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| Gorizia dalla O di Tito, sul Sabotino |
Voterò con convinzione “NO” al referendum della prossima
domenica, ma sarebbe bello un rasserenamento degli animi, tanto più che a
livello internazionale si sta giocando una partita molto più drammatica,
tragica e decisiva. Lo scavo di un abisso troppo profondo fra le parti, renderà
molto difficile costruirvi sopra dei ponti, indispensabili per il funzionamento
di un sistema che si definisce democratico.
La campagna elettorale in vista del referendum è stata una
delle più brutte che io ricordi. Non mi riferisco ai tanti attivisti che hanno
cercato di sensibilizzare le persone, prima di tutto spiegando meglio possibile
il quesito referendario e poi ovviamente orientando serenamente il voto degli
interlocutori. Ciò che invece ha colpito, è stato il nervosismo e la tensione
dimostrata da entrambi gli schieramenti, nelle schermaglie ufficiali, a livello
giornalistico e televisivo. Si è ricorso troppo spesso all’offesa e alla
delegittimazione sistematica dell’altro.
Sia i sostenitori della riforma della magistratura che i
contrari, hanno accusato la controparte delle stesse cattive
intenzioni: se voti in questo modo, libererai la magistratura dal
condizionamento politico, valorizzerai la Costituzione, impedirai che il potere
esecutivo accentri su di sé anche quello della magistratura e così via.
Ovviamente ciascuno ritiene che quello che dice l’altro sia falso e che ci sia soltanto
una volontà menzognera di turlupinare l’elettore.
A questo punto, ogni occasione è buona per innalzare
barricate e per utilizzare qualsiasi mezzo e argomento per denigrare l’altro.
E’ il caso di una (a mio parere) spiritosa fotografia di Nevio Costanzo, che ha
voluto far parlare il Monte Sabotino, sostituendo la storica scritta dedicata a
Tito con un “No” crociato. Riportata su Facebook, la schierata ma (sempre a mio
parere) simpatica trovata ha suscitato un pandemonio: centinaia di like, migliaia di visite, decine di
commenti, alcuni favorevoli, altri perplessi, altri a dir poco assai pesanti.
Evidentemente si sono toccati in un colpo due nervi
scoperti. Da una parte infatti si è aperto un abbastanza corretto scambio di
battute tra gli affermatori e i negatori, dall’altra ci si è letteralmente
scatenati, intorno all’opportunità o meno dell’iniziativa. Secondo alcuni, è
stata profanata una sorta di sacralità della montagna, trasferita dalle
sofferenze della prima guerra mondiale al ricordo della liberazione dal
nazifascismo, opera della quale il maresciallo Tito è stato senz’altro tra i
massimi realizzatori. Secondo altri invece, quel “No” dovrebbe essere rivolto
proprio alla scritta realmente esistente, invitando a far di tutto per
cancellarla.
Nelle intenzioni del fotografo, come pure del sottoscritto, che ho riportato l’immagine su Facebook, c’era solo la volontà di inserire un piccolo
segno umoristico nel bel mezzo di una campagna elettorale tesissima. E’ stata una grande sorpresa la valanga di reazioni. Potrebbe essere
una miniera di informazioni per un interessante saggio di sociologia!
Come già più volte ribadito, anch’io voterò “No”, sperando
in un futuro nel quale le riforme costituzionali non saranno più proposte da
maggioranze relative confermate da referendum popolare, ma dalla stragrande
parte dell’assise parlamentare, in rappresentanza di tutte le istanze dei
cittadini.
Mi riconosco nella volontà di Nevio di presentare il proprio parere, non con urla o litigi, ma con un sorriso divertito, osando scherzosamente coinvolgere la cima più alta del Comune di Gorizia. Ma se qualcuno si fosse sentito offeso o se avesse ritenuto inopportuna una simile proposta, mi dispiacerebbe davvero e lo inviterei a prendere in considerazione la cosa per ciò che è, una semplice boutade, per alcuni divertente, per altri meno.

Buonasera Andrea, spaziando tra te e tuo fratello si denota una certa differenza di idee..... un caro saluto. Patrizia Socci
RispondiEliminaSiamo una famiglia pluralista :-)
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