sabato 2 ottobre 2021

La Giornata Mondiale della Nonviolenza


Pochi lo sanno, ma il 2 ottobre è la Giornata Mondiale della Nonviolenza. Si ricorda infatti il giorno di nascita di Gandhi, il 2 ottobre 1869, il più noto profeta moderno del Satyagraha.

Che cosa è la Nonviolenza? E' un metodo di relazione fra le persone e le comunità fondato sul rifiuto della difesa armata e dell'offesa fisica inferta all'interlocutore. Ciò significa che la scelta di non utilizzare i mezzi di distruzione dell'altro, è fondata su una visione del mondo e non su una mera strategia di risoluzione dei conflitti.

Per Gandhi "la ricerca della verità non ammette l'uso della violenza nei confronti dell'avversario, ma richiede che questo venga distolto dall'errore con la pazienza e la comprensione. Infatti ciò che sembra vero a una persona può sembrare errato a un'altra. E la pazienza significa sofferenza. La dottrina in tal modo assume la caratteristica di difesa della verità, non attraverso la sofferenza dell'avversario ma attraverso la propria sofferenza".

Ne consegue che nella controversia è più efficace essere feriti che ferire, perdere la propria vita invece di toglierla. Il che ovviamente non significa affatto passività o mancanza di coraggio nell'affrontare la lotta. Al contrario, la risoluzione nonviolenta richiede la massima disponibilità all'eroismo di chi dona la propria vita, non in base a un principio ideologico astrato ma alla semplice constatazione, che tutti facciamo parte di tutto, siamo connessi inscindibilmente al Cosmo, alla Natura e a ogni essere vivente.

Il metodo nonviolento si radica nei meandri più profondi e nascosti della persona e rovescia qualsiasi idea di dominio di una parte sull'altra.

E' una risposta forte anche alla situazione contemporanea, dove sempre meno si affronta il drammatico tema della diversità di opinione in un contesto democratico, nel quale l'esercizio del Potere è fondato sull'ottenimento della maggioranza dei consensi. Tale situazione, in particolare dopo il successo delle forme di governo "maggioritarie", tende a dividere i cittadini in due schieramenti fortemente contrapposti. 

Se Terzani diceva che solo la comprensione delle "ragioni" del cosiddetto "nemico" può consentire l'avvio di un dialogo, oggi sembra difficile trovare tale atteggiamento non soltanto nello scontro ideologico finalizzato alla conquista degli spazi di influenza economica e politica, ma anche nel quotidiano dibattito su scelte individuali - importanti proprio in quanto umane - come per esempio come porsi di fronte all'obbligo vaccinale o al suo rigetto.

Proprio per questo è necessario ricordare la Giornata internazionale della nonviolenza attiva, in un periodo in cui sembra avvicinarsi il tempo di una nuova Resistenza. Come comportarsi davanti all'evidente crescita di forze politiche di orientamento razzista, xenofobo, antidemocratico o filofascista? C'è un'alternativa allo scontro violento, verbale o fisico che sia? Che fare se democraticamente raggiunge il potere una forza antidemocratica? E' possibile ancora credere nelle parole insegnate da Gandhi o si è destinati a non uscire nella giustizia e nella pace dai contrasti se non con uno scontro fisico tra i portatori di diversi punti di vista?  

Sono domande drammatiche e attuali, per questo è bene rispolverare la teoria e la pratica del Satyagraha, per la verità un po' dimenticato negli ultimi tempi...


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