martedì 21 luglio 2026

Poveri Cristi...

I casi di Mario Roggero e di Fakir Abdherraim hanno in comune l'uso spregiudicato della violenza. 

Il primo inaugura la stagione di un nuovo far west, sostenendo che la minaccia ricevuta (con una pistola giocattolo, ma in effetti chi lo può sapere?) possa giustificare la rincorsa, l'assassinio di due persone e il ferimento dell'altra. Sembra di assistere a un film di Sergio Leone, dove il sottile confine tra la giustizia della collettività e quella del singolo individuo passa attraverso la dimostrazione di non aver attaccato per primo. Ma qui non si tratta di un film, bensì della realtà quotidiana. Ciò che inquieta è la solidarietà di tanti, anche politici molto noti a caccia di facili voti, nei confronti del pistolero, chiaro e pericolosissimo atto di sfiducia nei confronti dello Stato di diritto. E' anche vero che la tragedia ha aperto gli occhi a molti elettori di destra. Non tutti sono nostalgici del fascismo o ammiratori degli inaccettabili spot alla Vannacci. La parte moderata - un tempo discepola di Berlusconi, poi di Salvini e infine di Meloni - di fronte al sostegno dell'insostenibile, sembra tendere a scendere dal carro e di conseguenza a rinunciare, colma di delusione, all'impegno elettorale.

Altrettanto, se non ancor più tremendo, è il caso di Bologna. Proprio nel pieno della discussione sulla legittima difesa e sulla necessità che sia lo Stato a provvedere alla sicurezza dei suoi cittadini, un giovane viene fermato dalle forze di polizia, ammanettato e maltrattato, al punto da morire dopo aver gridato invano le sue ultime richieste di aiuto. Sembra che tutto ciò che è stato scritto sul conto della vittima sia falso, non avrebbe avuto alcuna pendenza nel certificato penale. Ma anche se l'avesse avuta, nulla, ma proprio nulla, potrebbe giustificare il trattamento a lui riservato e che si è potuto facilmente verificare, attraverso i filmati riproposti ovunque in rete. Da una parte si pretende che lo Stato legittimi la violenza individuale dandole l'improbabile nome di legittima difesa e contestando la sacrosanta decisione di un giudice all'interno di un regolare processo. Dall'altra si applaude alle forze di polizia che in casi come questi travalicano il loro mandato e diventano a loro volta una grave minaccia nei confronti dei cittadini.

Non poteva mancare una reazione, da parte di qule settore della società italiana che non può accettare la violenza sistematica, sia essa perpetuata dai singoli cittadini che dalle forze al servizio della collettività. Sembra che il Governo Meloni, pressato dai sondaggi negativi e dall'ascesa di figure estremiste, voglia innalzare il livello dello scontro, rendendosi colpevole di una polarizzazione dei consensi che a breve potrebbe rivelarsi non solo controproducente per la premier, ma anche - e ciò interessa e preoccupa di più - pericolosa per tutti.

Insomma, tempi duri per i poveri Cristi, per quelli che per un loro errore vengono puniti con la pena di morte comminata da un killer privato, per quelli che vengono arrestati e calpestati fino a morire, senza neppure un briciolo di pietà.

Nessun commento:

Posta un commento