martedì 1 aprile 2025

Davide Gandini e Robert Bahčič ad Aquileia

 

Di questo libro e di molto altro parleremo venerdì 4 aprile, alle ore 20.30 nella meravigliosa Basilica di Aquileia, nel corso della seconda conferenza dell'Iter Goritiense, nell'ambito del Festival dei Cammini, insieme a Davide Gandini e a pater Robert Bahčič. Un evento assolutamente da non perdere!

Decisi di andare a percorrere il Cammino di Santiago dopo aver letto la prima edizione del Portico della Gloria. Correva l'anno 2005 e quell'esperienza fu una delle più importanti della mia vita. Fui contento del mio mese nel nord della Spagna, accompagnato dalle stelle della via Lattea e dalle suggestioni del grande Luis Bunuel. Incontrai una miriade di persone interessanti, scoprii la misteriosa unità nella diversità dell'Europa in marcia, presi decisioni fondamentali per la mia vita.

Fui anche contento di aver conosciuto, poco tempo dopo, Davide Gandini. Nei suoi occhi pieni di un ardore semplice e accogliente ho incontrato la luce della "Charis", la grazia che viene dall'alto e si comunica attraverso l'incontro con l'altro. Nella sua voce ho ascoltato la sapienza che scaturisce dalla contemplazione dell'essere e nei suoi scritti ho ritrovato la passione indomita per l'umano, quella che non ci impone l'obiettivo irrazionale della perfezione, ma suggerisce la dolce consapevolezza della fedeltà.

Il "cammino" di Davide non è il classico diario quotidiano, anche se i luoghi e i rapporti non mancano e non possono certamente essere relegati a semplice sfondo di un'umana avventura. E' tuttavia dominante il percorso interiore, quello che ogni viandante sperimenta, anche se non sempre riesce a comunicare. Perché i 4 km/h, a differenza dei 120 o degli 850, sono pieni di colori e di profumi, ma soprattutto di volti e di mani che si stringono, di abbracci e di sorrisi. Lo spazio ritrovato e il tempo rivissuto sono le categorie dell'"homo viator", dove la scoperta più straordinaria è quella di sé stessi. Non si è più naufraghi su una pallina che rotea senza meta apparente nella periferia della più piccola fra le miliardi di Galassie, ma si è persone che portano un messaggio che sconfina nell'eterno e nell'infinito.

sabato 29 marzo 2025

Il festival dei Cammini

 

Un tratto della Francigena: San Gimignano
Si svolgerà ad Aquileia, nel prossimo fine settimana, 4, 5 e 6 aprile, il festival dei Cammini, promosso e organizzato da Fondazione Aquileia.

Sarà un'occasione per fare il punto su un fenomeno che negli ultimi venti anni ha assunto proporzioni straordinarie, diventando un'occasione di turismo che non si può neppure più definire alternativo.

Trascinato dal sempreverde Cammino di Santiago, il settore ha visto moltiplicarsi come funghi nuovi percorsi internazionali e locali. Oltre alle più classiche Francigene e alle vie sulle tracce di san Francesco e san Benedetto, sono nati i cammini europei di San Martino e di Cirillo e Metodio, insieme alla Romea Strata e a una miriade di lunghi e brevi itinerari.

Solo per rimanere ad Aquileia, si possono citare, in ordine di apparizione il Cammino Celeste, la Via Flavia, la via Postumia, la Jakobova pot, l'anello di San Martino introno alla Vipavska dolina, per non parlare del bellissimo Iter Goritiense, dalla stessa Aquileia a Sveta Gora.

Tra dibattiti, incontri, presentazioni di libri ed esperienze di viandanza, sono da sottolineare in particolare due eventi. Venerdì 4 aprile, alle ore 20.30 nella stupenda cornice della Basilica di Aquileia, si terrà una conversazione che vedrà protagonisti pater Robert Bahčič e lo scrittore pellegrino Davide Gandini, sul tema "I luoghi sacri che uniscono: i cammini di pellegrinaggio". Il sabato mattina invece, con incontro alle 8.30 nella piazza della Basilica, ci sarà il "Cammino dei cammini", da Aquileia a San Canzian d'Isonzo. Nel corso della camminata verranno presentati tutti i percorsi a piedi che intersecano la città di Aquileia.

