mercoledì 22 aprile 2020

Lettera aperta alle/ai Sindache e Sindaci del Friuli-Venezia Giulia

Oggi condivido due lettere aperte. La prima è la seguente, scritta dalla rete Dasi del F-VG e dedicata ad amministratrici e amministratori della Regione...


Lettera aperta alle/ai Sindache e Sindaci del Friuli-Venezia Giulia

Gentili Amministratrici e Amministratori,
vi sappiamo impegnate/i in questo difficile periodo nell’assistenza alla popolazione provata dal coronavirus e dai vari Decreti e Ordinanze che si sono succeduti negli ultimi due mesi.
Seguiamo con attenzione il vostro prezioso lavoro e per questo ci permettiamo, come Rete DASI FVG (un coordinamento tra associazioni e persone che si occupano di Diritti, Accoglienza e Solidarietà Internazionale, che si incontrano a Zugliano (UD) c/o il Centro di Accoglienza "E. Balducci"), di proporvi alcune considerazioni sulla distribuzione dei buoni spesa e sulla condizione in generale delle persone indigenti, tra cui i senza fissa dimora.
Facciamo presente che la specifica Ordinanza della Prot. Cvile (658 del 29 marzo) individua tra i beneficiari del provvedimento "i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali....", mai limitando l'acceso a questo contributo ai soli residenti, come purtroppo registriamo nei Comuni del FVG.
Abbiamo notato anche una grande diversità tra un Comune e l’altro, tra un ambito socio-sanitario e l’altro, in rapporto ai criteri scelti per discernere i potenziali utilizzatori del servizio. Mentre ruolo fondamentale è svolto dagli Uffici dei Servizi Sociali dei Comuni o delle aggregazioni di Comuni, riteniamo che le scelte fondamentali debbano competere alla politica, in particolare ai rappresentanti scelti dalle Comunità.
Queste ci sembrano le questioni controverse, intorno alle quali vorremmo chiedervi di intervenire, anche integrando i moduli già predisposti per le indicazioni per ricevere i buoni spesa:
Il criterio della SOLA Residenza. La logica del Decreto istitutivo è quella di dare un aiuto alle persone in difficoltà, intorno a un diritto naturale fondamentale, quello di poter mangiare e accedere ai beni di prima necessità. Non è possibile distinguere la necessità di alimentarsi delle persone che sono state penalizzate dalla mancanza di lavoro provocata dalle restrizioni seguite al virus da quella di tutte le altre persone che vivono in modo cronico o contingente situazioni di particolare difficoltà. In questo senso, riferimento ineludibile, come peraltro proposto dalla citata Ordinanza, è fare riferimento alla possibilità per i Comuni di appoggiarsi agli strumenti del FEAD (fondo europeo agli indigenti) che individua tra le principali linee di azione i SENZA FISSA DIMORA e comunque le persone che si trovano nella vostra realtà lontano dalla loro residenza, per motivi di lavoro, studio, transito, rientranti nella condizione di "necessità", senza dimora. Per persone senza dimora si intendono le persone che: a) vivono in strada o in sistemazioni di fortuna; b) ricorrono a dormitori o strutture di accoglienza notturna; c) sono ospiti di strutture apposite, anche per soggiorni di lunga durata; d) sono in procinto di uscire da strutture di protezione, cura o detenzione, e non dispongono di una soluzione abitativa.
Oggetto degli acquisti con i buoni spesa. Tenuto presente della diversità di approcci dei vari Comuni, proponiamo sia garantita a tutti i beneficiari la possibilità di acquistare alimenti e generi di prima necessità, senza previe preclusioni, lasciando a essi la possibilità di decidere dove e che cosa acquistare, evitando la distinzione tra i generi di prima necessità, in quanto l’acquisto e la distribuzione sarebbe affidata alla mediazione delle associazioni di volontariato e del terzo settore, anche in collegamento con produttori locali (agricoltori, panificatori, farmacisti.....) che potrebbero così avere una loro parte nell'iniziativa.
Provvedimenti urgenti e indifferibili poiché venga prestata adeguata e tempestiva attenzione ai dormitori, ai cittadini che ne fruiscono, oltre a coloro che, ogni giorno lavorano all’interno e ne permettono il funzionamento (gli operatori del pubblico e privato sociale). Infatti, ad oggi, molte organizzazioni di terzo settore e i loro operatori, pur avendo adottato misure straordinarie per affrontare questa emergenza sanitaria da Covid-19, non hanno comunque la possibilità, se lasciate sole, di superare la crisi. L’eccezionalità della situazione impone l’adozione di misure, atti e comportamenti ulteriori; come anche è stato ben ricordato dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, occorre immediatamente rafforzare le misure di tutela sanitaria a favore delle persone senza dimora e garantire adeguati sistemi di sorveglianza sanitaria per gli operatori sociali coinvolti nell’erogazione di servizi ricordando come questo è peraltro già stato previsto dalla Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 28 marzo 2020 relativa alla gestione del “Sistema dei Servizi Sociali –Emergenza Coronavirus” che chiarisce, agli enti locali ed alle Regioni, la responsabilità di garantire la tutela dei diritti fondamentali di tutti, anche e soprattutto assicurando e garantendo i servizi per le persone più vulnerabili.
Auspichiamo che siano dunque incentivate le soluzioni alloggiative emergenziali, facendo ricorso ad alberghi o altre strutture predisposte ad hoc su disposizione di Sindaci e Prefetti, permettendo quindi di accogliere le persone senza dimora che devono rimanere in quarantena, oppure le persone positive non sintomatiche o in via di negativizzazione. Infine si chiede, a fronte di tutto quanto sopra riportato e argomentato, di avere particolare cautela ed attenzione nel dare indicazione ai preposti organi di accertamento di porre attenzione, nelle operazioni di controllo del territorio, alle persone senza dimora per il solo fatto che sono in strada e non a casa, poiché pare chiaro che esse non siano messe nelle condizioni di ottemperare alle disposizioni vigenti.
Certi di trovare ascolto, e disponili ad un confronto, inviamo cordiali saluti.
Zugliano 21 aprile 2020

Pierluigi DI Piazza (Centro Balducci), Annalisa Comuzzi (Donne in nero), Gianfranco Schiavone (ICS), Anita Zucchi (Ospiti in arrivo)
per la Rete DASI FVG (Diritti, Accoglienza, Solidarietà Internazionale)
c/o Centro E. Balducci, piazza Della Chiesa, 1 Zugliano/Pozzuolo del Friuli (UD)
mail: retedirittifvg@gmail.com ; tel 3384475550

2 commenti:

  1. Un tempo si parlava degli "invisibili", coloro finiti ai margini della società e "sparivano" dallo sguardo e dalla considerazione generale ... oggi non possiamo permettere di escludere nessuno, dalla salute di ognuno deriva la salute di tutti gli altri ...

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  2. Un comunicato dell'AMPAS di 2 giorni fa: https://www.medicinadisegnale.it/?p=1052

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