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domenica 28 gennaio 2024

Lavori pubblici a Gorizia: se pòl saver qualcosa?

Nesuna intension de far polemike, solo me piasessi saver come che so 'ndade e come che andran le robe.

So bene, anche per esperienza personale, che i lavori pubblici sono la delizia e la croce di ogni amministratore e degli uffici che collaborano con lui. Per questo, sono consapevole di quanto spesso si verifichino incidenti di percorso, a volte imprevedibili, a volte meno, che ostacolano e prolungano all'infinito la durata delle operazioni.

Ciò non toglie che sarebbe interessante, per il normale cittadino, poter conoscere la risposta ad alcune immediate domande: per esempio, ammettendo e sperando che effettivamente gli ascensori al castello siano finalmente inaugurati entro la prossima estate, quanto è costata, nell'insieme, tutta questa vicenda, partendo dal 1999 e arrivando fino al 2024 (comprendendo ovviamente anche temi e costi relativi al personale del Comune impiegato nella lunghissima "via crucis"?). Nel 2011, quando fu "bocciato" dai tre saggi il referendum cittadino, proposto dal Forum per Gorizia, Legambiente e altre associazioni ambientaliste, si gridava allo scandalo perché un eventuale blocco dell'iter avrebbe comportato una penale di circa 200.000 euro. Quanti milioni di euro sono stati investiti in più, negli ultimi 13 anni, rispetto ai costi preventivati in quel tempo? Senza contare, ovviamente, i costi di gestione, dei quali peraltro si è parlato anche recentemente sui giornali locali.

Un'altra domanda riguarda i ritardi. E' bene aprire tanti nuovi cantieri, ma è necessario spiegare con chiarezza i motivi dei tanti ritardi che si accumulano sulle opere pubbliche. Certo, ci possono essere tante cause, la pandemia, la frana, il fallimento di una ditta, i materiali scadenti. E' però necessario dirlo, spiegarlo e, poi ognuno farà la sua parte nel portare il messaggio agli altri cittadini. Se non ci si scusa e non si spiegano le cose adeguatamente, è difficile contenere il malumore.

Ora, ecco fra gli altri, tre piccoli esempi, uno dei quali mi sembra essere stato portato all'attenzione dei consiglieri nell'ultima seduta del Consiglio Comunale, quello relativo alla paesaggisticamente assai bella e storicamente straordinaria strada del Calvario. Il cartello del lavori indica la conclusione del tutto entro il 3 febbraio 2023. E' passato un anno e l'accesso alla sommità del monte è precluso, così come la scalinata storica che attendeva effettivamente da anni di essere adeguatamente ripristinata. E' passato il centenario della prima guerra mondiale, sono trascorsi altri sei anni, la Capitale della Cultura sarà la volta buona per una sistemazione complessiva dell'intera area?

Gli spalti del Castello - non tutto ciò che si prevede e che si spera sia realizzato senza intoppi, ma solo la suggestiva balconata pedonale che si affaccia sulla Rožna dolina - sono chiusi dal tempo del lockdown. Sono in atto gli opportuni interventi di consolidamento e messa in sicurezza che avrebbero dovuto essere completati entro il 4 ottobre 2023. Sono passati da allora quattro mesi, siamo sulla dirittura d'arrivo oppure occorre aspettare ancora molto? 

Infine la Valletta del Corno, è stata presentata come il Central Park di Gorizia. La conclusione dell'intervento è molto attesa, il ripristino di una zona preclusa da decenni ai cittadini, al di là dell'iperbole, può effettivamente dare un grande respiro alla vita della città. E può anche restituire al povero fiume Koren, che tanto ha fatto di buono in passato per Gorizia e per i Goriziani, almeno una parte della dignità che indubbiamente si merita. In questo caso il cartello, anche se imbrattato, parla chiaro: la conclusione del tutto - non solo del primo lotto, la cui fine ancora comunque non si vede - avrebbe dovuto essere intorno al 31 maggio 2022. Sono passati quasi due anni, è lecito sapere quando si chiuderà questa vicenda e, se e quanto siano costati questi ritardi?

