domenica 17 agosto 2025

Il Barocco in Slovenija. Assolutamente da vedere...

 

La mostra sull'arte barocca in Slovenija è veramente molto interessante. Allestita presso la comunque imperdibile Narodna Galerija di Ljubljana, aperta fino al mese di novembre 2025, consente una profonda immersione nell'arte slovena, non soltanto nel classico periodo del XVII e XVIII secolo, ma anche in quello medievale e rinascimentale.

Nella prima sala sono esposti affreschi, la maggior parte dei quali in copia, testimonianza della ricchezza della spiritualità e della fede della terra slovena. Le didascalie costituiscono una vera e propria guida alla conoscenza di luoghi ordinariamente lontani dai riflettori del turismo culturale.  

Stupendi sono gli arredi lignei, sontuosi altari, ma soprattutto statue, di fattezza popolare e proprio per questo particolarmente affascinanti e commoventi. Guardando le trecentesche e quattrocentesche pietà (vesperbild ispirate dalla tradizione germanica), nel volto di Maria che tiene fra le braccia il Figlio ucciso, è possibile riconoscere il dolore di ogni madre che abbraccia il frutto del suo grembo strappato al mistero della Vita. Era un tempo difficile, la peste imperversava e anche in quel tempo la guerra e la violenza seminavano ovunque morte e distruzione. L'esperienza religiosa e spirituale, incarnata nel contesto della Christianitas medievale, tendeva a identificare le sofferenze del presente con quelle provate dai protagonisti del primo annuncio evangelico, sottolineando maggiormente l'elemento della compassione rispetto a quello relativo allo stupore per la risurrezione.

Salendo di un piano, si entra in un altro mondo. Il barocco sloveno si presenta con tutta la sua forza e potenza, attraverso una miriade di autori, celebri e meno. Tra i tanti non si possono dimenticare i "Goriziani", in particolare il Paroli, il Guardi, il Quaglio, i fratelli Liechtenreit e, tra gli scultori, il gradiscano Antonio Michelazzi (1707-1771). La Slovenia è stata attraversata dalla bufera protestante, con il successo della predicazione di Primož Trubar e la conseguente Restaurazione voluta dagli Asburgo, con la chiamata dei gesuiti e degli ordini religiosi per riportare al cattolicesimo le "pecorelle perdute". Le immagini barocche evidenziano il trionfo del Cristo sulla morte, la grandezza della Chiesa che porta in sé stessa la verità della fede. Sono esaltati i testimoni, soprattutto i martiri che hanno vinto con la loro passione la potenza dell'impero Romano. E si moltiplicano i ritratti dei "vip" del tempo, imperatrice e imperatori, principi e baroni, una danza del potere che stride significativamente con la sobrietà dei tempi precedenti. C'è anche chi si ricorda del dolore del popolo, anch'esso sublimato nella consapevolezza che le angustie dell'al di qua troveranno compimento nella gioia definitiva dell'al di là.

Insomma, è veramente interessante scoprire la relazione tra spiritualità e arte, soprattutto conoscere attraverso l'espressione della bellezza alcuni aspetti della storia e della vita del mondo sloveno. E' anche un'integrazione necessaria alle tante suggestioni offerte in quest'anno a Nova Gorica con Gorizia, capitale europea della cultura 2025.        

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