Piccolo è riferito alla dimensione del testo, poco più di cento pagine dedicate alla realtà dei "giovani", in particolare al loro rapporto con il mondo del lavoro.
Grande perché una volta tanto si incontra un autore che non procede né da anacronistiche generalizzazioni, né da giudizi superficiali (scansafatiche, bamboccioni, ecc.).
Il titolo stesso è geniale, da leggere quasi come un esame di coscienza che riguarda le nuove e le vecchie generazioni. Quali spazi di comunicazione hanno i giovani per raccontarsi e esercitare la loro responsabilità di cittadini? Quanto chi li precede nel percorso della vita è in grado di capire il loro linguaggio, di prendere in considerazione le loro istanze, di farsi un po' da parte per accompagnarli nell'inserimento nelle dimensioni degli affetti, del lavoro, della cultura e della politica?
In un serrato e assai documentato confronto con i dati statistici e sociologici, l'autore riesce a portare alla luce istanze e sistemi valoriali sorprendenti. I giovani spesso parlano tacendo e gli adulti spesso credono di capire non comprendendo. E' come quando ci si accorge di essere in un Paese dove si parla una lingua sconosciuta e si comincia a cercare qualche punto di incontro. Non volendo far la figura dell'ignorante, il nuovo arrivato dice sempre di sì, quando in realtà capisce ben poco.
Quando umilmente si prende atto di una reale distanza, si scopre anche che i giovani non sono l'oggetto della ricerca e dello studio, ma i protagonisti di un nuovo modo di concepire la vita - almeno nell'ambito post-ideologico e ultramoderno del cosiddetto Occidente capitalista. Non si tratta del sovvertimento dei valori dei "vecchi", ma della capacità di portare alla ribalta valori di umanità e cittadinanza precedentemente soffocati più che dalla necessità di riempire ogni istante con il lavoro, da quella di raggiungere una ragguardevole "posizione" nella società.
Non sarebbe forse urgente che ritrovino spazio nel dibattito pubblico elementi importanti - non certo solo per i giovani ma per tutti - quali l'amicizia, il tempo libero, l'impegno e la dedizione verso i più deboli, la formazione politica, l'attenzione nei confronti dei problemi del Mondo?
Se ne avete la possibilità, non perdete questo incontro con l'autore Daniele Marini, venerdì 22 maggio alle 18, a Turriaco, sala Nilde Jotti, piazza Libertà 3!

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