 |
| Il primo coro interreligioso europeo con il direttore Gerard Oppelt |
Un coro straordinario, composto da persone provenienti da tutta Europa, si è esibito negli scorsi giorni nella sinagoga di Atene.
Dopo quello svoltosi ad Aquileia all'inizio del mese di maggio, è stato questo il secondo atto di Polyverse, lo stupendo progetto europeo Europa Creativa che unisce le tradizioni religiose cristiana, musulmana ed ebraica nella condivisione della bellezza dell'arte e della musica.
E' stato veramente affascinante ascoltare i canti, con le parole in ebraico, latino, greco, arabo, tedesco e italiano: una lode al Trascendente che valorizza ogni cultura, visione del mondo, percorso religioso, nel gusto di una bellezza tutta da gustare e da ammirare.
 |
| Metropolita Gabriel, imam Nader, rabbino Gabriel, pastora Almuth e ... |
C'è stato anche il tempo per un interessante confronto, prima del concerto. Introdotti dalle sapienti parole del presidente della comunità ebraica e del rabbino di Atene Gabriel Negrin, si è parlato di dialogo, di amicizia tra i popoli, di confronto sincero, nel quale ciascuno non rinuncia alla propria storia, ma edifica insieme agli altri la casa della pace tra i popoli. Le religioni, quando sono intese in questo modo, diventano un formidabile strumento per indicare la strada dell'unione nella ricchezza delle diversità. Si è sperimentato, come dice il Salmo, quanto sia bello e soave che i fratelli stiano insieme e si è denunciato ogni tipo di razzismo e egocentrismo, sottolineando anche il pericolo insito in ogni forma di antisemitismo e islamofobia. Certo, è stato molto emozionante sentire in una sinagoga storica, cantare brani del sacro Corano, ricevere il saluto del metropolita di Nea Polis, accogliere le sobrie e forti parole della pastora protestante di Lehnin e vedere la commozione dipinta sui rappresentanti delle chiese cattolica e anglicana di Atene, chiamati a essere presenti per l'occasione.
 |
| Polyverse sull'Aeropago, nel cuore della Storia |
Al di là degli straordinari brani musicali e delle conversazioni di pace, l'incontro ateniese è stato una vera e propria esplosione di amicizia. Persone che fino a un anno fa non si conoscevano e che vivono ordinariamente a migliaia di chilometri di distanza le une dalle altre, in breve tempo hanno formato un'unica famiglia. Si è lavorato insieme, si è discusso, ci si è divertiti nelle intense notti di un'Atene invasa delle giovani folle del fine settimana greco, si sono condivisi momenti sereni e impegnativi. Polyverse diventa di giorno in giorno un'amicizia intrisa di semplice entusiasmo nello stare insieme e di impegno per migliorare sé stessi e il mondo.
 |
| Mateja Černic dirige il primo brano |
Non è possibile ringraziare tutte e tutti coloro che hanno messo corpo e anima in questa avventura, nelle foto si vedono alcuni momenti salienti dell'esperienza, con i direttori del coro. Da ricordare i compositori Maria Beatrice Orlando, Sakis Negrin e Aaron Dan, che hanno scritto a sei mani lo stupendo finale Polyverse Echoes. E un pensiero va ad Andrea Donda, infaticabile progettista europea alla quale si deve la perfezione della struttura progettuale. Ovviamente sono molto grato ai geniali e inarrestabili Sara Zamparo e Mattia Vecchi, che hanno rappresentato l'intero meraviglioso personale della Basilica di Aquileia in questa uscita in terra greca.
 |
| Sakis Negrin alla guida del coro a ranghi compatti |
Molto interessante, tra l'altro, è stata la visita guidata dal rabbino al complesso sinagogale. Il racconto della storia della comunità ebraica ha toccato il tempo delle origini, già nel III secolo a.C., il periodo nel quale Paolo di Tarso viene ad Atene, incontra la sinagoga e poi va a parlare all'Areopago (senza troppo successo). Particolarmente commovente è stata la memoria delle migliaia di vittime della Shoah e la visita ai monumenti con i nomi dei deportati nei campi di sterminio. Molto familiare è stata anche l'accoglienza negli spazi della casa della comunità, attrezzata con tutti i mezzi per sostenere nel migliore dei modi l'accoglienza di tutti gli invitati.
 |
| Confucio e Socrate, ai piedi dell'Acropoli |
Un simpatico scultore cinese ha voluto, nel 2001, dedicare una scultura a Confucio e Socrate, in ideale dialogo fra loro, collocata poi proprio nel centro dell'Agorà, uno dei luoghi nevralgici dell'antica Atene. Certo, si è potuto anche salire i Propilei, entrare nell'Acropoli, visitare i musei archeologici, contemplare le Cariatidi nella loro versione originaria... Tutto ciò per dire che, nella bellezza di questi giorni, anche il luogo ci ha messo molto del suo. Camminando per Atene, si notano le mille contraddizioni di una città molte volte al vertice dei percorsi planetari e altrettante ripiombata nella dimenticanza e nel degrado. Si sente la voce dei filosofi e sembra di udire Paolo, stupito di fronte all'altare dedicato "al Dio ignoto", collocato fra la selva dei templi riferiti alle diverse emanazioni della divinità ellenica. Ma si notano anche le conseguenze della crisi economica attuale e delle dure condizioni imposte dall'Unione europea a uno Stato evidentemente in grande difficoltà. In ogni caso, Confucio e Socrate sarebbero stati di sicuro felici di partecipare a un progetto come Polyverse, oltre ogni barriera o confine dello spazio e del tempo.
Gli ultimi due atti della prima fase del progetto Polyverse saranno il 5 luglio, presso il monastero protestante di Lehnin e in ottobre presso la grande moschea di Roma. Poi è già in studio un percorso di continuità e allargamento. Ad multos annos...
Nessun commento:
Posta un commento