giovedì 14 ottobre 2021

Vaccini sì, vaccini no. Una corda troppo tesa...

Due premesse, sperando di creare uno spazio di confronto e non di scontro.
La prima. Sono vaccinato due volte e, dentro il fiume impetuoso di un'informazione pressoché incontrollabile, ho personalmente ritenuto giusto sottopormi al trattamento.
La seconda. Non certo da oggi, ritengo che le formazioni sedicenti fasciste o neofasciste avrebbero dovuto essere sciolte da lungo tempo e, dal momento che ciò non è ancora avvenuto, debbano essere poste immediatamente fuori legge, in quanto lesive dello spirito della Costituzione della Repubblica.
Detto questo, come non esprimere una forte preoccupazione per ciò che sta accadendo?
E' molto pericoloso l'innalzamento della tensione sociale provocato dalla radicalizzazione delle posizioni e dalle loro conseguenze. L'obbligo del green pass è oggettivamente difficile da imporre, anche a causa della confusione generata dal continuo flusso di notizie contradditorie. Scienziati, opinionisti, giornalisti, semplici cittadini si alternano nel dire tutto e il contrario di tutto. In questo modo, senza specifiche competenze, il pubblico si sente trascinato da una parte o dall'altra, un una serie di discussioni sempre più accese che non portano solo alle manifestazioni contrapposte nelle piazze, ma anche a divisioni insanabili tra amici o perfino all'interno delle famiglie.
Chi ritiene necessario vaccinarsi, accusa non solo chi non lo fa ma anche chi osa esprimere qualche fragile dubbio, di essere un'incosciente minaccia alla salute del mondo, di volere l'espandersi dell'epidemia, la morte di centinaia di migliaia di persone e il tracollo di un'economia sbilanciata nelle esigenze di cura dei potenziali malati. Chi invece rifiuta il vaccino, considera gli altri dei sadici apportatori di sostanze nocive all'organismo umano, responsabili di una miriade di morti improvvise e di fatto denigratori del dettato costituzionale che garantisce la libertà nella cura e nella "gestione" del proprio corpo. Il rischio molto concreto di perdere il lavoro comporta inoltre una vera e propria angoscia nella ricerca delle farmacie dove poter ottenere il tampone, con perdite notevoli di tempo e di soldi, oltre alla reale possibile paralisi del sistema produttivo provocata da manifestazioni di lavoratori - vaccinati e non - che ritengono di difendere i diritti costituzionali.
Naturalmente i primi si sentono supportati dalla cosiddetta Scienza (con la S maiuscola) e tacciano di follia senile o stregoneria fior di premi Nobel che affermano il contrario, senza riconoscere che sono migliaia gli studiosi, come pure stimati medici e operatori sanitari che evidenziano ragioni opposte alle loro. I secondi rilevano chissà quali complotti orditi dalle multinazionali e dai governi non più democratici, supportati da uomini di scienza e giornalisti ritenuti naturalmente prezzolati, presentando paragoni irricevibili con altri tragici eventi del XX secolo.
Con queste premesse, davvero è difficile pensare di andare lontano e le strumentalizzazioni politiche ed eversive sono fin troppo esplicite ed evidenti. 
Se non si trova un tavolo di dialogo, oltrepassando la supponenza degli uni e la rabbia degli altri, il rischio di uno scontro, anche fisico, diventa sempre più reale. L'abisso che si sta creando tra gli uni e gli altri, condito da un'intolleranza reciproca senza precedenti vicini nel tempo, scava una distanza che non promette nulla di buono, tanto più tenendo conto della possibile ondata di forzata disoccupazione e conseguente paralisi di molti settori lavorativi, che non può che portare alla previsione di una lotta più duratura e potenzialmente più violenta di quella che per ora è stata fagocitata da pochissimi criminali fascisti che con le loro "gesta" hanno di fato azzerato la legittima richiesta di ascolto elevata da centinaia di migliaia di persone in tutta Italia.
Che fare allora? E' sicuramente urgente de-radicalizzare le posizioni, invocando un profondo rispetto reciproco e una forte disponibilità, da parte di tutti, a comprendere - non necessariamente a condividere - gli uni le "ragioni" degli altri. Soltanto attraverso il dialogo, si possono trovare soluzioni ai complessi problemi che si è chiamati ad affrontare. E tale confronto, libero, possibilmente sereno e rispettoso, è compito di tutti, dai pulpiti dei media alle aule delle università, dalle riunioni indette dalle associazioni ai dialoghi quotidiani intessuti nei luoghi della vita e della socialità.
Scendendo dagli altari della sicumera e della pretesa dell'unica Verità, si può iniziare un confronto dialettico che possa portare a una molto più umile, ma indispensabile relativa e momentanea verità, sulla quale convergere in attesa di maggiore chiarezza e di minori tensioni.