Ci sarebbe molto da dire, dal punto di vista spirituale, ma anche turistico ed economico, intorno a questo nuovo elemento sociale. Per un approfondimento rinvio al mio testo che tra l'altro offre il nome anche a questo blog: Lo spirito dei piedi, Ediciclo 2017. 

Ne traggo un doppio spunto. Anzitutto chi percorre queste vie non è un superman, un santo o un eroe, bensì un privilegiato che ha la non certo universale possibilità di vivere questa forma di vacanza che presuppone buona salute, gambe in forma e anche una certa disponibilità finanziaria. In secondo luogo, se per i marciatori appartenenti al Nord del mondo il cammino è una necessità spirituale o psicologica, per i veri pellegrini della nostra epoca è un obbligo esistenziale: mi riferisco a coloro che affrontano il deserto del Sahara, il mare Mediterraneo o la rotta balcanica per poter sopravvivere loro e rendere possibile la sopravvivenza alle loro famiglie. Sono questi i veri eroi del cammino, che di solito non trovano ad accoglierli delicati e premurosi hospitaleri, bensì Centri pieni di squallide sbarre, dove attendere un triste rimpatrio.

domenica 23 marzo 2025

Vietato non toccare! Il museo tattile del Goriški muzej a Kromberk

 

Il "settore" aquileiese del museo (foto M.Vecchi)
Da venerdì sera il territorio Goriziano si pone all'avanguardia nel settore dell'accessibilità museale. E' stato infatti inaugurato il primo museo tattile della Slovenia, con una cerimonia piena di suggestione e di bellezza. 

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Goriški muzei di Nova Gorica e l'associazione dei ciechi e ipovedenti della Primorska. Ha visto come protagonisti tutte le persone coinvolte nelle due realtà, con un particolare impegno di coordinamento da parte del curatore per conto di Goriški muzej David Kožuh e del presidente dell'associazione novogoričana Igor Miljavec.

Alla presenza del vicepresidente del Consiglio della Repubblica di Slovenia Matej Arčon, della ministra per la Cultura Asta Vrečko, dell'ambasciatrice della Gran Bretagna, del responsabile dell'attuazione del programma Go2025 Stojan Pelko, del direttore del Goriški muzej Vladimir Peruničič e di molte altre autorità, i veri attori dell'inaugurazione sono stati proprio i destinatari, ovvero i non vedenti e ipovedenti. Guidati dall'ottima regia della responsabile delle relazioni pubbliche Kristina Furlan, hanno intrattenuto il pubblico con una serie di straordinarie proposte artistiche mozzafiato. Alla danza si sono aggiunti il suono del flauto, il canto e le parole, portati all'attenzione di tutti con competenza e professionalità.

E' seguito poi il classico taglio del nastro e la visita al Museo, allestito nel piano superiore del grande Center Mercator di Kromberk. Ci sono due sezioni, una più interessante dell'altra. Nella prima sono presentate opere presenti in strutture culturali importanti, in Slovenia, in Italia e altrove. Nella seconda vengono presentate sculture, opera di artisti locali "senza confini", messe a disposizione del tatto dei visitatori. Lo slogan dell'esposizione è infatti opposto a quello ordinario, infatti "è vietato non toccare", per poter comprendere il senso delle bellissime espressioni d'arte presenti.

