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Una piazza di Spoleto quasi vuota |
Fuori dal "coro" sono invece tutte le altre località, un tempo anche molto gettonate e ora fuori dai percorsi "mordi e fuggi". Lamentano il problema opposto, ovvero la diminuzione consistente delle presenze, nonostante un'offerta di grandissima qualità e anche - occorre dirlo - un ancora del tutto sostenibile rapporto tra qualità e prezzi. Per fortuna in quest'ultima settimana, una marea di ragazzi e di giovani ha fatto scalo in molti di questi luoghi nel corso dell'avvicinamento al Giubileo di Tor Vergata. Esempi concreti, sperimentati in questi giorni, possono essere Bolsena con il suo affascinante lago, il più grande vulcanico d'Europa; Orvieto, con la grandiosa cattedrale che custodisce gli indimenticabili affreschi di Luca Signorelli; Montefalco, Spoleto e Spello, piccoli antichi gioielli, ai quali la creatività umbra ha recentemente aggiunto la "piccola Venezia" che è Rasiglia insieme addirittura al più alto ponte tibetano del Continente. E' ancora possibile trovare un rapporto umano con gli abitanti del territorio, intavolare uno scambio di idee e un confronto sulla vita individuale e sociale, contemplare meraviglie della natura, della storia e dell'arte senza dove aprire un mutuo per trascorrere una breve e istruttiva vacanza.
Resta il fatto che ormai per la maggior parte delle tasche è impossibile accedere anche a questa forma, più semplice ed essenziale, di conoscenza del territorio. Checché se ne dica, la crisi economica nelle famiglie si fa sentire, eccome! e a essa si aggiungono le preoccupazioni per i venti di guerra che soffiano ovunque. Il tempo dei lunghi viaggi e dei momenti spensierati è finito un po' per tutti.
Forse questa ricerca dell'essenza, più che della forma, porta con sé un nuovo modo di concepire il turismo. Non è solo la questione economica a portare sempre più persone all'utilizzo della bicicletta e dei piedi, impegnate in meravigliosi cammini in Italia e anche in Friuli Venezia Giulia. E' invece la necessità di ripensare radicalmente ciò che per tanti anni si è dato per scontato. Il vero turismo è quello che consente un'immersione per quanto possibile profonda nella dimensione dell'umanità di chi si incontra. Se da una parte il turista deve essere pronto a cogliere con intensità di sguardo la "bellezza" delle persone al di là dei monumenti della Natura e della Storia, dall'altra gli operatori turistici non lo devono considerare semplicemente un pollo da spennare, ma una Persona da accogliere, raccogliendo le suggestioni della sua vita e della comunità da cui proviene. Il turismo, così come la viandanza o il pellegrinaggio, è anzitutto incontro con l'altro, educazione alla conoscenza della cultura, formazione di una coscienza internazionalista e fraterna. Se appunto non si basa sul venefico rapporto tra produzione e consumo, ma sulla relazione interpersonale, l'autentico turismo può costituire un notevole tassello nella costruzione della giustizia, della pace in un mondo più giusto e fraterno.
In conclusione un consiglio: se ve lo potete permettere e ancora non avete scelto una meta, i paesi dell'alto Lazio e quelli nel cuore dell'Umbria sono una miniera da scoprire e da amare. Altrimenti, per chi non può varcare i confini del Friuli Venezia Giulia o della Slovenia, rimane la proposta di una spettacolare due-giorni ad Aquileia, dove l'overtourism si combatte ogni giorno con strutture ricettive pronte ad accogliere chiunque, con un immersione completa in una storia trimillenaria, soprattutto con il sorriso di chi è chiamato a custodire un patrimonio straordinario che appartiene a ogni uomo, nessuno escluso.
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