domenica 22 novembre 2020

Uno sguardo alle sorgenti dell'Isonzo/Soča dai mille colori

Cascata Beri, sopra Poljubinj

Cascata Brinta, presso Selce

Cascata Gregorčič, sotto Vrsno

Seconda sorgente della Soča, sotto la planina Zapotok

Quella del fiume è una bella allegoria della Vita. Tante, tantissime sono le sorgenti dalle quali l'acqua imprigionata dalla roccia, riesce a liberarsi esplodendo gloriosamente alla potente luce del sole o alla pallida luminescenza della Luna. Le cascate testimoniano il lavorio incessante, le pietre levigate, le forre impressionanti, le profonde vallate scavate nel corso dei millenni. Mentre l'Uomo vede il proprio particolare e si premura, per quanto possibile, di salvarsi la pelle nei momenti di prova, la Natura incessantemente si rinnova e si trasforma, incurante del dolore provocato dal suo continuo movimento che produce terremoti, inondazioni, frane, ma anche malattie ed epidemie che si susseguono senza prestare troppa attenzione alle pretese conquiste della scienza dei Sapiens. Eppure la stessa madre Terra, determinata dalla necessità di garantire lo scorrere maestoso dell'Essere nel Divenire, riesce ad allietare le sue piccole consapevoli creature, offrendo spettacoli indimenticabili. Essi non cancellano la drammaticità della legge universale del Dolore, ma alleviano la sofferenza attraverso una Bellezza sublime, che esalta il mistero immenso dell'Amore.

Ecco, oggi un breve post per interrompere il flusso continuo delle preoccupazioni contingenti e ricordare che esiste l'Isonzo/Soča, con le sue mille segrete scaturigini, con le magnifiche cascate (slap) che punteggiano di fragorosa freschezza la sua multicolore gioventù.
 

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