Nella foto, da sinistra, il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, la referente di progetto Sara Zamparo, il direttore della SoCoBA Andrea Bellavite, l'imam della moschea di Roma Nader Akkad, la pastora di Lehnin Almuth Wisch, il rabbino di Atene Gabriel Negrin, il delegato dell'arcivescovo di Gorizia don Franco Gismano, la titolare dell'agenzia "Argo progettare l'Europa" Andrea Donda.
E' stata un'esperienza emozionante, ritrovarsi a dialogare e a discutere in tante diverse lingue, tra rappresentanti di diverse religioni e confessioni cristiane. In un momento nel quale sorgono nuove forme di razzismo, di violenza, di nazionalismo e di violazione dei più elementari diritti della persona, le personalità spirituali hanno portato, in modo unitario nella grande diversità degli approcci, un profondo messaggio di rispetto, riconciliazione, valorizzazione delle rispettive tradizioni culturali e religiose. Sono state ribadite le metafore del mosaico - tante tesserine differenti, unite generano stupende immagini - e del coro - molte voci specifiche, unite realizzano una stupenda armonia. Ciò non significa rinunciare alla propria particolare forma, ma arricchire la propria esperienza attraverso la conoscenza e l'accoglienza di qualle dell'altro.
Ancora più emozionante è stato il concerto che ha visto concretizzarsi in basilica il primo coro religioso europeo. Diretti da Mateja Černic, Sakis Negrin e Gerhard Oppelt, i coristi hanno eseguito musiche provenienti dal patrimonio del cattolicesimo latino, della spiritualità sefardita e della coralità protestante. Il punto vertice delle giornate, ma anche dell'intero progetto Polyverse che prevede la ripetizione dell'esperienza ad Atene, a Berlino e a Roma, è stata l'esecuzione in prima assoluta di Polyverse Echoes, una straordinaria composizione, una sorta di preghiera cantata in latino, greco, ebraico, arabo, tedesco e italiano. Hanno lavorato insieme, sia pur a distanza, la compositrice Maria Beatrice Orlando e i compositori Gerhard Oppelt e Aaron Dan. Il risultato di tutto ciò è stato eccezionale sia dal punto di vista artistico che da quello riguardante il messaggio di pace, giustizia, armonia scaturito dalla bellezza delle note e dal dascino del contesto artistico e architettonico.Che dire, al di là dell'entusiasmo per un evento che rimarrà inciso nella memoria di tutti coloro che vi hanno partecipato? E' come sentire l'eco delle parole e dei gesti di papa Francesco che aveva impostato tutto il suo pontificato investendo molto più tempo ed energie sulle relazioni piuttosto che sulla riaffermazione di astratti principi dogmatici e teorici. Vedendo, per usare le parole di un famoso salmo,"quanto è bello e soave che le sorelle e i fratelli stiano insieme", si è confermata questa sua importante intuizione. Le cosiddette "religioni del Libro", infatti, se incentrate solo sulla dimensione dottrinale, fondano sull'assoluta autorità divina la pretesa di essere ciascuna l'unica detentrice della Verità. Da questa venefica prospettiva, sono derivati tanti guai per l'Europa e per il Mondo, le guerre di religione hanno provocato milioni di morti.
Nelle giornate aquileiesi, si è stati insieme nel dialogo, nel canto, nella festa, nel mangiare insieme, nella visita ai siti aquileiesi. In questa condivisione a 360° si è ancora una volta dimostrato come per rispettarsi e costruire insieme un futuro di pace planetaria, non sia necessario rinunciare alle proprie caratteristiche e condizioni identitarie. E' invece fondamentale riscoprire il concetto di fraternità universale, offrendosi reciprocamente i doni spirituali, riconoscendosi tutti parte di una stessa famiglia nella quale ci si può incontrare nel comune linguaggio dell'arte e della musica che, come detto da qualcuno durante il convegno, è l'antidoto contro ogni forma di razzismo, antisemitismo, islamofobia di qualsiasi altra discriminazione.


Nessun commento:
Posta un commento