Tra le varie proposte, balza subito agli occhi il mosaico del "nodo di Salomone", dono del Gruppo Mosaicisti Ravenna e in particolare di Marco Santi e Anna Caterino, immediato richiamo alla storia aquileiese, finemente rappresentata anche dai pannelli tattili dei più importanti mosaici teodoriani, realizzati dall'Istituto dei ciechi Cavazza di Bologna e messi a disposizione dalla Società per la conservazione della Basilica di Aquileia. La presenza di Loretta Secchi, curatrice del museo tattile Anteros di Bologna e di Anna Viganò, referente dell'avvincente progetto Basilica per tutti, finalizzato al miglioramento dell'accessibilità nella Basilica di Aquileia, ha dimostrato quanto sia costruttivo intessere relazioni sociali e culturali tra tutti coloro che vogliono un mondo più bello, più giusto, più fraterno e nella pace.

Un Museo da incorniciare e da visitare, toccando rigorosamente ogni oggetto esposto e prendendo atto del fatto che l'arte, essendo patrimonio universale dell'umanità, deve essere raggiungibile e comprensibile da ciascuno, in qualunque situazione si trovi. Impedirlo o non favorirlo è una palese violazione dei diritti della persona! Najlepša hvala Goriškemu muzeju in Medobčinskemu društvu slepih in slabovidnih Nova Gorica.

Dai giovani in Serbia, una lotta piena di speranza

Le istituzioni dell’Unione Europea si dividono, c’è chi sostiene la necessità del riarmo, chi della difesa, senza peraltro spiegare la differenza pratica tra un concetto e l’altro. La guerra in Ucraina ha subito una brusca sterzata con l’interventismo del presidente americano. A Gaza tornano le bombe e sono ostacolati i convogli umanitari, mentre anche in Cisgiordania la voce della violenza prevale. La guerra dei dazi scatenata da Trump semina il panico nel Vecchio Continente e altrove.

I partiti si dividono, anche al loro interno, chi ritiene giusta la difesa europea viene tacciato di guerrafondismo al servizio delle lobby armate, chi la pensa in modo opposto di irresponsabile pacifismo filoputiniano. I movimenti per la pace cercano faticosamente di ritornare in azione. Le loro istanze sono bene argomentate, ma la partecipazione richiama tanti reduci da lotte nonviolente, datate come minimo dai tempi del Vietnam.

Ma c’è qualcosa che induce alla speranza in tempi così delicati?

Sì, ci sono i giovani che in Serbia stanno manifestando da mesi contro il regime imposto dal presidente Vučič. Se ne parla molto poco, soprattutto in Italia e già questo fatto è misura di un’incisività che suscita timori di emulazione. Sono studenti universitari e delle scuole superiori che sono scesi in strada all’indomani di una delle più assurde tragedie che hanno colpito la nazione, il crollo dell’appena costruita pensilina della stazione di Novi Sad. Il disastro, accaduto il primo novembre 2024, ha provocato la morte di 15 persone e il ferimento di decine. Le imbarazzate spiegazioni governative non hanno convinto i giovani che da quel giorno hanno rinunciato perfino al diritto allo studio, per poter gridare al mondo la loro indignazione. Hanno ritenuto l’evento un vero e proprio omicidio, compiuto dai politici che hanno accettato la logica della corruzione e dell’incompetenza. A loro si sono aggiunti gli operai e i contadini, la contestazione è dilagata. Ha portato alle dimissioni di due ministri e sta mettendo in grande difficoltà il presidente. Ci si attendono ulteriori sviluppi, a Belgrado, Novi Sad e altrove si vedono le manifestazioni più imponenti dal tempo dell’indipendenza della Serbia in qua.

E ci sono anche i manifestanti in Grecia che stanno svegliando una sonnolenta Atene. Anch’essi si riferiscono a una catastrofe, l’incidente ferroviario che nel 2023 ha portato alla morte ben 57 persone. Anch’essi non hanno voluto bere le versioni ufficiali e occupando i gangli vitali della capitale greca stanno mettendo in forte crisi il governo. Anche in questo caso i protagonisti sono i giovani, pieni di slancio e di entusiasmo.

