Questa sera, per chi si trova a Gorizia, ci sarà la possibilità di partecipare insieme a questa "diserzione del silenzio". Alle 21.45 ci si troverà davanti al Municipio e, portando ciascuno qualche strumento per fare rumore, "disturberemo" le nostre e altrui coscienze.
La situazione di Gaza ha superato ogni limite e il dolore per ciò che sta accadendo è immenso. Ci sono i quotidiani bombardamenti, decine di migliaia di morti, tra essi tantissimi bambini. Si aggrava di giorno in giorno la catastrofe umanitaria, un disastro dentro il disastro, con il rischio concreto che il genocidio non sia perpetrato solo attraverso le armi, ma anche con la fame. Sono impediti gli ingressi dei convogli con generi alimentari e di prima necessità, è vietato, pena il rischio di essere uccisi, perfino l'avvicinamento al mare di Gaza. Come è possibile tacere di fronte a una simile spaventosa situazione.
In effetti, non tutti tacciono. Ci sono manifestazioni di massa un po' ovunque nel mondo, coraggiosi parlamentari europei e anche italiani prendono posizioni molto chiare e dure, alcuni Stati compiono passi concreti per il riconoscimento dello Stato di Palestina e propongono concretamente boicottaggi nei confronti delle attività militari e industriali israeliane. Ma per il momento non sembra che tutto questo sortisca alcun effetto, come pure i frequenti appelli di Papa Leone, troppo spesso formali. Perché non provare a chiedere un visto per Gaza, con contestuale interruzione almeno momentanea degli attacchi, per chiedere dalla martoriatissima Striscia la fine dei bombardamenti, la riapertura delle vie umanitarie e anche la restituzione degli ostaggi israeliani? E' vero che spetterebbe ai Politici il compito di affrontare e risolvere le questioni, ma un intervento del Vescovo di Roma - piaccia o non piaccia - avrebbe un'autorevolezza e troverebbe un riscontro mediatico che nessun altro - neppure centomila persone che marciano insieme - potrebbe ricevere. Inoltre, se come probabile, tale visto fosse rifiutato, metterebbe in evidenza ulteriormente l'isolamento sempre più marcato di Netanyahu, costringendo perfino il suo amico Trump a posizioni più critiche.
Per il momento, molto altro non sembra si possa fare, se non alzando la voce e disertando il silenzio, come stasera a Gorizia, in Italia, in Europa e altrove. Ricordando, con i massacri di Gaza, anche quelli di altre parti del mondo, per esempio quelli che si svolgono quotidianamente in Sudan, come documentato da Irene Panozzo nel suo assai interessante articolo sull'ultimo numero di Isonzo Soča. Quanti esseri umani, quanti bambini, muoiono a causa della crudeltà e dell'avidità umana! E per la sorte di molti di loro non ci sono neppure un pensiero, una memoria, una fitta di dolore che attraversino l'anima....