Un'estate decisamente difficile. Il caldo estremo e lo scioglimento dei ghiacciai hanno messo in discussione anche i più scettici negazionisti del cambiamento climatico. Gli incendi in Europa non si contano, con vittime e devastazioni impressionanti. L'ultimo, in casa regionale, sta ancora distruggendo la bellissima montagna Amariana e minaccia gli abitati ai suoi piedi. Ci sono stati alcuni terribili terremoti, in Ecuador, in Colombia, ora in Indonesia. E, oltre a queste sciagure nazionali, gli esseri umani ci mettono del loro, e anche fortemente. Basti pensare all'ormai lunghissima guerra fra Russia e Ucraina, che si trascina nel sostanziale disinteresse generale, ma nel grande dolore di milioni di persone convolte. Basti pensare a Gaza, alla Cisgiordiania, al sud del Libano e a tanti altri Paesi dove la guerra infuria. C'è poi il capitolo migranti, con le impressionanti immagini giunte da Ceuta, l'intensificazione dell'egoismo dell'Occidente opulento, sempre più chiuso nei propri sedicenti "sacri" confini. Anche Gorizia evidenzia il suo tributo, scandalizzandosi, invece di accorrere per aiutare e sostenere le centinaia di richiedenti asilo costrette a dormire all'addiaccio, nei parchi della città, perché la politica non è in grado di dare risposte concrete a persone povere e inermi, che cercano soltanto di poter intraprendere una vita migliore.
Insomma, è abbastanza per auspicare che questa stagione finisca presto e che ci attenda un autunno più aperto ai motivi della speranza e del cambiamento.

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