lunedì 31 agosto 2026

Un bel pomeriggio estivo a villa De Nordis

La bella villa De Nordis, la famosa dimora goriziana di Lyduska, è stata la straordinaria cornice della particolare "giornata" di Mesto knjige, la bella rassegna culturale promossa come in ogni vigilia di settembre a Nova Gorica.

L'attuale proprietario, Romano Facca, ne è stato il giardiniere e dopo la morte della contessa, ha ereditato l'edificio e il grande parco che lo circonda. La sua visita guidata è stata un capolavoro di conoscenza, informazione e simpatia. Tramite la sua voce e lo sguardo gettato sui saloni interni, si è potuta respirare l'aria antica di un mondo che non esiste più, costituito da viaggi, da cavalli, da nobili più o meno decaduti, da grandi personalità dai cognomi tramandati dai più importanti libri di storia. Anna Cecchini ha tracciato già nel suo testo, proprio con l'aiuto di Romano, un'esauriente e avvincente biografia della donna "dei due mondi",  vissuta tra Salcano e Kenia e ora sepolta nel piccolo cimitero di Sveta Gora, Monte Santo. La visita alla "casa" riempie di ulteriori contenuti quel fondamentle scritto e consente la riscoperta di un profilo biografico e di un sito fino agli ultimi anni quasi del tutto dimenticati. Sorprendentemente dimenticati.

Con la prima brezza della bella serata estiva è arrivato il "Letni čas", l'ormai  tradizionale dialogo stagionale teologico-filosofico con Mirt Komel, dedicato quest'anno a Dante Alighieri. Se nelle occasioni precedenti si è goduta la squisita ospitalità della knjigarna kavarna Maks, in questo caso il giardino di villa De Nordis si è rivelato la miglior locazione possibile per parlare di "paradiso". Navigando tra le suggestioni platoniche e il testo della Genesi, tra il pardes islamico e le perle di Samuel Beckett, si è data nuova voce alla terza indimenticabile Cantica della Commedia. Si è parlato di luce e di amore, di bellezza e di purezza, soprattutto si sono indagate l'eterna memoria del mitico tempo che fu e la forza del desiderio di una definitiva comprensione dell'essere. Tutto ciò si è generato senza dimenticare il presente, l'inferno della guerra che contraddice la luce paradisiaca, l'anelito alla sopravvivenza che condiziona le scelte politiche, economiche e sociali del presente. Tutto da riprendere, più analiticamente.

Ciliegina sulla torta (o qualsiasi altro frutto, vista l'abbondanza degli ulivi, delle pere, delle pesche, dei cachi...), la presentazione di Antonio Moresco, autore mantovano magistralmente introdotto  dalla giovane ricercatrice Giorgia Maurovich. I due hanno presentato la situazione del Pianeta nel tempo dell'antropocene - o meglio, direbbe Moresco, dell'occidentocene. La loro riflessione congiunta è stata  foriera di intense e note preoccupazioni, ma anche di prospettive cariche di bellezza e di speranza.

Il rinfresco finale ha consentito ai presenti di fermarsi ancora molto, in un luogo magico e con persone capaci di realizzare, nel loro piccolo, il sogno - evidentemente non ancora sfumato - germogliato nel corso dell'anno della capitale europea della cultura. 

1 commento:

  1. Credo non necessitano ulteriori commenti dopo le belle ed esauriente parole di Andrea Bellavite.

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