Le immagini sono agghiaccianti e consentono anche ai più possibilisti di immaginare la sorte dei palestinesi, se questi energumeni sono capaci di trattare in questo modo persone libere, inermi, provenienti da tanti diversi Stati d'Europa.
Israele si può permettere di violare qualsiasi forma di diritto umanitario e internazionale, perché fondamentalmente sa di farla franca. Ha dalla sua parte il truce Trump, il quale fascistamente se ne frega di qualsiasi elementare principio di civile convivenza. Ma sostanzialmente ha dalla sua parte anche la maggior parte dei governi europei che "protestano vibratamente", "convocano gli ambasciatori", "reclamano le scuse". In realtà non fanno assolutamente nula per accompagnare le parole con i fatti, che sarebbero l'interruzione non solo di ciò che sarebbe ovvio, ovvero l'invio delle armi, ma anche della legittimazione politica e di qualsiasi forma di collaborazione economica.
Agli eroi della Flotilla resti la certezza di avere stravinto. Hanno realizzato ciò che a nessuno finora era riuscito, costretti con la forza a schiacciare con la faccia bendata il pavimento, hanno in realtà messo loro in ginocchio davanti al Pianeta intero il potentissimo Stato di Israele. Essersi rimessi in mare per raggiungere Gaza, dopo ciò che era successo la volta precedente, comportava un grosso rischio. Sì, certo, quello che accadese ciò che è accaduto, ma di questo le e gli "attivisti" erano ben consapevoli. Il vero rischio era che l'impresa venisse fermata in altro modo e cadesse nell'oblio generale, suscitando al massimo una smorfia di riprovazione negli obesi benpensanti occidentali. Lo si poteva temere, fino a ieri il percorso, l'assalto e gli arresti erano passati quasi sotto generale silenzio.
Invece la sofferenza fisica patita da un esercito di nonviolenti disarmati, colpevoli solo di voler solidarizzare con un popolo oppresso da un'incredibile violenza, ha trasformato il sorriso di scherno in ammirazione, il dubbio serpeggiante in una nuova certezza, il silenzio su Gaza in un urlo che più dirompente di così non si potrebbe, l'apparente sconfitta in una trascinante vittoria.
Sì, è vero ciò che dice Gandhi, nell'azione nonviolenta si ribaltano i fattori della storia: l'inerme trionfa sull'armato, l'offeso rivela la disperata impotenza dell'offensore, il corpo di chi si vorrebbe costringere al silenzio grida senza parole al mondo intero la cattiveria, la stupidità e la disumanità del persecutore.
Grazie Flotilla, la tua trionfante sconfitta risveglia tante coscienze sensibili ma addormentate ed è un'iniezione di forza e di desiderio di resistenza in tutti noi!

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