domenica 18 gennaio 2026

Fratello confine, sorella frontiera...

Domenica 11 gennaio, i Frati minori cappuccini e l'Ordine francescano secolare di Gorizia, insieme ai Frati minori francescani e l'Ordine francescano secolare di Kostanjevica Nova Gorica hanno promosso un bel pomeriggio di riflessione, dal significativo titolo Fratello confine, Sorella frontiera. Coordinata da fra Luigi Bertier, l'iniziativa ha visto la presenza, tra gli altri, dell'Arcivescovo Carlo Maria Redaelli, del pastore della chiesa metodista Jens Hansen e del guardiano del santuario di Kostanjevica p.Boštjan Horvat.   

Chi volesse saperne di più, può trovare una sintesi dell'intero incontro al seguente link di you tube: https://youtu.be/m_k5ZhZheQE?si=hvPNNso7KAKebfkc Ve lo consiglio vivamente, ringraziando la "regista" Francesca Curreli!

Prima di un bel momento di incontro interreligioso, con profonde citazioni dalle tradizioni ebraica, musulmana, buddhista, ortodossa, protestante e cattolica, si è svolto un'assai interessante tavola rotonda, animata da Andrea Bellavite e guidata dalla dott.ssa Morena Maresia, della Soprintendenza Archeologia e Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Il compito della Soprintendenza è quello della custodia, ma anche della valorizzazione dei beni che appartengono non a uno o all'altro ente, ma a tutta l'umanità. La Bellezza infatti è un dono per tutti e dovrebbe essere percepita come una proprietà universale. E' in questo spirito che Morena Maresia ha promosso il progetto "...e adesso sono qui", al quale hanno partecipato, in diverse sessioni, decine di giovani, migranti e non, della Regione. Con loro è stato possibile visitare e conoscere i luoghi dell'arte e della cultura, in particolare le testimoninaze delle diverse spiritualità testimoniate dalle chiese, dalle moschee e dalle sinagoghe presenti nei principali centri regionali. Il lavoro, che ha coinvolto anche numerosi Minori stranieri non accompagnati, è stato raccolto in un bel volume che racconta le esperienze vissute, ma anche le prospettive. Nella chiesa dei Cappuccini hanno parlato anche un giovane marocchino e uno pakistano. Hanno testimoniato la loro gioia nel conoscere i beni culturali della zona dove sono stati accolti, ma anche le potenzialità che simili progetti possono portare, al punto che entrambi hanno già trovato uno sbocco lavorativo, proprio nell'ambito dell'esperienza artistica. Particolarmente emozionante è stato il racconto dell'incontro con l'Hospitale di san Giovanni a Majano e la sorpresa di entrare nelle chiese e di sentire all'interno di esse "la stessa presenza di Dio che si incontra in qualsiasi altro luogo di fede e preghiera". Nel filmato illustrativo, oltre a tutte le altre, ha colpito molto anche la testimonianza del giovane Mosè, sloveno di Jazbine, che sulla piazza della Transalpina/Trg Evrope, ha parlato della necessità di oltrepassare tutti i confini.

E' veramente notevole il fatto che un'istituzione pubblica importante come la Soprintendenza, impegni il proprio personale in progetti di così grande respiro, invitando a collegare la potenza dell'arte con la valorizzazione della dignità di ogni persona umana e l'affermazione della fraternità universale.

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