domenica 4 gennaio 2026

L'urgenza di un autentico diritto internazionale

Condiviso l'orrore per l'intervento USA in Venezuela, per l'arresto violento del presidente Maduro e della moglie, per la morte di decine di persone sotto i bombardamenti di Caracas e per le parole di Trump che ha esplicitamente rivendicato il diritto di procedere militarmente ovunque, rimane la questione del da tutti invocato »diritto internazionale«. 

Certo, esiste un diritto internazionale, ma di fatto non ha alcuno strumento per poter regolare le relazioni tra gli Stati. Non c'è infatti un'autorità in grado di far rispettare le leggi, i decreti e le risoluzioni emanate dalle Nazioni Unite o da altre istituzioni sovranazionali. Uno dei pochi momenti in cui si è effettivamente creduto possibile che ci potesse essere un consesso al quale ogni Stato avrebbe ceduto una parte del suo potere, è stato il primo conflitto mondiale. Davanti alle rovine umane e materiali di quel tragico momento, era serpeggiata l'idea di un nuovo modo di gestire le relazioni internazionali, con l'eliminazione degli armamenti e con una Società delle Nazioni dotata dell'autentica possibilità di interferire nelle decisioni dei singoli suoi »soci«.

E' andata male, perchè la conseguenza principale della guerra è stata la nascita del fascsimo e del nazismo, prodromi della seconda guerra mondiale. Anche l'ONU non ha avuto miglior sorte, già nella sua strutturazione non è stata in grado di superare la questione degli Stati con diritto di veto sulle risoluzioni e soprattutto il criterio decisionale »democratico« (fattore peraltro assai complesso, partendo dalla domanda relativa al »peso« di ogni voto: per esempio, uno Stato con 50.000 abitanti »conta« quanto un altro con un miliardo e mezzo?). E così, senza un riferimento autorevole in grado di farle osservare, le leggi restano importanti ma inefficaci raccomandazioni etiche.

E soprattutto, la conseguenza della mancanza di una normativa condivisa, non può che riportare alla legge della giungla. Chi stabilisce ciò che è giusto e cosa no? Semplicemente, il più forte economicamente e militarmente. Io intervengo in Venezuela, in Iran e ovunque – dice Trump – per l'unico motivo che sono il più forte. Netanyahu annichilisce il popolo palestinese perchè è più forte, Putin invade in Donbass perché si sente più forte, la Cina potrebbe riprendersi Taiwan perché è più forte e così via… L'unica deterrenza o spinta all'accordo sta nel timore che un altro possa risultare ancora più forte e su questo elemento – ahimé, assai debole - si regge l'equilibrio che, provocando almeno una trentina di piccoli ma sanguinosi conflitti, evita lo scoppio della terza guerra mondiale.

La novità, rispetto al recente passato, è che questa atroce constatazione viene data per scontata dagli attuali capi di Stato, portavoce dei veri padroni del mondo che sono gli interessi del capitalismo iperliberista che sta soffocando – anche in senso letterale, con l'inarrestabile crisi climatica - il Pianeta. E' giusto indignarsi e scendere in piazza contro chi esercita impunemente la cavernicola legge della giungla. Ma è necessario anche un soprassalto filosofico inteso alla ricomprensione di ciò – o meglio di chi – è l'uomo e di cosa sia la società di cui fa parte. E da questa nuova indispensabile sintesi è urgente che scaturisca una vera nuova forma di organizzazione internazionale, dotata di autentici poteri di intervento e capace di dirimere autorevolmente le controversie internazionali.

1 commento:

  1. Sono assolutamente d'accordo Andrea, il tema è complesso e non privo di contraddizioni, ma resto dell'idea che l'unica soluzione sia un organismo sovranazionale con reale potere decisionale ed esecutivo, cui i singoli Stati devono essere disposti a cedere parte della propria sovranità in funzione di un'interesse e di un Bene collettivo superiori. Gli interventi armati e le deposizioni dei regimi dittatoriali e criminali non possono più rappresentare li metodo di soluzione dei conflitti interni e internazionali. Chi oggi si arroga questo diritto, in nome di una superiorità puramente militare, non ha certamente la caratura morale per ergersi a paladino della democrazia...

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