E’ giusto ricordare questi moderni combattenti per la libertà. E’ vero, possono essere preda di appetiti partitici o diventare carne da macello al soldo di altri potenti che cercano di approfittarsene. Occorre tutelare la loro creatività, sostenendoli nel trasformare il malcontento in proposte e progetti autenticamente politici. Ma è necessario anche imparare dalla loro voglia di vivere e di essere protagonisti del cambiamento di una società consumista, classista, corrotta che essi vogliono nel profondo cambiare. (articolo pubblicato su Novi Matajur)

venerdì 21 marzo 2025

Da Aquileia l'augurio di una buona Primavera!

 

La primavera è iniziata giovedì alle 10, ma la basilica di Aquileia celebrerà l'alba dell'equinozio domani, sabato 22 marzo, alle 6 del mattino.

E' un'occasione ormai tradizionale, la suggestione dell'avvio della nuova stagione si accompagna alla contemplazione della straordinaria bellezza della chiesa di Aquileia. Ogni anno viene proposto un tema, quest'anno sarà la meraviglia della Natura nei mosaici teodoriani. 

Il pavimento delle aule volute dal vescovo Teodoro, costruito all'indomani dell'editto di Costantino, racconta un'esperienza cristiana profondamente collegata al vissuto della comunità aquileiese del IV secolo. E' inoltre precedente il Concilio di Nicea, del quale quest'anno ricorre il 1700° anniversario. Ciò significa che il messaggio pasquale viene trasmesso in un'epoca nella quale non ci sono ancora le codificazioni dogmatiche caratteristiche della storia dei Concili ecumenici. Libertà e creatività.

La gioia del vivere, testimoniata in modo così singolare dalle tesserine del mosaico, sarà riproposta attraverso l'accoglienza della luce del nuovo giorno, accompagnata dal dolce suono dell'arpa di Ester Pavlic e dalle meditazioni di Angelo Floramo, Elena Commessatti, Mirt Komel e Martina Delpiccolo. Si vorrà sottolineare anche la dimensione universale dell'annuncio aquileiese, accanto al linguaggio della musica, dell'architettura e dell'arte musiva, si potrà gustare anche il miracolo della diversità delle lingue, dal momento che i vari interventi saranno offerti nella lingua di ciascuno dei relatori, in italiano, sloveno e friulano.

Le prenotazioni, andate oltre ogni previsione, sono purtroppo chiuse. Ciò non toglie un grande benvenuto a coloro che saranno presenti e a tutte e tutti un augurio che scaturisce dal cuore: in un momento così delicato, il ritorno della stagione della rinascita sia un richiamo alla speranza. Ogni persona è chiamata, in diverse forme e gradi di responsabilità, a costruire la pace nella giustizia, il trionfo della vita contro il mercato della morte, il regno dell'amore e del perdono più forti dell'odio e della vendetta. Buona primavera! 

domenica 16 marzo 2025

Mia madre...

 

E’ difficile scrivere della persona che ti ha dato la vita. E’ giusto custodire gelosamente i particolari più intimi e preziosi. Ma sento anche necessario raccontare alcuni tra gli infiniti aspetti della vita di mia madre, per renderla almeno un po’ presente nella sfera dei ricordi dei tanti che l’hanno conosciuta e le sono stati amici a Pisa, a Verona e soprattutto a Gorizia.

Anna Maria Boldrini è nata a Roma il 26 luglio 1926. Suo padre Vincenzo aveva origini dalla zona di Vigevano, dove i Boldrini sono tuttora ricordati dalla toponomastica locale come i fondatori del movimento socialista, nella seconda metà del XIX secolo. Sua madre Ada era figlia di Lorenzo Mazzetti, pastore evangelico delle chiese di Bergamo e poi di Napoli, tra i fondatori della Chiesa Libera.