Ecco, alcune domande alle quali sarebbe bello ricevere risposta, come ci insegnavano la saggia Sonia Santorelli e la tenace Rosa Maria Forzi, quando ci istruivano su cosa fossero la trasparenza amministrativa e la partecipazione attiva dei cittadini alla tutela del bene e dei beni comuni.

sabato 6 maggio 2023

Meglio un lavoro puntualmente chiuso che mille avviati e mai finiti

Quello dei Giardini è l'ultimo caso della serie. La foto a lato è stata scattata il 25 febbraio, poco dopo l'inizio dei lavori. Oggi, 6 maggio, la situazione è identica, salvo l'erba cresciuta sui cumuli di terra scavati nei primi giorni. Il cartello indicatore assicura che la fine dei lavori è prevista per l'1 maggio. Da tre mesi tutto è fermo. E' disfattismo chiedere "perchè?". Lo stesso vale per tutte le altre frequenti segnalazioni. Il castello è chiuso da prima del Covid, i suoi bei bastioni sono impraticabili da almeno tre anni. La strada del Calvario è bloccata poco prima della cima e la necessaria deviazione per Lucinico è un autentico colabrodo. Il decantato Central park in salsa goriziana - da tutti molto atteso come splendido polmone verde e opportuna valorizzazione del fiume Koren/Corno - è in ritardo di oltre due anni sulla tabella di marcia. Il dislivello di 60 metri (!) non è ancora stato superato dagli ascensori al castello, progettati 25 anni fa e non ancora partiti, dopo 15 anni dall'inizio dei lavori. E' fin quasi impietoso affondare il coltello nella piaga ricordando che "l'avevamo detto noi!" (anche in Consiglio Comunale, con i compagni del Forum, mille volte tra il 2007 e il 2012), anche chi non è laureato in storia o geologia avrebbe potuto prevedere il ritrovamento di centinaia di ordigni bellici in una collina bombardata per oltre un anno durante la prima guerra  mondiale. Così come chiunque avrebbe potuto immaginare di trovare reperti archeologici interessanti nel terreno del colle o avrebbe potuto scommettere sulla necessità di riempire di tonnellate di cemento nascosto un terreno composto da argilla, subito messo a dura prova già dalle prima giornate di lavoro. Ci sono poi gli edifici storici, in completo abbandono, il progetto di casa Fogar e della cosiddetta Gorizia beach in pausa permanente. Non si devono dimenticare le strade di periferia e alcune centrali (tra esse, anche in questo caso da anni, Via Bellinzona e Via Crispi), in condizioni davvero penose. E' disfattismo chiedere "perché?" Oppure, proprio perché si ama questa città e piacerebbe a tutti mostrarla all'Europa come un modello di convivenza che comprenda anche l'urbanistica, l'architettura, la gestione degli spazi, è proprio necessario porre a chi l'amministra le classiche domande: cosa dove quando come e - appunto - perché? 

I Giardini Pubblici di Gorizia sono un autentico gioiello, nel cuore della città, sono tenuti ababstanza bene, sarebbe di sicuro bastata una semplice manutenzione ordinaria. Ci sono i vialetti ombreggiati, con le statue dei personaggi che hanno costruito la cultura "goriziana" negli ultimi due secoli, dagli italiani Bombi e Favetti agli sloveni Max Fabiani e Simon Gregorčič, dal mondo ebraico rappresentato da Graziadio Isaia Ascoli a quello friulano con Pietro Zorutti. Ci sono le strade parallele, dedicate a Dante e Petrarca (Boccaccio completa la triade al di là del complesso del mercato coperto). Si possono ammirare i palazzi circostanti, l'antico Comune, l'elegante Trgovski dom, il palazzo "veneziano", la sede della Libreria Editrice Goriziana, l'antico cinema che chi supera gli "anta" ricorda come rinomato barbiere...

Al centro c'è la monumentale fontana del Gyulai e vicino la suggestiva centralina meteorologica, entrambe testimonianze del tempo che fu, quello che con un bel po' di retorica viene ricordato con la nostalgia della "Nizza austriaca". Il settore occidentale del Giardino è occupato da meravigliosi alberi storici, tra essi un'incredibile magnolia che si è sviluppata in altezza e larghezza, superando due guerre mondiali e resistendo alle bizze del cambiamento climatico globale. Insomma, una meraviglia...

Tutta questo è per dire che non si vuole denigrare Gorizia, meno che meno in questa fase di preparazione all'evento straordinario di Nova Gorica con Gorizia Evropska Prestolnica Kulture 2025. Ma "chiedere per un amico" sì. Anche davvero, perché sono tanti che si pongono le stesse domande preoccupati di non trovare risposte. Non si tratta di interrogativi tecnici - gli uffici e i tecnici del Comune di Gorizia, come pure i professionisti del territorio sono assolutamente all'altezza della situazione. La questione è politica. Non c'è giorno in cui gli amministratori non annuncino qualche nuova mirabolante impresa, ma i ritardi nelle realizzazioni di quelle già in corso non si contano più. La domanda più ovvia è: non sarebbe meglio portare a termine ciò che già si è avviato, piuttosto che aprire nuovi cantieri che gravano i tecnici al di sopra delle loro forze, privano per lunghi periodi i cittadini di spazi che a loro appartengono e costituiscono pozzi senza fondo nei quali i soldi pubblici vengono inghiottiti senza pietà?