Tra pochi giorni ricorrerà l'anniversario dell'inizio dell'anno della capitale europea della cultura. Quali erano gli obiettivi, quali sono stati raggiunti e quali sono ancora da mettere a fuoco?
L'Europa ha affidato a Nova Gorica e alla partner associata Gorizia una grande responsabilità: dimostrare la possibilità di una cultura plurale, dove la diversità delle lingue, delle concezioni del mondo e delle interpretazioni della storia non sia considerata un ostacolo, ma una straordinaria opportunità di simbiosi, solidarietà e collaborazione. Perché questo possa accadere, c'è bisogno della compartecipazione di ogni cittadina e cittadino, nessuno escluso. Gli amministratori possono indicare le linee di intervento, i tecnici organizzare con passione e competenza incontri, eventi e situazioni favorevoli, ma il vero obiettivo è che tutti "si sentano" pienamente parte di un territorio meraviglioso. Le due città e tutti i comuni circostanti non sono chiamati a unificarsi o peggio omologarsi, bensì a "congiungersi" in un abbraccio nel quale - mentre si costruisce insieme un nuovo soggetto - ciascuna delle parti rimane sé stessa, arricchita dal dono dell'altra.
Sloveni, friulani, italiani, ma anche pakistani, afghani, senegalesi e tutti coloro che sono sul terreno per qualsiasi motivo, devono sentirsi a pieno titolo "Goriški", "Goriziani" e contribuire - ciascuno a suo modo - alla realizzazione di questa straordinaria unità nella valorizzazione delle differenze.
Tutto ciò lo si è concretamente percepito lo scorso 8 febbraio 2025, quando le strade e le piazze sono state invase pacificamente da un popolo che ha marciato, ascoltato, guardato, gustato, scoperto, percepito un qualcosa di nuovo INSIEME. Ecco la parola magica, INSIEME. Non sempre si è avuta la stessa impressione nel succedersi degli eventi, da quella data in poi. Le proposte sono state quasi sempre di alto livello - musica, danza, teatro, conferenze, convegni, presentazioni di libri, inaugurazioni, ecc. - ma la partecipazione è stata in generale limitata a "una parte" o all'"altra", rilevando come ci siano ancora molti punti oscuri da chiarire e molte difficoltà da superare.
Indubbiamente le/la città si è abbellita, con l'apertura di zone da lungo tempo precluse ai più, come per esempio i bellissimi parchi del Rafut, del Coronini e della Valletta del Corno. La piazza della Transalpina/Trg Evrope - ancora caratterizzata da due nomi diversi - è stata riqualificata e offre uno scenario stupendo alla possibilità di incontro fisico tra gli abitanti delle due parti. Il vicino museo Epicenter, con un'accorata e completa rivistazione della storia del Novecento Goriziano, arricchisce la possibilità di una conoscenza globale e approfondita, affiancandosi e completando il percorso delle vicine esposizioni del Rafut, dedicate al lasciapassare e al contrabbando. Le piste ciclabili nella campagna di Solkan/Salcano sono molto frequentate, culminando nell'ardito ponte sospeso ciclopedonale nella zona del Kajak center. Si sono segnati e organizzati suggestivi percorsi a piedi, come l'Iter Goritiense da Aquileia a Sveta Gora dove è stato inaugurato l'accogliente centro Mir in dobro o quelli dedicati alla memoria di San Martino, lungo i sentieri dell'affascinante Vipavska dolina. Ci sono state alcune grandi mostre che hanno suscitato interesse in tutto il centro Europa. Frequentatissime sono state quelle dedicate a Andy Warhol e soprattutto a Zoran Mušič in Palazzo Attems, nel castello di Dobrovo e in quello di Kromberk. Assai significativa la realizzazione del primo Museo tattile della Slovenia proposto dal Goriški Muzej, come pure la memoria realizzata attraverso la pittura di Giuseppe Ungaretti o quella dedicata a Franco Basaglia e alla sua "rivoluzione" goriziana, allestite nel museo di Santa Chiara. Splendida, anche per lo scenario, la mostra di fotografia e pittura organizzata a Vipavski križ. Ricca di contenuti - ma avrebbe potuto essere uno dei punti nevralgici se fosse stata accettata dal Comune di Gorizia l'idea di collegare la storia aquileiese con la capitale della cultura, "dal preromano al postmoderno" - la mostra sul Tesoro dell'Arcidiocesi, con la notevole svista della mancanza delle didascalie in lingua slovena. Più discusse e controverse, anche per i risvolti economici e finanziari, le due "opere d'arte" (o supposte tali, a seconda dei punti di vista) costituite dall'obelisco mulicolore di Piazza della Casa Rossa e la Dag nel tunnel di via Bombi. Innumerevoli sono state anche le conferenze, tra le quali non si può non citare almeno quella con il filosofo Slavoj Žižek, di livello internazionale. Tanti sono stati i libri pubblicati sulla capitale europea della cultura, importante il ruolo di case editrici come ZTT di Trieste e soprattutto Qudu Libri di Gorizia, il cui spazio di incontro in Piazza Travnik sta diventando sempre più centro di relazioni e di divulgazione della cultura plurale del territorio.
