Meno incisiva pare ancora l'azione all'interno della
comunità cristiana, dove al costante richiamo al pontificato del predecessore
Fancesco, si accompagnano prese di posizione di segno opposto, Fanno discutere,
per esempio, scelte individuali quali il lussuoso appartamento papale al di
sopra dei musei Vaticani o i vestiti più tradizionalmente legati all'autorità
pontificale. Ancor di più, suscitano antichi entusiasmi e nuove preoccuazioni
espressionii più ufficiali, quali la rivalutazione del ruolo della liturgia in
lingua latina o addirittura la proibizione ai laici di tenere l'omelia durante
la messa.
E' confermata in sostanza la preoccupazione iniziale, legata
a una scelta del Conclave che da subito è apparsa finalizzata a tenere insieme
l'intera compagine ecclesiale, fortemente minacciata sia dalle tensioni che si
potrebbero definire »progressiste di sinistra« che da quelle »conservatrici di
destra«. Papa Prevost vuole tenere saldo il timone della barca di Pietro in
mezzo ai venti contrapposti di coloro che si sarebbero attesi la trasformazione
in diritto canonico dell'esempio personale di Francesco e di coloro che invece
hanno ritenuto il predecessore un eretico rivoluzionario e desiderebbero
perfino cancellarne la memoria.
La prudenza, in questo contesto, è certamente d'obbligo, se
non fosse che i momenti nei quali stiamo vivendo vedono un mutamento estremamente
veloce di tutto ciò che concerne la vita e la coscienza umane. Per questo, non
c'è molto tempo per adeguare il tessuto della Chiesa all'era delle nuove
tecnologie informatiche e del superamento dei confini del sapere. Non a caso la
prima importante enciclica del nuovo vescovo di Roma è stata dedicata proprio
all'intelligenza artificiale, alle prospettive ma anche ai gravi problemi
morali ch essa porta con sé.
Insomma, si è un po' tutti in attesa. Di cosa? Ma della
convocazione di un Concilio, ovviamente! Si sono apena celerbati i 60 anni
dalla conclusione del Vaticano II e i nodi evidenziati in quell'illuminata
assise sono ancora aperti e richiedono un urgente aggiornamento, se non una
vera e propria radicale trasformazione. C'è da ricomprendere il ruolo del Capo
della Chiesa, da »Somma Santità« a »uomo come chiunque altro, anche se
portatore di una significativa responsabiulità«. Più in generale, ci sono da
ridiscutere i temi relativi al ruolo e soprattutto all'identità del
presbiterato, attualmente connesso all'obbligo celibatario e riservato
esclusivamente ai maschi. Occorre rimettere al centro la questione etica,
accogliendo come un'opportunità la libertà di coscienza, accettando
definitivamente la secolarizzazione e riconoscendo la pluralità di approcci ai
momenti fondamentali del concepimento, della nascita, dell'amore e della morte.
C'è una grande questione legata alle immense proprietà della Chiesa, che per
poter essere salvaguardate, prima o poi dovrebbero essere cedute all'autorità civile, per programmare
insieme percorsi di vita e formazione per giovani e adulti.
Soprattutto il Concilio, probabilmente non romanocentrico e
quindi non un Vaticano III, dovrebbe essere aperto alla ricerca del significato
della presenza di Gesà Cristo oggi nel mondo. In questo senso non potrà altro
che esserci una piena, anche se »confederale« condivisione di idee e di intenti
con tutte le altre confessioni cristiane. E si dovrebbe ripartire con un
dialogo interreligioso paritetico, procedendo dal riconoscimento di ogni forma
religiosa quale »via« per avvicinarsi all'unico mistero del divino. E' proprio
vero che il più profondo ateismo e la più intensa fede sono molto meno lontani
di quanto ci si potrebbe immaginare.
Insomma, andrà così? Sarà papa Leone a traghettare la Chiesa
nell'universo del Terzo millennio oppure si dovrà aspettare ancora?