Ha vissuto l’infanzia tra Roma e Pisa, dove il padre si era trasferito per motivi di lavoro. Durante la guerra è stata ospitata nella villa del Focardo, sopra Firenze, dai suoi zii Nina Mazzetti e Robert Einstein, cugino dello scienziato Albert. Ha vissuto un periodo felice, tragicamente concluso il 3 agosto 1944 con l’assassinio di Nina e delle due figlie Luce e Annamaria Einstein (16 e 26 anni!) da parte dei nazisti in fuga verso il Nord Italia. Tale tragedia, della quale era rimasta l’ultima testimone oculare dopo la scomparsa delle cugine Paola e Lorenza Mazzetti, ha segnato molto l’intero percorso della sua vita, tenuto conto anche del suicidio di Robert Einstein, quasi un anno dopo il massacro della sua famiglia.

Dopo la guerra, si è laureata in lettere a Pisa con una tesi sul monoteismo nella Grecia antica, il suo relatore è stato il prof. Aldo Capitini, uno dei più importanti esponenti del pacifismo italiano, iniziatore della marcia Perugia – Assisi. E’ stata esponente della FUCI (Federazione Universitaria Studenti Cattolici), sedendo in Consiglio Nazionale accanto a personaggi noti della storia italiana come Aldo Moro, Vittorio Bachelet e divenendo per un breve periodo collaboratrice di Giorgio La Pira. Poi l’amore ha preso il sopravvento e a Pisa ha incontrato mio padre, Enrico Bellavite, da poco dottore in agraria presso la locale università. Dopo il matrimonio si sono trasferiti a Verona, città natale di Enrico, dove sono nati i figli Maria Irene, Paolo, Pierluigi e Andrea. Nel 1966 ha iniziato la carriera scolastica, insegnando alle scuole medie di San Michele Extra.

Dal 1968 al 1988 la famiglia si è trasferita a Gorizia, dove Anna si è fatta conoscere e apprezzare per il suo carattere allegro e socievole, come pure per la competenza e l’entusiasmo riversati nell’ambito scolastico. Ha insegnato a Fogliano, a Gradisca, in tutte le medie di Gorizia, prima di approdare per alcuni anni a Lucinico. Ed è poi stata preside di numerosi istituti dell’isontino. Ha sempre ritenuto il periodo “goriziano” quello più produttivo e significativo della sua vita, quello nel quale ha intessuto tante amicizie profonde e durature. Ha saputo raccontare il territorio con grande simpatia ed empatia, per chi l’ha conosciuta restano indimenticabili le sue guide nella Basilica di Aquileia, i percorsi lungo la valle dell’Isonzo, l’accompagnamento nei luoghi più belli dell’arte e della natura nella Slovenia e nel Friuli Venezia Giulia. Ha fatto parte del Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo, con il quale ha avuto l’occasione di visitare diverse realtà del Sud del Mondo, che hanno impresso in lei ricordi indelebili. La casa di Via Angiolina 24, grazie a lei, è stata un vero e proprio porto di mare, dove gli amici dei figli potevano trovare sempre un’accoglienza vivace, dialettica e sincera. Sì, perché Anna è stata personalità molto forte e intelligente, ma anche talmente sincera nell’esprimere i propri punti di vista da suscitare appassionate simpatie ma anche convinte e profonde antipatie.

Nel 1988, con il marito è ritornata a Verona, riallacciando alcune delle relazioni giovanili con i parenti e gli amici di un tempo. E’ stata preside alla scuola Gandhi e poi alla Betteloni, fino al definitivo pensionamento. Da quel momento la città scaligera è diventata il nuovo teatro sul quale accompagnare visitatori provenienti da ogni dove, sapendo coinvolgere i suoi ascoltatori nella contemplazione dei luoghi più noti e nella scoperta degli angoli più remoti. Ha iniziato anche a scrivere le sue memorie, rivelando aspetti gioiosi e tristi, entusiasmanti e drammatici sperimentati nella sua lunga vita. La malattia e poi morte del marito, avvenuta nel 2016, hanno portato un brusco cambiamento. Dopo quasi 67 anni di matrimonio, la solitudine si è fatta sentire, portandola alla decisione di trascorrere gli anni successivi nella casa di soggiorno Sant’Anna. Anche in questo caso è riuscita a farsi notare, organizzando piccole gite o rudimentali conferenze per gli ospiti di quella che è stata veramente per lei una nuova famiglia. Il covid ha interrotto queste piacevoli abitudini, la chiusura generale e gli anni hanno influito anche sulle sue potenzialità fisiche, ma non le hanno impedito di continuare a leggere, a ragionare e a cercare di conoscere e capire le dinamiche del mondo attuale. Negli ultimi mesi si è sempre più indebolita, fino a spegnersi serenamente la sera del 14 marzo 2025.