Tutto bene allora? Per ciò che riguarda l'aspetto "celebrativo" dell'Epk, il lavoro è stato enorme e non si può che ringraziare chi ha investito tanto tempo ed energie nel costruire un evento nel complesso veramente notevole. Tuttavia occorre predere atto di come il cammino sia appena iniziato. A parte il primo giorno di festa, per il resto il coinvolgimento di tutti gli abitanti, indispensabile per la riuscita complessiva dell'impresa, è stato piuttosto timido. Si è fatto molto poco - se non nulla, a livello ufficale - per l'agognato da decenni inserimento dell'italiano nelle scuole slovene e dello sloveno in quelle italiane e per favorire la formazione degli adulti all'interculturalità e alla pluriculturalità. I progetti di rendere la zona Laboratorio internazionale di pace e giustizia al servizio del mondo intero sono rimasti al livello dell'enunciazione e della carta stampata. Non si è valorizzata la ciclopedonalità per quanto riguarda soprattutto la relazione tra la stazione e il centro di Gorizia con la stazione e il centro di Nova Gorica (la cosiddetta Ciclovia della Cultura). Mancano - a parte Isonzo Soča - strumenti di comunicazione mediatica tra la parte nuova e quella vecchia del territorio, cosicché le notizie quotidiane non sono ancora in grado di attraversare il confine. Non c'è stata una necessaria revisione toponomastica e anche dal punto di vista della lettura storica si è lasciato poco spazio agli studiosi, nella fallace convinzione che dei problemi più delicati sia meglio tacere per evitare conflitti. La mancata revoca della cittadinanza a Mussolini e la pervicace accoglienza ufficiale degli eredi della XMas dimostrano quanto invece sia importante che le sofferenze e le differenze non siano sottaciute, ma attraversate con il competente sostegno dei professionisti della ricerca storiografica. Non sono stati per ora creati tavoli permanenti di incontro tra rappresentanti in Slovenia e in Italia delle categorie, culturali, sociali, industriali, artigianali e agricole, scolastiche e accademiche, per immaginare e costruire un futuro insieme.
Insomma, il seme è stato gettato e ora dorme sotto la terra invernale. Germoglierà nel nascondimento, spunterà alla luce e diventerà tronco, ramo, foglia e frutto? E' una grande speranza, quella che caratterizza ogni inizio. Ciò che si è GIA' visto all'inizio, l'8 febbraio dello scorso anno, è un NON ANCORA che deve accadere.

Concordo su molti punti, voglio però puntualizzare che nelle scuole elementari a Nova Gorica e dintorni (ciclo scolastico di 9 anni) dalla quarta classe è possibile scegliere come materia facoltativa l’italiano, che se scelta diventa materia curricolare. Ciò fa sì che bambini/ragazzi che vogliono approcciarsi all’italiano possono farlo nella scuola dell’obbligo.
RispondiEliminaGrazie! Gradita precisazione...
EliminaCaro Andrea , condivido le tue riflessioni. Mi permetto di aggiungere che i semi nel 2025 sono stati tanti e il vento li porterà’ come sempre fa, un po’ ovunque, non sappiamo dove- forse non è nemmeno così importante, ma sono certa che diversi troveranno un terreno fertile e germoglieranno. Qualcuno spero diventi albero, altri forse cespugli e arbusti, altri sono stati fiori, che ci hanno regalato un momento di unica bellezza in quest’anno speciale per Go&Ngo
RispondiEliminaGrazie, condivido le tue parole, consapevolmente aperte alla speranza.
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