2 commenti:

  1. Mi sono vaccinata a settembre dopo un lungo meditare. Ho fatto, deliberatamente, il Jansen per potermi "preoccupare" una sola volta visto che è un vaccino a dose unica. Se poi fra nove mesi occorrerà la seconda la faccio.
    Non l'ho fatto per il green pass, l'ho fatto per me, per il mio compagno asmatico, per dovere civico. E, fortunatamente, non ho avuto alcun disturbo.
    Tutta la confusione che si è creata e che si sta creando intorno alla faccenda vaccino anticovid e relativo green pass, poteva essere evitata semplicemente rendendo il vaccino obbligatorio. E' vero che siamo in democrazia e ognuno può decidere come meglio crede di fare le proprie scelte liberamente. Tuttavia una pandemia è una situazione emergenziale, eccezionale, non prevedibile. Il vaccino obbligatorio, salvo i casi di forza maggiore, avrebbe risolto il problema e ora non saremmo qui a discutere dei moti di piazza che riportano alla memoria gli anni di piombo.
    I bimbi di oggi, per accedere alla scuola pubblica, devono essere vaccinati OBBLIGATORIAMENTE di un mix che comprende una dose massiccia di sieri per preservarli dalle malattie infettive. Malattie che noi più maturi abbiamo contratto e che, la stragrande maggioranza, può raccontare con un sorriso.
    Eppure i genitori accettano di buon grado questa vaccinazione nonostante non sia cosa da poco proprio perchè è OBBLIGATORIA.
    Riguardo, poi, alla strumentalizzazione di certi movimenti di piazza che prendono a pretesto qualsiasi cosa pur di creare il caos, è un film già visto.
    Si parla dello scioglimento di Forza Nuova, partito dichiaratamente fascista, peraltro vietato dalla nostra costituzione.
    Mi chiedo come mai non sia stato bloccato alla nascita visto che va contro i principi costituzionali, ma soprattutto non capisco perchè non sia già stato sciolto, soprattutto quando al governo del paese c'erano (e ci sono state parecchio) forze di sinistra. Ce ne accorgiamo solo ora?
    In Germania, se una persona si azzarda a inneggiare al nazismo, viene immediatamente arrestato, figurarsi se, laddove è nato il nazismo, potrebbe ri-nascere un partito inneggiante a quelle idee!
    Cosa ci faceva il tipo che ha guidato la rivolta in piazza a Roma, annunciando due ore prima l'irruzione alla sede della CGIL, se era agli arresti domiciliari, con tanto di braccialetto elettronico, con una serie di daspo e divieti tali che non avrebbe dovuto mettere il capo fuori dalla finestra? Come è potuto accadere?
    Il nostro bel paese è pieno di contraddizioni, di storture, di leggi non fatte rispettare. E' sempre stato un paese difficile da governare che non trova un punto d'incontro neppure davanti a un fatto grave come una pandemia. Sono veramente amareggiata.
    Patrizia Socci

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  2. Condividi e riprendo questo inciso:

    “…Chi invece rifiuta il vaccino, considera gli altri dei sadici apportatori di sostanze nocive all'organismo umano, responsabili di una miriade di morti improvvise…”

    Leggiamo sempre le etichette di cosa mangiamo, beviamo, (fumiamo), dei farmaci che assumiamo? Sappiamo sempre cosa c’è dentro? Sono adeguate al nostro organismo? Sappiamo cosa portano grassi, zuccheri in eccesso, eppure…

    Parallelamente anche noi, non ancora consapevoli, apportiamo nell’Ambiente quantità esagerate di sostanze nocive, cui si vedono le conseguenze.

    Nevio Costanzo

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