giovedì 13 marzo 2025

Mussolini non è mio concittadino, piazza Municipio a Gorizia, sabato alle 10

 

Anche sant'Ignazio protesta...
Sabato 15 marzo, alle 10 davanti al Municipio, la cittadinanza di Gorizia è invitata a partecipare al secondo momento di protesta contro la mancata revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, l'accoglienza ufficiale e solenne dei reduci della Xmas in Comune. 

Sarà un momento particolarmente efficace, dal momento che sarà svolto proprio mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l'ex presidente della Slovenia Borut Pahor riceveranno il premio annuale dedicato ai patroni Ilario e Taziano.

Si potrà intervenire liberamente, anche per dilatare il punto di vista alle problematiche che attanagliano l'umanità attuale, collegando le potenzialità di pace di una capitale europea non fondata sull'ipocrisia ma sulla Cultura alla situazione di conflitto permanente che interessa il mondo. L'antifascismo, l'antinazionalismo e l'antirazzismo sono precomprensioni per la realizzazione dell'ideale di una/due città fondata/e sulla pace, sull'accoglienza e sulla giustizia. (ab)

Ecco il comunicato stampa degli organizzatori, in lingua italiana e slovena:


GORIZIA: capitale europea dell’ipocrisia
Mussolini non è mio concittadino!
La protesta continua...

Esattamente una settimana prima dell’inaugurazione della Capitale Europea della Cultura, il 1°
febbraio scorso, si è svolta, davanti al Municipio di Gorizia, la prima protesta organizzata da
operatori culturali, artisti e cittadini comuni della città transfrontaliera di Gorizia – Nova Gorica,
supportata anche da molte associazioni culturali, oltre che da cittadini giunti da fuori città.
A seguito: della grande partecipazione; delle molte adesioni, anche successive alla manifestazione;
della risonanza che l’iniziativa ha avuto sui diversi media, non solo locali; delle mancate risposte sia
da parte dell’amministrazione comunale che da parte del Presidente Mattarella, al quale la mattina
dell’8 febbraio sono state consegnate le 890 firme raccolte in meno di una settimana; i cittadini della
città transfrontaliera di Gorizia – Nova Gorica hanno deciso di prolungare la loro protesta per tutto
il 2025, anno della Capitale Europea della Cultura, o almeno fino a quando non otterranno delle
garanzie rispetto alle loro richieste.
A partire dal 15 marzo saremo quindi di nuovo a far sentire la nostra voce, davanti al Municipio di
Gorizia, il secondo o il terzo sabato di tutti i mesi del 2025, dalle 10 alle 12. Queste le ulteriori
date, già programmate: sabato 12 aprile e sabato 17 maggio.
Leggeremo nuovamente, all’inizio di ogni incontro, il nostro comunicato bilingue, per poi
consentire a chi vorrà di parlare ed esporre le proprie idee ed eventuali proposte.
Continueremo inoltre a raccogliere le firme di quei goriziani che vogliono dichiarare, seppure
simbolicamente, “di voler rinunciare alla cittadinanza goriziana”, oppure, se non residenti, di
sostenere tale iniziativa. Ricordiamo che tra questi hanno già sottoscritto Senatori, Deputati,
Consiglieri Regionali e Sindaci di questa regione.
E alla fine di ogni mese invieremo le nuove sottoscrizioni al Presidente Mattarella.
Questa iniziativa deriva anche dalla convinzione che la Cultura, intesa nel suo senso più ampio, sia
lo strumento più potente per debellare tutte le forme di violenza, fisica e verbale, di xenofobia e di
razzismo: dove c’è Cultura non c'è fascismo.
Ricordiamo infine le nostre richieste al Comune di Gorizia, richieste alle quali si è associato anche il
responsabile del programma della Capitale europea della Cultura 2025, Stojan Pelko, in qualità di
rappresentante morale dei cittadini della città transfrontaliera, quantomeno sotto la bandiera della
Cultura:
- revocare a Benito Mussolini la cittadinanza onoraria di Gorizia;
- celebrare la festa della Liberazione dal nazi-fascismo il 25 aprile di ogni anno;
- non ricevere più i rappresentanti della Decima Mas in maniera istituzionale (che ricordino pure i
loro caduti, ma in forma privata).


