalla grande celebrazione condivisa di Gemona del Friuli. Sarà un momento di grande riflessione tra le confessioni religiose, nel segno di chi non c’è più e nell’augurio di una pace tra i popoli”.
Il progetto Polyverse è finanziato dal programma Europa Creativa Cultura, e la realizzazione del progetto è stata seguita dall’agenzia di progettazione europea Argo. “Questo programma” spiega Andrea Donda, di Argo “sostiene la cooperazione cultural-artistica transnazionale e la circolazione delle opere creative. Il progetto si inserisce in una visione più ampia dell’Unione Europea, che riconosce nel patrimonio religioso e culturale un valore fondante dell’identità europea, da tutelare e valorizzare come strumento di coesione sociale e di dialogo interreligioso. Attraverso Polyverse” conclude Donda “l’Unione Europea investe non solo nella musica, ma nella capacità delle nostre società di convivere in modo diverso, rispettoso e creativo.”
Internazionali e interreligiosi non sono solo gli enti che partecipano al progetto, ma anche i coristi membri del Coro Polyverse e i tre compositori che hanno realizzato il brano inedito Polyverse Echoes. “Ogni partner ha attivato una procedura di selezione a bando per individuare un compositore della sua area di competenza” chiarisce Sara Zamparo, punto di riferimento del progetto Polyverse per la
Basilica di Aquileia. “Nel nostro caso la scelta è ricaduta su Maria Beatrice Orlando, giovane compositrice friulana con già all’attivo importanti collaborazioni con realtà di rilievo, locali e nazionali. Per quanto riguarda il coro invece, ci siamo rivolti a un’altra realtà regionale, il Mittelvox Ensemble di Gorizia diretto da Mateja Černic, ritenendo che la ricchezza umana di questo coro (con membri di cultura italiana e di cultura slovena) possa rappresentare un ulteriore valore aggiunto in un progetto che
fa del dialogo tra culture il suo centro. Ulteriore attenzione infine merita la doppia scelta di Maria Beatrice Orlando come compositrice e Mateja Černic come direttrice” conclude Zamparo “due interpreti al femminile della musica e due eccellenze in rosa della cultura del Friuli Venezia Giulia.”
Il convegno, ospitato dalla Sala Consiliare del Comune di Aquileia, vedrà la partecipazione di Andrea Bellavite e Andrea Donda, insieme al rabbino capo della Comunità Ebraica di Atene Gabriel Negrin, alla pastora Almuth Wisch della Chiesa evangelica protestante di Lehnin (Berlino), all’imam Nader Akkad della Grande Moschea di Roma e a don Franco Gismano, delegato per l’Arcidiocesi di Gorizia.
Al termine del convegno, ci si trasferirà nella vicina Basilica Patriarcale, patrimonio UNESCO dal 1998, dove a mezzogiorno, dopo una breve visita guidata a cura del direttore della stessa, Andrea Bellavite, andrà in scena il primo concerto in assoluto del Coro Polyverse, con, tra gli altri brani, l’esecuzione in prima mondiale del brano “Polyverse Echoes”, composto a sei mani da Aaron Dan, Sakis Negrin e Maria Beatrice Orlando.
Le prenotazioni, sia per il concerto che per il convegno, sono aperte sul sito ufficiale della Basilica Patriarcale di Aquileia (www.basilicadiaquileia.it) e sul sito del progetto Polyverse (https://www.polyverseproject.eu).





