Si parla tanto di collaborazione e di prolungamento dell'Evropska prestolnica kulture, ma a volte sembra soltanto un mantra per rafforzare la propria parte e non per intensificare una via che non può essere altro che di collaborazione e costruzione comune. In altre parole, non che da una parte si pensi una cosa e poi la si imponga all'altra, questo atteggiamento fa parte di un passato che si spera non ritorni mai più. Si tratta invece di mettersi intorno a un tavolo e di cominciare a pensare, a ideare e a realizzare INSIEME. Uno dei tanti ambiti di prova potrebbe essere proprio quello dei MERCATI, quello di Gorizia - in grave difficoltà - e quello di Nova Gorica, quasi del tutto sconosciuto a chi vive nella parte in Italia della città.
Ci si entra dalla Delpinova ulica, vicino alla bella libreria caffetteria Maks. E' il mercato di Nova Gorica, aperto tutti i giorni, soprattutto però "abitato" di sabato. Occorre andarci abbastanza presto, perché è molto attrattivo e i banchi si svuotano abbastanza in fretta. Gli acquirenti possono trovare una significativa offerta - sul piano quantitativo ma specialmente qualitativo - di magnifici prodotti agroalimentari a km0, dal produttore al consumatore. Verdura e frutta di stagione, formaggi e latticini di origine più che controllata, fiori e prodotti artigianali, fanno bella mostra di sé e invitano a guardare, assaggiare, comprare. Come ogni mercato, ciò che conta è anche il rapporto umano. Non c'è ostacolo né di lingua né di mancata conoscenza. Tra chi vende e chi compra si stabilisce una sorta di complicità e non può mancare uno scambio di idee su questo o su quell'argomento.Sì, perché il mercato è un importante presidio sociale, un punto di incontro e di riconoscimento tra le persone che lo frequentano. Ci si tiene aggiornati e per molte persone è anche uno dei pochi momenti nei quali diventa possibile scambiare due parole con altri esseri umani, aggiornarsi sui percorsi di vita degli uni e degli altri.
Allora, ecco la proposta: creare un tavolo di lavoro tra produttori del territorio ed esercenti, in modo da realizzare in piena solidarietà e collaborazione "due mercati in uno". Gli abitanti dell'una e dell'altra parte della città potrebbero individuare un sistema coordinato di commercio alternativo. Sulla scia di proposte già enucleate ai gloriosi tempi del festival vegetariano e vegano, i due mercati, in forme complementari, potrebbero diventare un unico polo commerciale e anche culturale. Si potrebbero realizzare filiere legate al biologico e all'equo-solidale, far conoscere nel dettaglio aziende e fattorie sociali, presentare testi e organizzare conferenze sul significato più profondo della produzione e del consumo nell'epoca della globalizzazione.
Insomma, chi più ne ha, più ne metta. Salviamo il mercato di Gorizia, ma immaginiamo un futuro di condivisione con quello di Nova Gorica, puntando a un sistema di compravendita improntato ai principi della vicinanza, della solidarietà e della cultura.
Nel frattempo, se posso darvi un consiglio, provate ad andare in Delpinova, un qualsiasi sabato mattina prima delle 10.30 (non questo, 17 gennaio o il prossimo, 24 gennaio, ci sono altri appuntamenti molto importanti in zona, saranno oggetto dei prossimi post). Gustatevi un giretto al mercato, prima di pascervi con la cultura, uno sguardo ai libri, un caffè e un plurilingue scambio di idee da Maks hanno il potere di allargare le menti e di abbellire qualsiasi week end!

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