Come sempre, l'erba del vicino è sempre più verde. Ma se guardiamo alla Slovenia, in rapporto al tema degli anziani e delle case di riposo, l'erba è davvero molto ma molto più verde che in Italia. Vi invito a leggere per intero questo post e, se volete maggiori informazioni, le potete trovare anche sui siti giornalistici sloveni (anche in lingua italiana).
"Se non vuoi diventare vecchio, devi morire giovane", diceva qualcuno riferendosi in modo autoironico alla propria terza età.Nel mondo ricco, in realtà, la speranza di vita è alta e le percentuali delle persone anziane crescono di giorno in giorno. Ciò comporta il moltiplicarsi di piccoli e grandi problemi, riguardanti il diritto alla pensione, allo stato sociale, all'accesso ai servizi sanitari. Non ultima, la questione delle case di riposo.
Come fa una persona non più autosufficiente, con una pensione non solo minima ma anche media, a garantirsi la sopravvivenza? Come può una famiglia impegnata nella vita quotidiana a conciliare le esigenze di ogni giorno con l'assistenza a un familiare anziano? Non potendo farlo il familiare, come un Comune riesce a sopperire a necessità sempre più impellenti, senza dover impoverire altri fondamentali settori di intervento, a favore dei giovani, della cultura, dell'imprenditoria, della salvaguardia della Natura?
Risposta: per ora le difficoltà sono enormi, tra breve risulteranno insormontabili. Per entrare in una casa di riposo occorrono a volte mesi, se non anni e i costi di gestione sono inarrivabili per la stragrande maggioranza dei cittadini.
Come risolvere - o meglio tamponare - il problema? Ovunque la soluzione è quella di aumentare le rette, come accaduto ovunque e in misura assai ragguardevole, anche a Gorizia, contribuendo così a selezionare ulteriormente le persone, dividendole tra chi può e chi non può. E chi non può deve in qualche modo arrangiarsi, con o senza ricorso alla categoria delle e dei "Badanti", peraltro non meno impegnativa, dal punto di vista dei costi, rispetto alla Casa di Riposo.
Ovunque, ma non nella Slovenia del tempo del governo Golob e del suo "Ministero per il futuro solidale" (un bellissimo nome per un ministero!). Esso si è infatti distinto, a livello europeo, per l'approvazione di numerose riforme importanti, riguardanti il lavoro, i diritti individuali e sociali, le pensioni. Tra esse, l'uovo di Colombo!, cioè la legge sull'assistenza a lungo termine. Con essa si stabilisce una tassazione dell'1% su tutti gli stipendi, degli imprenditori e dei lavoratori, da investire per l'ammodernamento e la realizzazione di nuova case di riposo e per contribuire - insieme all'intervento dello Stato - all'abbattimento delle rette ai familiari e al sostegno alle cure per gli anziani bisognosi. C'è una speciale attenzione anche ai lavoratori del settore, con l'incentivo all'assunzione di operatori socio sanitari. Con questo sistema, si è arrivati alla diminuzione sensibile delle rette (tra i 200 e gli 800 euro al mese!!!), riferite soltanto al vitto e all'alloggio, non alle cure dei non autosufficienti, a carico dello Stato. Nell'insieme, prima della normativa, l'utente versava il 65% della quota, lo Stato il 35%. Ora il rapporto si è capovolto, 65% lo Stato e il 35% il cittadino. Non che siano state risolte con la bacchetta magica tutte le liste di attesa e problematiche simili, ma ci si è incamminati sicuramente su una strada che - a fronte della richiesta di un minimo sacrificio al lavoratore - pone veramente al centro la persona e non gli interessi legati alla gestione di tali istituzioni. Sono state anche investite molte somme provenienti dal PNRR, utilizzate per ammodernare lo Stato sociale e non per offrire ai poveri cittadini e ai cittadini poveri "panem et circenses".
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