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| Manifestazione pro Palestina e pro Flotilla a Trieste |
Ma anche se non si fosse d'accordo e non si rispettassero le scelte di cittadine e cittadini che hanno voluto impegnarsi affontando il mare, come non ci si può indignare e urlare la propria preoccupazione di fronte ai fatti?
Un esercito straniero interviene senza alcun mandato in acque internazionali, centinaia di chilometri lontano dalla propria base. I soldati irrompono nelle barche e prendono in custodia i naviganti. Alcuni vengono pestati, altri tenuti in condizioni disastrose, quasi tutti portati in un centro di momentanea detenzione in territorio greco. Due di loro vengono addirittura arrestati e portati in Israele, dove sono sottoposti fino a ora a forme di tortura fisica e psicologica, trattenuti senza alcun formale capo di imputazione.
Ordunque, sì proprio ordunque. Come altro si può chiamare uno Stato che impone la sua forza contro imbarcazioni inermi che perocrroono le vie del Mediterraneo, lontanissime dai porti dell'aggressore? Cosa dire di uno Stato che blocca cittadine e cittadini pacifici, costringendoli a detenzione e a ogni sorta di forzatura? Come accettare che uno Stato arresti senza alcun mandato gli attivisti di un'azione nonviolenta, trascinandoli nelle proprie prigioni e privandoli della libertà?
Non si può altro che parlare di uno Stato pirata e chiunque ragioni un centesimo di secondo non potrebbe che essere d'accordo: ciò che è accaduto in questi giorni alla Flotilla potrebbe accadere domani a chiunque in qualsiasi parte del mondo, con il beneplacito del ghigno mostruoso di Netanyahu e di Trump. La violazione di ogni norma in nome della Legge del più forte è la fine di ogni speranza di livertà, giustizia e autentica democrazia.
Ciò non ha nulla a che fare né con la nobile e per molti versi meravigliosa tradizione culturale e religiosa ebraica, neppure con il terribile veleno dell'antisemitismo da combattere in tutte le sue forme antiche e moderne, come quelle consapevolmente alimentate, fomentate e moltiplicate dall'atteggiamento criminale degli attuali capi di Israele e dell'inqualificabile inquilino della Casa Bianca.

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