Il cardinale Pizzaballa è un uomo che da tanti anni costruisce ponti e cerca di abbattere muri, in una situazione difficile come quella della Terra Santa. Molti l'avrebbero visto volentieri Papa, prima dell'ultimo Conclave. Oggi, domenica delle Palme, gli è stato impedito di entrare nel Santo Sepolcro, il luogo più importante dell'universo cristiano, dopo che il capo dei Sionisti, un paio di settimane fa aveva impedito ai musulmani di entrare nella Moschea durante l'intero Ramadan. E' senz'altro un segnale di mancanza di rispetto nei confronti del cattolicesimo e in particolare del Cardinale, che più volte si è espresso senza mezzi termini sulla situazione attuale (e passata) della Palestina.
Oggi sembra che all'improvviso molti cattolici si siano risvegliati dal sonno. A cominciare dalla "madre cristiana", tutti si stracciano le vesti, esprimono solidarietà a Pizzaballa, arrivano perfino timidamente a sussurrare che forse Netanyahu sta un po' esagerando...
Ma, tolte le dovute e numerose eccezioni, presenti più tra vescovi e preti che nel cosiddetto "popolo di Dio", dove erano finora? Non si sono accorti di un genocidio in atto, di decine di migliaia di palestinesi - tra i quali una miriade di bambini - uccisi negli ultimi tre anni? Non sanno niente del sistematico attacco dei coloni israeliani agli abitanti della Cisgiordania? Fanno forse finta di non vedere e ora, siccome è stato "toccato" un cardinale, si scandalizzano?
L'unico uomo di Chiesa che potrebbe bucare l'enorme muro che Israele sta creando intorno a sé, è Papa Prevost. Non è più tempo di pie preghiere o di reiterati auspici. Un pontefice che "inizia" i suoi viaggi all'estero andando nel più ricco Stato del mondo (Monaco), dovrebbe quanto meno adoperarsi in tutti i modi possibili per andare immediatamente a Gaza e in Cisgiordania, trascinando idealmente con sè i cattolici di tutto il mondo - e non soltanto i cattolici.
Mentre il cardinale di Gerusalemme proclama il diritto di ogni popolo a vivere e pregare nell'ambito della propria religione, e per questo viene perseguito, a Monfalcone un giovane ha il coraggio di porre una semplice domanda, a un'autrice sacrilega che nomina invano il nome di Dio. Viene fischiato e azzittito da un tendone pieno di vecchi infastiditi che evidentemente ritengono che si possano fare delle distinzioni, l'Allah dei musulmani può essere vilipeso e deriso, la controfigura che essi credono essere il dio dei cristiani, deve essere difeso a tutti costi insieme alla civiltà capitalista della quale è stato l'anima. Gentile "importante" autrice, quasi nessuno - tranne lei e i suoi anziani sostenitori - vuole ritornare al suo Medioevo!

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