C'è voluto Galileo Galilei per smontare simili venefiche suggestioni, dimostrando come il Sole non si possa fermare, per il semplice fatto che non è lui a girare intorno alla Terra, ma viceversa. Gli scribi e i farisei cattolici del tempo ritennero che fosse un presuntuoso sacrilego, uno che pensava di saperne più di Dio, il quale, a loro dire, aveva scritto direttamente, attraverso la mano degli scrittori ispirati, il testo biblico. E rischiò di perdere per questo se non letteralmente la testa, almeno la possibilità di continuare a lavorare. I pontefici impiegarono più di 300 anni per arrivare ad accettare gli studi filologici e archeologici, finalizzati a una migliore e corretta comprensione della Bibbia, accettando i generi letterari, le acquisizioni delle varie discipline e l'interpretazione scientifica. Ancora Pio X, all'inizio del XX secolo, metteva in guardia da una "lettura" che mettesse in discussione l'assoluta verità letterale comunicata dall'autorità divina.
Il Sole dunque non si era potuto fermare, anche se poi si è scoperto che anche la nostra Stella gira, non intorno alla Terra, ma intorno al centro della Galassia e la Galassia intorno al centro dell'universo conosciuto e così via. E' un girare vorticosamente, intorno a un centro e anche intorno al centro di sé stessi. Per esempio, il nostro meraviglioso pianeta "corre" nello spazio alla velocità di circa 107.000 km/h e ruota intorno al proprio asse a circa 1700 km/h (all'equatore, ai nostri 45° di latitudine, poco più di 1100 km/h, poco più di un normale aereo di linea). La Luna gira intorno a noi alla ben più bassa velocità di 3400 km/h e intorno a sé stessa se la prende con calma, 17 km/h, molto più lenta di Usain Bolt. Insomma, da qualunque punto si osservi, è tutto un interrotto movimento.
Detto questo sì, oggi pomeriggio alle 16.04 il Sole si ferma. O meglio, ovviamente sembra che si fermi un istante infinitesimale, sufficiente a ricevere il nome di Sol-stizio, Sole in sosta. Arriva fino al punto più basso dell'emisfero nord e immediatamente dopo riprende il suo cammino, procedendo nella drezione opposta e innalzandosi progressivamente sull'orizzonte. Il giorno via via prevale sulla notte e presto il calore ricomincerà a farsi sentire, risvegliando la natura apparentemente addormentata. O almeno, così accadeva fino a quando l'antropocene non ne ha sconvolto i ritmi provocando l'estremamente preoccupante crisi climatica.
E' veramente un momento magico, quello dei solstizi e degli equinozi. Le religioni antiche collocavano in questi snodi temporali le loro più importanti ricorrenze. E non a caso, proprio in questi giorni si celebra il Natale. Nessuno può sapere le data di nascita di Gesù, un illuminato papa Leone (il primo, dagli amici chiamato anche Magno), ha pensato bene di collocarla nel momento in cui i suoi contemporanei "osavano" ancora festeggiare il Sol invictus, il giorno della vittoria della luce sulle tenebre, del gallo sulla tartaruga, per dirla con i mosaici aquileiesi.
Buon solstizio allora, a tutto il mondo. E che il Sole si fermi, non per continuare le guerre, ma per dare il tempo al dialogo, alla trattativa, alla negoziazione di pace. Sempre e ovunque.

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