GORIZIA: Evropska prestolnica hinavščine
Mussolini ni moj someščan!
Protesti se nadaljujejo...

Točno teden dni pred odprtjem Evropske prestolnice kulture, 1. februarja, je pred mestno hišo v
Gorici potekal prvi protest, ki so ga organizirali kulturni delavci, umetniki in navadni državljani
čezmejnega mesta Gorica - Nova Gorica, podprli pa so ga tudi številna kulturna društva in
prebivalci zunaj mesta.
Po veliki udeležbi, veliki podpori številnih podpisih, tudi po demonstracijah, na kasnejših
prizoriščih in odmevu, ki ga je pobuda imela v različnih medijih, ne le lokalnih, pomanjkanju
odziva občinske uprave in predsednika Mattarelle, ki so mu vročili 890 podpisov, zbranih v manj
kot tednu dni, 8. februarja zjutraj, so se prebivalci čezmejnega mesta Gorica-Nova Gorica odločili,
da bodo svoj protest podaljšali do leta 2025, leta Evropske prestolnice kulture, ali vsaj dokler ne
dobijo zagotovil glede svojih zahtev.
Od 15. marca dalje se bomo torej vrnili, da bi izrazili svoj glas pred mestno hišo v Gorici, in sicer
vsako drugo ali tretjo soboto v mesecu 2025, od 10.00 do 12.00. Ta sta naslednja že predvidena
datuma: sobota 12. aprila in sobota 17. maja.
Na začetku vsakega zasedanja bomo ponovno prebrali naše dvojezično sporočilo, nato pa bomo
omogočili vsem, ki želijo spregovoriti, da predstavijo svoje zamisli in predloge.
Nadaljevali bomo tudi z zbiranjem podpisov tistih Goričanov, ki hočejo, čeprav simbolično, izjaviti,
„da se želimo odpovedati goriškemu državljanstvu“, ali, če so nerezidenti, podpreti to pobudo.
Opozarjamo, da so jo že podpisali senatorji, poslanci, deželni svetniki in župani te regije.
Ob koncu vsakega meseca bomo predsedniku Mattarelli poslali novozbrane podpise.
Ta pobuda izhaja tudi iz prepričanja, da je kultura, razumljena v najširšem smislu, najmočnejše
orodje za izkoreninjenje vseh oblik nasilja, fizičnega in verbalnega, ksenofobije in rasizma: kjer je
kultura, ni fašizma.
Na koncu bi radi spomnili na naše zahteve Občini Gorica, ki se jim je pridružil tudi odgovorni za
program Evropske prestolnice kulture 2025, Stojan Pelko, kot moralni zastopnik državljanov
čezmejnega mesta, vsaj pod zastavo kulture:
- odvzem častnega državljanstva Gorice Benitu Mussoliniju;
- naj se vsako leto 25. aprila praznuje praznik osvoboditve izpod nacifašizma;
- ne sprejemajo več predstavnikov Decima Mas na institucionalen način (naj se spominjajo svojih
padlih, vendar zasebno).