domenica 28 giugno 2026

Presto il primo Concilio del III millennio?

Dopo un inizio alquanto prudente, sembra che a livello internazionale papa Leone XIV abbia innestato la marcia e si stia proiettando verso un nuovo modo di concepire la Chiesa cattolica e il suo rapporto con il mondo. Prova ne sono soprattutto i numerosi interventi contro la guerra e la mancanza di rispetto nei confronti della natura, come pure a favore dell'accoglienza dei migranti e dei più deboli.

Meno incisiva pare ancora l'azione all'interno della comunità cristiana, dove al costante richiamo al pontificato del predecessore Fancesco, si accompagnano prese di posizione di segno opposto, Fanno discutere, per esempio, scelte individuali quali il lussuoso appartamento papale al di sopra dei musei Vaticani o i vestiti più tradizionalmente legati all'autorità pontificale. Ancor di più, suscitano antichi entusiasmi e nuove preoccuazioni espressionii più ufficiali, quali la rivalutazione del ruolo della liturgia in lingua latina o addirittura la proibizione ai laici di tenere l'omelia durante la messa.

E' confermata in sostanza la preoccupazione iniziale, legata a una scelta del Conclave che da subito è apparsa finalizzata a tenere insieme l'intera compagine ecclesiale, fortemente minacciata sia dalle tensioni che si potrebbero definire »progressiste di sinistra« che da quelle »conservatrici di destra«. Papa Prevost vuole tenere saldo il timone della barca di Pietro in mezzo ai venti contrapposti di coloro che si sarebbero attesi la trasformazione in diritto canonico dell'esempio personale di Francesco e di coloro che invece hanno ritenuto il predecessore un eretico rivoluzionario e desiderebbero perfino cancellarne la memoria.

La prudenza, in questo contesto, è certamente d'obbligo, se non fosse che i momenti nei quali stiamo vivendo vedono un mutamento estremamente veloce di tutto ciò che concerne la vita e la coscienza umane. Per questo, non c'è molto tempo per adeguare il tessuto della Chiesa all'era delle nuove tecnologie informatiche e del superamento dei confini del sapere. Non a caso la prima importante enciclica del nuovo vescovo di Roma è stata dedicata proprio all'intelligenza artificiale, alle prospettive ma anche ai gravi problemi morali ch essa porta con sé.

Insomma, si è un po' tutti in attesa. Di cosa? Ma della convocazione di un Concilio, ovviamente! Si sono apena celerbati i 60 anni dalla conclusione del Vaticano II e i nodi evidenziati in quell'illuminata assise sono ancora aperti e richiedono un urgente aggiornamento, se non una vera e propria radicale trasformazione. C'è da ricomprendere il ruolo del Capo della Chiesa, da »Somma Santità« a »uomo come chiunque altro, anche se portatore di una significativa responsabiulità«. Più in generale, ci sono da ridiscutere i temi relativi al ruolo e soprattutto all'identità del presbiterato, attualmente connesso all'obbligo celibatario e riservato esclusivamente ai maschi. Occorre rimettere al centro la questione etica, accogliendo come un'opportunità la libertà di coscienza, accettando definitivamente la secolarizzazione e riconoscendo la pluralità di approcci ai momenti fondamentali del concepimento, della nascita, dell'amore e della morte. C'è una grande questione legata alle immense proprietà della Chiesa, che per poter essere salvaguardate, prima o poi dovrebbero essere  cedute all'autorità civile, per programmare insieme percorsi di vita e formazione per giovani e adulti.

Soprattutto il Concilio, probabilmente non romanocentrico e quindi non un Vaticano III, dovrebbe essere aperto alla ricerca del significato della presenza di Gesà Cristo oggi nel mondo. In questo senso non potrà altro che esserci una piena, anche se »confederale« condivisione di idee e di intenti con tutte le altre confessioni cristiane. E si dovrebbe ripartire con un dialogo interreligioso paritetico, procedendo dal riconoscimento di ogni forma religiosa quale »via« per avvicinarsi all'unico mistero del divino. E' proprio vero che il più profondo ateismo e la più intensa fede sono molto meno lontani di quanto ci si potrebbe immaginare.

Insomma, andrà così? Sarà papa Leone a traghettare la Chiesa nell'universo del Terzo millennio oppure si dovrà aspettare ancora?

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