Al centro dello spazio c'è la copia di una scultura di Boris Kalin, che ricorda la tragedia di 124 ostaggi ivi fucilati dai militari italiani, assassinii sommari e crudeli, finalizzati a suscitare un clima di terrore tra la popolazione civile. Sono solo una parte degli uccisi innocenti in quel lungo, terribile periodo.
La statua rappresenta l'assurdità del fascismo, del nazismo e di qualsiasi ideologia perversa, caratterizzata dalla volontà di soppressione di esseri umani, per il solo fatto di essere riconosciuti appartenenti a una diversa cultura o concezione della vita. E fa anche pensare che gli italiani non sono affatto sempre stati "brava gente".
A tutti, dal momento che è comunque un'esperienza oggi piacevole e istruttiva per chi ama le passeggiate a piedi o in bicicletta, ma anche a chi ancora sia nostalgico del fascismo o ritenga inutile cancellarne i segni antichi e nuovi ancora presenti, si consiglia una camminata lungo la Pot. Si imparano molte cose, si è costretti a pensare all'orrore di una violenza che non ci si dovrebbe mai stancare di denunciare, ma si ha anche la possibilità di godere di bei panorami e scoprire angoli altrimenti nascosti della bella Ljubljana.
Per capire ancora meglio il senso di questo itinerario, conviene venirci il sabato più vicino al 9 maggio, giorno in cui si ricorda la Liberazione della città. In questo caso, i viali e le strade sono riempite da migliaia di persone festose, ma anche consapevoli dell'importanza della storia e della memoria.
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