mercoledì 5 maggio 2021

Quanto sono belle le mura di Palmanova?

La città di Palmanova sta diventando sempre più importante, grazie a un sapiente investimento sul piano turistico e culturale.

In effetti, anche a livello nazionale, fino a qualche anno fa era conosciuta soprattutto per l’inconfondibile struttura urbanistica a forma di stella, rilevata dalle riprese aeree. Chi poi decideva di entrare attraverso una delle tre suggestive porte, si trovava in un abitato interessante, ma non immediatamente comprensibile nel contesto della sua vicenda storica. Ora, il forte investimento sul decoro urbano e la moltiplicazione di eventi culturali di ampio respiro hanno consentito di raggiungere il prestigioso traguardo dell’inserimento nel patrimonio mondiale Unesco.

C’è molto da vedere, da conoscere e da studiare, ma senz’altro una delle “sorprese” è costituita dal giro delle mura. Si tratta di una serie di percorsi che si intersecano fra loro e che consentono splendide passeggiate e impegnative gite in bicicletta, con diversi livelli di difficoltà.

Il “tour” richiede una mezza giornata libera, soprattutto perché a ogni svolta si aprono nuovi scorci paesaggistici, uno più affascinante dell’altro. Le alte muraglie si rispecchiano nelle acque del fossato, chiudendo lo sguardo verso il centro, dal quale tuttavia emergono il tetto del Duomo e di qualche altro edificio. Si può camminare vicino alle rive o si possono affrontare i numerosi saliscendi che consentono di visitare gli anfratti e le rovine delle cerchie più antiche. La copertura a prato, molto ben custodita, crea l’impressione di trovarsi nel cuore di dolci colline, le caverne artificiali che si aprono ovunque incrementano lo spirito di avventura.

E’ un suggerimento per un sabato o una domenica pomeriggio, per un cammino con la famiglia o per una salutare e armoniosamente salutare corsa in bici. Ma è anche l’occasione per avvicinarsi a una storia ricca di eventi, crocevia attraversato dai patriarchi di Aquileia, dai veneziani, dai francesi napoleonici e dagli asburgo, senza dimenticare le scorribande dei “Turcs tal Friul”. Da non dimenticare è infine il triste ruolo rivestito dalla fortezza di Palmanova, in particolare la caserma Piave, durante la seconda guerra mondiale, luogo di eccidi e di torture realizzati dall’autorità fascista, uno dei luoghi simbolo della Resistenza in Regione.

Insomma, si tratta di uno scrigno di momenti importanti, di monumenti interessanti e di paesaggi inattesi. Davvero, da non perdere! 

 

1 commento:

  1. Una bella escursione a Palmanova la si può fare in bici, partendo da Gorizia. Non necessariamente puntando direttamente, ma sfruttando l’opportunità che offre la Ciclovia Apple Adria (FVG1) che passa proprio per questa città. E’ meta di molti cicloturisti d’estate, soprattutto d’oltralpe, per fare una sosta con visita, per rifocillarsi. Si può fare così. Raggiungere, con il servizio treno+bici, la stazione di Udine e, da lì, individuare la ciclabile che va verso Palmanova. Si attraversa l’ampia campagna udinese su strade ciclabili sterrate ed asfaltate, tutte in piano. Una borraccia piena d’acqua è sempre consigliata. Una volta raggiunta Palmanova, consiglio anche di proseguire per Grado, sempre sulla ciclabile ben segnalata, che attraversando la laguna, non ha eguali in Europa. E da Grado? C’è opportunità, di ritornare a Gorizia - nel periodo estivo e, quindi verificare gli orari - con il servizio pubblico di bus+bici.

    Nevio Costanzo

    RispondiElimina