Gli USA e Israele attaccano un Paese, con la scusa di sostenere un processo di liberazione da un regime come quello degli ayatollah. Tutti sanno che si tratta dell'ennesima azione tesa a controllare le risorse petrolifere dell'Iran che, con il rovesciamento dell'ultimo imperatore, lo scià Reza Pahlavi, nel lontano 1970 aveva voluto a sua volta affrancarsi dallo stesso imperialismo capitalista. Non si può in alcun modo giustificare un intervento armato di una potenza straniera in una nazione indipendente, esplicitamente finalizzato all'assassinio della leadership e alla distruzione delle risorse. Ciò che sta accadendo in questi giorni tragici è infatti inaudito e fonte di immensa preoccuazione per le ripercussioni che questa incredibile violenza potrà portare con sé.
Ciò che colpisce è invece la soddisfazione di molti, di fronte a un'azione militare che da oggi in poi potrebbe toccare a qualsiasi Paese non allineato con il pensiero unico imposto dal Padrone del Mondo (leggi potentati economici che garantiscono anche il presidente degli Stati Uniti d'America). A parte gli oppositori del regime di Khamenei, le cui proteste sono state esplicitamente fomentate direttamente da Trump, molti nel mondo hanno espresso soddisfazione per la presunta possibile conquista della libertà da parte del popolo iraniano. E' successo con il Venezuela, ora con l'Iran, potrebbe accadere preso con la Groenlndia e addirittura con il Canada. Su, forza, diamo carta libera al tycoon, perfino lo applaudiamo e gettiamo nel cestino per sempre la carta straccia delle risoluzioni ONU. Ridiamo in faccia agli illusi che credono ancora che esista un diritto internazionale! Almeno fino a quando non toccherà a noi di beccarci i cruise sulla testa...
Oltre ai due avidi guerrafondai planetari, chi oggi mi ha scandalizzato di più è la presidente del consiglio Meloni. Ha dichiarato che gli attacchi dell'Iran - lanciati dopo il massacro che ha portato alla morte il capo spirituale Khamenei, la sua famiglia e centinaia di iraniani, tra i quali, sembra, anche decine di bambini - contro gli Stati del Golfo sono "ingiustificabili", ritenendo quindi di fatto che quelli di Trump e di Netanyahu lo sono. Non ha detto una parola - neppure una! - non si pretende per condannare ciò che è accaduto, ma neppure per richiamare quel diritto internazionale che funge ormai da slogan a fasi alterne. Se Putin attacca l'Ucraina, viola il diritto internazionale, se il genocida Netanyahu annienta un intero popolo non lo viola. E se Trump spedisce i suoi missili sulla testa di chi gli sta antipatico, nessun problema...
La dichiarazione della premier - insieme all'inconsistenza di Tajani e all'impreparazione di Crosetto - è uno dei punti più bassi della storia della politica italiana, il vilipendio di una tradizione di attenzione agli "esteri" che ha visto in passato prese di posizione coraggiose e alternative ai padroni del vapore. Chi avrebbe mai pensato di rimpiangere, da questo punto di vista, i vari ministri degli esteri che si soo succeduti nella cosiddetta prima repubblica? L'accettazione esplicita dell'inutilità dell'ONU e degli organismi internazionali colpisce, per la spudoratezza con la quale viene dimostrata la totale accondiscendenza del governo italiano alle mire imperialistiche degli USA. E la Meloni, che si assume la responsabilità di trascinarci nel vortice di violenza scatenato dal primo anno di Presidenza Trump, tradisce anche sé stessa, i suoi altisonanti e urlati proclami pre-elettorali contro l'euro, i burocrati dell'Unione Europea, la soggezione dell'Italia agli interessi stranieri.
Siamo sull'orlo dell'abisso, c'è il rischio concreto di un allargamento incontrollabile della guerra. Non lasciamoci governare da chi - dopo essersi presentata come la rivoluzionaria di una destra antisistema - oggi è al primo posto nella gara di chi corre e sgomita, per lustrare le scarpe (per usare un eufemismo) del potente di turno.
