lunedì 9 febbraio 2026

La Capitale della Cultura, prima, durante e dopo...

 

Nella Giornata della festa nazionale della cultura slovena, nel ricordo del grande poeta France Prešeren, la tavola rotonda di domenica pomeriggio all'Epicenter è stata assai interessante. L'unico rammarico š stato quello del tempo troppo breve che non ha consentito ai relatori e al pubblico di approfondire i tanti argomenti che sono stati toccati. Con il coordinamento di Klavdija Figelj, ci si è confrontati in quattro (Anja Medved, Miha Kosovel, Simone Cuva e - last - Andrea Bellavite), sul passato, sul presente e sul futuro della Capitale europea della Cultura.

Dopo la "okrogla miza", è stata inaugurata una bellissima mostra fotografica dell'artista Jernej Humar, dedicata ai personaggi, eventi e momenti salienti, dall'8 febbraio al mese di dicembre 2025.

Qualche ora prima, nella sede del Gect/Ezts e di GO25 in Corso Verdi a Gorizia, era stata presentata un'altra splendida mostra, esattamente con lo stesso tema, del noto fotografo Pierluigi Bumbaca, opportunamente presente anche agli avvenimenti del pomeriggio.

Insomma, due grandi esposizioni per ripercorrere tutti insieme i diversi passaggi e le mille iniziative che hanno caratterizzato Nova Gorica con Gorizia nel corso dell'interno anno 2025. Tutto bene allora? Fino a un certo punto. Nell'apertura della mostra goriziana, ai toni entusiastici del sindaco di Gorizia ("E' stato un trionfo!") hanno fatto eco quelli emotivi del presidente del GECT/EZTS ("il periodo più bello per Gorizia dalla visita dell'Imperatore d'Austria Ungheria"). In quella novogoričana, si sono utilizzati, da parte del sindaco e dei responsabili dello Zavod Go25, parole altrettanto soddisfatte, anche se decisamente più sobrie.

Il "fino a un certo punto" sta in una constatazione che qui viene proposta non per spirito di critica, ma per migliorare nella prossima occasione.

A Gorizia, alle 13, non era presente neanche un amministratore di Nova Gorica e i saluti introduttivi sono stati portati esclusivamente in italiano. A Nova Gorica, alle 17, non era presente neanche un amministratore di Gorizia e la presentazione della mostra è stata svolta esclusivamente in lingua slovena. Da una parte e dall'altra era quasi del tutto assente l'"altra" componente, anche fra il pubblico.

Nel frattempo Gorizia celebrava la tradizionale (molto bella!) sfilata di Carnevale, tenendola più lontana possibile dal confine, anche se un buon numero di carri e gruppi proveniva dalla Slovenia. 

Insomma, perché non organizzare insieme la mostra, con due fotografi d'eccezione e inaugurarla con
parole espresse sia in sloveno che in italiano (e, perché no?, anche in friulano...), invece di presentarle totalmente divise? Perché non pensare a un Carnevale che parta da piazza Travnik, passi attraverso la Transalpina e raggiunga trg Bevk? Perché non dare continuità all'"unità nella valorizzazione della diversità" anche attraverso forse piccoli, ma importanti segni di incontro, amicizia, stretta di mano, attiva collaborazione fra persone e culture?

1 commento:

  1. Perché nessuna delle due entità ha interesse e voglia, al di là delle chiacchiere, di unirsi.

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